I.A. – Intelligenza Artigiana

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L’arte del saper fare con le mani, l’innata creatività e gli antichi utensili del mestiere. Questi sono gli elementi che da secoli caratterizzano e rappresentano nell’immaginario comune la figura dell’artigiano. Eppure il progresso tecnologico non si è mai arrestato e, col passare del tempo, ha investito anche le piccole botteghe artigiane portando una ventata d’innovazione e spalancando le loro porte al digitale.

È nel Medioevo che cominciano a diffondersi le prime botteghe artigiane nelle quali lavorano due o tre collaboratori, spesso figli del capomastro, affiancati da alcuni apprendisti: giovani che, fin dalla tenera età, vengono mandati a imparare il mestiere da artigiani esperti. Gli artigiani erano iscritti, in base al settore in cui operavano, in corporazioni: associazioni che li tutelavano, regolamentando prezzi, orari di lavoro e spesso anche modalità di lavorazione dei prodotti. Nel corso dei secoli essi riescono anche progressivamente a farsi strada all’interno della vita politica, partecipando attivamente alle scelte della comunità.

Sebbene con l’avvento delle prime industrie l’artigianato sembrasse aver subito una battuta d’arresto, per via dell’entrata nella catena di produzione dei primi macchinari automatici e di lavorazione in serie, negli ultimi anni la tendenza sembra essersi invertita, registrando una crescente propensione all’acquisto di prodotti su misura realizzati a mano.

Oggi infatti l’artigianato ha riacquistato il suo valore. Il ritorno a prodotti originali, unici e personalizzati ha dato un grande slancio alle piccole imprese artigiane che, soprattutto in Italia, sono da sempre riconosciute come garanzia di qualità ed eccellenza. Per secoli infatti siamo stati un punto di riferimento per il resto del mondo; maestri nell’arte del design, della moda, delle ceramiche e dei gioielli.

È proprio per questo che ancora oggi, l’artigianato, risulta essere una parte fondamentale del sistema produttivo italiano: a fine 2021 si contavano 1.287.951 imprese artigiane, che occupavano circa 2,6 milioni di lavoratori e rappresentavano il 21,2% del tessuto imprenditoriale nazionale.

L’artigianato è fortemente radicato nei settori industriali: le imprese artigiane presenti nelle costruzioni e nella manifattura sono pari al 52,6% e al 58,7% del totale di aziende che operano negli stessi settori.

Nella manifattura, in particolare, la presenza delle imprese artigiane risulta preponderante non solo nei comparti del Made in Italy tradizionale (alimentari 57,8%, tessile 47,2%, abbigliamento 53,1%, pelletteria 45,8%, legno 71,4%, mobili 54,0%), ma anche in ambiti produttivi a più alta intensità di capitale e, comunque, fondamentali per le esportazioni italiane (lavorazione di minerali non metalliferi 49,2%, prodotti in metallo 56,2%, meccanica 29,6%).

In Veneto le imprese artigiane sono 122 mila, mentre, secondo una stima di Confartigianato Imprese Padova, nella provincia operano oltre 24 mila imprese che occupano più di 61 mila addetti. Il settore più rappresentato in questo caso è quello edile, con 7.750 imprese, numeri significativi si registrano però anche nel settore metalmeccanico (2.772 aziende) e in quello dell’impiantistica (2.619 aziende).

Nel sistema imprenditoriale italiano operano dunque imprese che incorporano il valore artigiano in differenti matrici tecnologiche per dare vita a prodotti artigianali connotati da creatività, sperimentazione, innovazione ed originalità. La realizzazione dei prodotti si fonda sullo studio e sulle conoscenze tramandate dalla tradizione e si caratterizza per identità, continuità e uno stretto legame con le risorse umane e materiali del territorio. La produzione artigianale interpreta in modo originale l’abbinamento di materiali e tecniche, con lavorazioni pensate a regola d’arte per garantire un prodotto ben fatto e servizi di elevata qualità. Tutto questo è possibile grazie all’abilità e al talento delle persone che lavorano nelle imprese artigiane, oltre che alla trasmissione delle conoscenze nel passaggio generazionale nelle imprese familiari.

Negli ultimi anni, nonostante il rinnovato interesse verso l’artigianato, si è potuto comunque assistere a un calo rilevante delle imprese artigiane, da cui si stanno allontanando in particolar modo i giovani. Secondo uno studio di Unioncamere e InfoCamere basato sui dati di Movimprese, in dieci anni le imprese artigiane guidate dagli under 30 sono diminuite del 41,9% rispetto ai dati del 2011, con una perdita complessiva di 28 mila imprese. Contemporaneamente sono invece cresciute del 47% le ditte artigiane individuali guidate dagli over 70.

Dai dati sulle imprese artigiane italiane si evince dunque la difficoltà nel ricambio generazionale in un settore che complessivamente, tra marzo 2011 e marzo 2021, ha registrato una contrazione di 170 mila unità (-11,7%), portando a 1,3 milioni il totale delle imprese artigiane.

Come sostiene infatti l’ufficio della Cgia di Mestre (Venezia), una delle principali cause del forte aumento dell’età media è dovuto ad un insufficiente ricambio generazionale, oltre che ad altri fattori come la feroce concorrenza della grande distribuzione e l’aumento delle tasse e degli affitti.

Per rilanciare questo settore è necessario, oltre che abbassare le imposte e alleggerire il peso della burocrazia, operare su un livello di rivalutazione del lavoro manuale. Negli ultimi anni infatti quello dell’artigianato è stato dipinto come un mondo residuale, destinato ad un imminente declino. Importante, come sottolinea Gianluca Dall’Aglio, Presidente di Confartigianato Imprese Padova, è investire nell’orientamento scolastico, puntare sulle scuole e sulle famiglie perché sappiano consigliare e favorire l’accesso anche a istituti tecnici e professionali. Questi vengono troppo spesso percepiti come scuole di serie B, dove recarsi se non si ha grande predisposizione allo studio. Si scorda però che proprio questi istituti, capaci di formare futuri artigiani, in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese.

È proprio da questa volontà di rivoluzionare il modo in cui viene percepito il mondo dell’artigianato che è nato Digital Artifex: il festival dell’artigianato e dell’innovazione digitale, un ponte per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e in particolare a quel bacino ineguagliabile di tradizione ed innovazione rappresentato dalle aziende artigianali. Il festival, organizzato da Padova Stories e da Confartigianato Imprese Padova, in collaborazione con il Comune di Padova e con il patrocinio dell’Università di Padova, che ha appena concluso la sua prima edizione ospitata dal 15 al 17 marzo al centro culturale San Gaetano, ha raccontato al grande pubblico e in particolar modo ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro l’evoluzione dell’artigianato, offrendo un’opportunità unica di confronto e informazione, all’interno di un ambiente dinamico e ispirazionale. Le molteplici attività non hanno solo celebrato le radici artigianali della nostra comunità, ma si sono poste l’ambizioso obiettivo di integrare le nuove tecnologie e favorire le opportunità professionali ad esse collegate.

Il punto di partenza è stata la mispercezione dell’artigiano da parte dei giovani in età scolare. La suggestione iniziale è stata un’’indagine realizzata dal SID – Scuola Italiana Design – su oltre 500 giovani del nostro territorio, aventi un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, dalla quale era emerso come la figura dell’artigiano fosse associata all’immagine di  “Geppetto”, un signore di mezza età che lavora con le mani, probabilmente il legno. Inoltre, le parole chiave associate all’artigianato risultavano essere: manualità, personalizzazione e qualità, mentre il termine digitale non veniva associato in nessun modo al comparto.

Questa visione stereotipata e desueta è stata smontata da Digital Artifex, un festival che vale la pena descrivere attraverso i numeri che lo hanno caratterizzato:

🗓️ 3 giorni
🎓 1 Career Day, 18 testimonianze aziendali, 1 Creator Lab, tantissimi spunti utili per i giovani che si stanno immettendo nel mondo del lavoro
✨ 15 artigiani, 12 dimostrazioni live, il meraviglioso know artistico e tecnologico del nostro territorio
🎤 12 talk, grandi ospiti come Pablo Trincia, Gianluca Di Marzio, Andrea Giuliacci solo per citarne alcuni, un unico preziosissimo spaccato professionale
🎥 1 workshop di cortometraggio, 50 studenti coinvolti, 5 cortometraggi realizzati per dare spazio ai giovani e alla loro visione del mondo
🎞️ 1 festival di cortometraggio, 3000 candidature ricevute, 8 corti in selezione ufficiale, 1 meraviglioso vincitore (“The Hands of Cruquiuseiland” della regista olandese Anna Dabrowska)
🙋 7000 persone che si sono lasciate incuriosire dal nostro programma e hanno passato del tempo con noi nella splendida location del Centro Culturale Altinate San Gaetano.

“Grazie al Festival vogliamo superare questi stereotipi e raccontare alla generazione Z un artigianato in pieno mutamento, che sa unire le competenze digitali a quelle manuali e sa coniugare tradizione e innovazione.  Vogliamo che i giovani si avvicinino a questo mondo senza i preconcetti che spesso li tengono lontani da un settore ricco di opportunità”, sostiene Gianluca Dall’Aglio.

Guardando al futuro infatti, sono sempre di più le aziende che, seppur con qualche difficoltà, stanno cercando di approcciarsi al digitale. A riprova di questo, basti pensare che lo scorso anno, il 67% delle micro e piccole imprese ha investito in almeno uno dei tre ambiti della transizione digitale: tecnologie digitali, modello organizzativo aziendale e sviluppo di nuovi modelli di business.

Per le piccole imprese l’intelligenza artificiale non è un nemico, ma al contrario si sta dimostrando un grande alleato per ottimizzare le proprie attività. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, in Italia ci sono 125 mila micro e piccole imprese che nel biennio 2021-2022 hanno utilizzato soluzioni di intelligenza artificiale. “L’intelligenza artificiale è un mezzo, non è il fine”, spiega Marco Granelli, presidente di Confartigianato, “Non va temuta, ma governata da un’altra IA, l’Intelligenza Artigiana, per farne uno strumento capace di esaltare la creatività e le competenze, ineguagliabili, dei nostri imprenditori”. In questo senso, è esemplificativo il grande lavoro svolto da Airlapp, tra le aziende espositrici, che utilizza in modo virtuoso e concreto l’AI per offrire soluzioni all’avanguardia alle aziende locali ed internazionali.

Oggi PMI e le imprese  artigiane rappresentano un motore importante per il nostro Paese. Sono infatti in grado di unire saperi che si tramandano di generazione in generazione e specificità del territorio, esprimendo la biodiversità delle tradizioni produttive dei territori italiani. Alimentando le identità dei territori stessi, stimolando la creatività dei giovani, accompagnando le nuove generazioni nella storia, nella cultura, nell’inimitabile stile made in Italy.

Con Digital Artifex abbiamo compiuto un primo passo in questa direzione e crediamo che la strada intrapresa sia quella giusta: creare un ponte tra tradizione e innovazione, sapere manuale e sapere digitale, in grado di rispondere concretamente al bisogno delle nuove generazioni di poter svolgere le professioni del futuro nel nostro territorio.