L8 tutti i giorni

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Al giorno d’oggi, parlare di movimento femminista è riduttivo, sarebbe infatti meglio parlare di movimenti femministi. Viviamo infatti in un’epoca nella quale sono presenti una pluralità di femminismi. Con l’editoriale di questa settimana ci proponiamo dunque di fare chiarezza su questo tema, ricostruendone lo sviluppo e l’evoluzione nel corso del tempo.

È sempre difficile parlare della storia di movimenti come questi, in quanto le nostre voci sono state allenate per parlare solo di occidente anche se si trattano argomenti che hanno raggiunto rilevanza globale. Tuttavia vale sempre ricordare che, sebbene questo editoriale si concentrerà principalmente sul femminismo occidentale, rappresenta una visione limitata di quello che sono e che sono stati i movimenti femministi per tutte le donne e non del mondo.

PRIMA ONDATA

Guardando alla storia, sebbene la prima ondata di femminismo abbia visto dei risultati intorno allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, questa nasceva a partire dal secolo precedente, dopo la Rivoluzione Francese.

Non è che le donne non avessero mai avuto nulla da ridire sulla loro condizione prima d’allora. 

Alcuni dei lavori fondanti della teoria femminista sono già stati individuati grazie a un’indagine storica svoltasi nel Novecento chiamata “Querelle des femmes”, che ha indagato la visione della donna nella società europea tra il Sedicesimo e Diciottesimo secolo tenendo come epicentro la Francia. 

La Querelle si fa iniziare solitamente con “La città delle dame” di Cristina da Pizzano, che è riconosciuta come la prima scrittrice professionista, vissuta tra il Dodicesimo e Tredicesimo secolo alla corte del Re di Francia ma nata a Venezia nel 1364.

Tornando ai giorni nostri, invece, collochiamo gli inizi della prima ondata di femminismo a partire dalla Rivoluzione Francese, raggiungendo un picco all’inizio del Novecento con il movimento delle suffragette nel Regno Unito.

Di movimento suffragista se n’è parlato sempre molto, si tratta della famosa lotta delle donne di classe media britanniche per ottenere l’accesso a diritti fondamentali, come quello alla proprietà privata e il diritto al voto. Già negli anni Sessanta entrava nell’immaginario pop l’idea della suffragetta, con una famosissima Glyn Johns nel ruolo di Winifred Banks, la mamma dei bambini in Mary Poppins. 

In ambito accademico, a inizio Novecento, nascevano già i primi studi critici della società nella quale vivevano le donne del tempo. Famosi studi antropologici dimostrano come molti problemi vissuti dalle persone non siano naturali ma che, al contrario, derivino da costruzioni sociali.

Appartiene alla fase finale di questa ondata forse uno dei libri più famosi e importanti per i movimenti femministi: si tratta de “Il secondo sesso”, di Simone de Beauvoir. È il 1949, le donne in Francia hanno ottenuto il diritto al voto solo nel 1947. In Italia le donne avevano votato per la prima volta nel 1946.

Il secondo sesso, di Simone de Beauvoir, al tempo suscita scandalo, tanto da essere inserito nell’indice dei libri proibiti dal Vaticano nel 1956. È una critica alla società e alla visione della donna al suo interno, in cui la donna viene vista, descritta, pensata come l’altro, contrapposta all’uomo.

SECONDA ONDATA

Il femminismo della seconda ondata invece vede coinvolto quel periodo di tempo che va tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso, cambiando battaglie per le quali combattere. Prende piede, sia a livello accademico che sociale, una critica generale alla società maschilista, che mira ad abbattere non solo disuguaglianze legali ma anche disuguaglianze sociali. Le femministe della seconda ondata lottano per diritti come quelli riproduttivi, lavorativi e sessuali.

In Italia, ricordiamo gli anni di queste conquiste:

Accanto ai movimenti femministi, altri iniziano a prendere piede proprio dagli anni Sessanta. Negli Stati Uniti, ad esempio, iniziano i movimenti anti-segregazionisti, che si traducono in episodi famosissimi: Rosa Parks nel 1955, l’assassinio di Malcolm X nel 1965 e ancora la Marcia su Washington nel 1963. Tutti conosciamo il famoso discorso tenuto da Martin Luther King Jr. quel giorno: “I have a dream…”

Negli stessi anni prende piede anche il movimento di liberazione gay, la cui simbolica data di inizio viene indicata a fine giugno 1969. In particolare, il 27 e 28 giugno 1969 sono i giorni dei moti di Stonewall, una delle prime e più grandi rivolte da parte di persone omosessuali contro le continue vessazioni della polizia di New York. È proprio grazie a quella rivolta che ogni anno, nel mese di giugno, si tengono le marce del Pride in tutto il mondo.

TERZA ONDATA

Da qui arriviamo alla terza ondata: un nuovo movimento femminista, che non è più formato unicamente da donne di classe media bianche e istruite, ma che ha uno sguardo internazionale e intersezionale. Il suo inizio può essere collocato nel 1992, quando la scrittrice statunitense Rebecca Walker scrive in un articolo: “I am the third wave”.

È proprio durante la terza ondata di movimenti femministi che il concetto di intersezionalità – proposto inizialmente da Kimberlé Crenshaw nel 1989 – viene ulteriormente sviluppato. Crenshaw, esponente del femminismo “nero” del Nord America, parlava di come, partendo dalla situazione delle donne nere, diventi sempre più evidente che la discriminazione provata dalle donne non si sviluppi lungo un singolo asse categorico.

In altre parole, avendo sempre parlato di discriminazione di genere dal punto di vista delle donne bianche di classe media, si sono escluse molte esperienze di discriminazione sempre legate al genere ma da un altro punto di vista.

L’intersezionalità quindi mette in relazione tutte le categorie che possono discriminare una persona: classe, genere, etnia, età, disabilità, cultura, luogo d’origine, orientamento sessuale, eccetera. Mettendo in relazione tutti questi concetti, si può dire che la condizione di discriminazione cambi in diversi ambiti sociali: a seconda del contesto, un individuo può trovarsi in vantaggio o svantaggio. Una donna bianca in Italia, ad esempio, verrà discriminata per il suo genere ma non per la sua etnia: nel caso di una donna nera in Italia, questa verrà discriminata sia per il suo genere che per la sua etnia. Secondo l’intersezionalità, quindi, è importante sottolineare come un individuo può trovarsi contemporaneamente sia in una situazione di privilegio che in una di discriminazione.

Grazie al concetto di intersezionalità, in questi anni i movimenti femministi diventano molti: dall’ecofemminismo vegetariano, al transfemminismo, ancora al movimento di positività sessuale fino ad arrivare al femminismo postmoderno.

QUARTA ONDATA

A partire dagli anni Duemiladieci, la terza ondata, con l’avvento di nuovi strumenti informatici, si trasforma in quarta. Quest’ultima ondata di movimenti femministi è caratterizzata dall’utilizzo di piattaforme online: ieri i blog, oggi i social media. Questa ondata si sta concentrando particolarmente su temi come la violenza sessuale, gli abusi su luoghi di lavoro, lo stupro, paghe non eque e i cosiddetti “beauty standards”.

Dagli anni Novanta in poi, però, una nuova corrente di pensiero cerca di sviare l’attenzione: si tratta del postfemminismo. Secondo il postfemminismo, quindi, la parità di genere è stata raggiunta dalle donne occidentali e non esiste più motivo di continuare la lotta per i diritti delle donne. Questo tipo di pensiero non tiene conto dei problemi strutturali della società e di come questi neghino molte libertà alle donne, spesso e soprattutto alle donne marginalizzate.

Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire sui movimenti femministi, per cui vi lasciamo di seguito un glossario, che vi aiuterà a fare chiarezza sulle diverse terminologie, e alcuni articoli per approfondire l’argomento. La nostra speranza è di essere riusciti a fornirvi spunti ed informazioni utili per comprendere al meglio questo tema così rilevante ai giorni nostri.

Glossario:

Transfemminismo: movimento femminista fortemente influenzato dalla vicinanza con movimenti transgender e queer, postcoloniali e antirazzisti. Si tratta di una visione del movimento femminista inclusiva, che comprende persone che non si identificano come donna e che subiscono discriminazioni.

Patriarcato: è un termine che assume accezioni diverse a seconda del contesto. Nel contesto femminista, però, fa riferimento a un sistema di oppressione strutturato e integrato nella società di oggi, secondo il quale gli uomini prendono posizioni di potere opprimendo le donne o persone di altro genere. L’ideologia patriarcale, al contrario, vuole giustificare la dominazione maschile della società e la posizione di svantaggio della donna attraverso teorie pseudoscientifiche, religiose o in altro modo strutturate e fissate nel tempo.

8 marzo: La Giornata internazionale della donna è un evento internazionale che si celebra l’8 marzo. Serve a ricordare l’importanza della lotta per i diritti delle donne. Questa giornata commemora le vittorie ottenute nella sfera sociale, economica e politica, ponendo l’attenzione su temi cruciali come l’uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e la violenza contro le donne. L’8 marzo è associato alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 17 dicembre 1999 e osservata ogni 25 novembre.

Un errore comune è riferirsi a questa giornata come “Festa della donna”, soprattutto nei media e nella pubblicità. Il termine più appropriato è “Giornata internazionale della donna”, perchè il suo scopo principale è la riflessione sui progressi e sulle sfide ancora presenti, anziché essere considerata una festività.

Articoli:

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