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Cani che ti Rubàno il cuore

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L’amicizia tra uomo e cane ha una storia millenaria, che secondo alcuni studi scientifici risalirebbe addirittura al Neolitico, epoca in cui questi mammiferi avrebbero accompagnato i cacciatori e gli agricoltori del vicino Oriente nelle migrazioni in Europa. Questo antico legame e un’innata empatia rendono da sempre il cane il migliore amico dell’uomo: in Italia si conta un cane ogni quattro persone, circa. 

Purtroppo questo non vale per tutti. Nelle scorse settimane la cronaca ha infatti riportato fatti gravissimi di violenza sugli animali, di una crudeltà inaudita. Realtà come il Rifugio di Rubano, che abbiamo intervistato questa settimana, si impegnano quotidianamente nella tutela dei nostri amici a quattro zampe e nella lotta al loro abbandono.

L’abbandono di un animale domestico è un reato punito per legge. L’articolo 727 del codice penale recita infatti: 

Chiunque abbandoni animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da mille a diecimila euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detenga animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze

L’obiettivo della norma, che considera gli animali esseri senzienti, in grado di percepire il dolore legato all’abbandono, è quello di promuovere una lotta all’insensibilità e alla crudeltà. La tutela degli animali viene ulteriormente rafforzata nel 2004 a seguito della legge 189/2004, che regola nel nuovo art. 544-ter il maltrattamento, per il quale è prevista la reclusione da tre a diciotto mesi, o una multa da tremila a cinquemila euro.

Attualmente è in fase di discussione in Parlamento un emendamento, approvato in Commissione alla Camera, che prevederebbe che le pene previste per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime vengano applicate anche a coloro che mettono in pericolo gli automobilisti abbandonando il proprio cane nelle strade.

Nonostante questi interventi, l’abbandono continua a essere una pratica molto diffusa, soprattutto durante i mesi estivi. Nel periodo che va da luglio a settembre si contano infatti circa seicento animali abbandonati al giorno, tra cani e gatti, principalmente a causa dell’impossibilità di fronteggiare l’impegno economico legato al mantenimento di un animale domestico.

Secondo il XII Rapporto Legambiente “Animali in città 2023”, nel 2022 gli abbandoni sarebbero stati in totale settantuno mila, ma sono circa due milioni in Italia i cani che non sono registrati all’anagrafe canina e di cui non si conosce dunque un eventuale proprietario. I dati forniti dalle amministrazioni comunali sul randagismo stimano inoltre che il numero di cani vaganti (cioè cani con un proprietario ma lasciati liberi di vagare autonomamente) oscilli tra i quattrocento e i settecento mila, mentre quello di cani randagi (senza un proprietario) vada dai duecento ai trecentocinquanta mila. I dati più significativi in questo senso si registrano nel Sud e nelle isole.

Purtroppo in Italia esistono diversi problemi legati al monitoraggio, alla regolamentazione e al controllo del randagismo a livello comunale. Ciò che emerge da questo rapporto è che la maggior parte dei Comuni non dispone infatti delle informazioni necessarie a incorniciare questo fenomeno: delle quasi ottomila amministrazioni comunali contattate da Legambiente, solo poco più di cinquecento hanno risposto al questionario in maniera completa

Stando all’Indagine LAV 2022, che raccoglie i dati di Regioni e Province autonome, in Italia esisterebbero oltre trecentocinquanta canili sanitari (strutture istituzionali, per la prima accoglienza dei cani vaganti e randagi), quasi settecento rifugi (strutture gestite da volontari, per la medio-lunga degenza dei cani provenienti dai canili sanitari) e ulteriori novanta strutture che svolgerebbero entrambe le funzioni

Nella nostra città, la realtà di competenza è il Canile Rifugio di Rubanosezione di Padova della Lega Nazionale Difesa del Cane – Animal Protection. Il rifugio, che ospita circa un centinaio di cani, è convenzionato con ventinove comuni della Provincia, ma si tratta di una struttura privata che per sopravvivere necessita di donazioni. La città di Padova eroga infatti una quota una tantum (che va dai seicento agli ottocento euro) per ogni cane recuperato nel territorio comunale, indipendentemente però dalla durata della permanenza dell’animale all’interno del rifugio. È evidente che una quota del genere sia assolutamente insufficiente per un cane che potrebbe trascorre la sua intera vita all’interno della struttura.

Nel 2023 il canile ha accolto settantotto nuovi cani, provenienti da privati, recuperati sul territorio o trasferiti da altre sezioni della Lega Nazionale del Cane, mentre sono sessantacinque i cani che sono stati adottati. Decisamente superiori sono i dati legati ai gatti, che contano centocinquanta nuovi arrivi (di cui centoventotto recuperati dalla strada) e centodiciannove adozioni.

Ma cosa fare dunque se si vede un cane girovagare da solo

Nel Comune di Padova, il recupero di cani vaganti avviene in questo modo:

  1. Chi individua un cane vagante è tenuto a informare la Polizia Locale, che provvederà ad allertare l’Area dipartimentale di sanità pubblica veterinaria dell’Ulss 6 Euganea, competente per la cattura. 
  2. L’animale recuperato (dal cosiddetto “accalappiacani”) viene trasportato presso il canile sanitario dell’Ulss 6 Euganea (a Selvazzano), dove vengono fornite le necessarie cure e viene effettuata la ricerca del proprietario, sulla base dell’anagrafe canina. 
  3. Se vengono rintracciati i proprietari, questi sono chiamati a ritirare l’animale e a  corrispondere le spese sostenute, sulla base del tariffario regionale.
  4. Se il cane risulta privo di proprietario, viene sterilizzato, iscritto all’anagrafe canina e successivamente inviato al Rifugio del cane di Rubano, gestito dalla Lega Nazionale Difesa del Cane (se il comune in cui è stato prelevato risulta di competenza del Rifugio di Rubano)

Grazie all’enorme lavoro di circa centoquaranta persone, tra volontari e soci, ogni anno vengono adottati dai duecentocinquanta ai trecento animali nel Rifugio di Rubano. Nonostante questi esempi virtuosi, purtroppo è ancora tanto il lavoro da fare per combattere il fenomeno dell’abbandono. Per chi sia impossibilitato ad accogliere un cane nella propria casa, per mancanza di tempo o spazio, il Canile di Rubano offre diverse alternative, tra cui l’adozione a distanza

Perché dunque non pensare di “regalare il proprio cuore” ad uno di questi amici a quattro zampe in vista del prossimo San Valentino?