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La divulgazione scientifica nei social media

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Questa settimana abbiamo parlato con Rubricalimenti (Alessandro Di Flaviano) del suo canale e dei suoi contenuti. Alessandro si occupa di divulgazione di informazioni sull’alimentazione e sulla conservazione dei cibi attraverso la sua pagina Instagram. Ha una laurea in Sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e si adopera sempre in ricerche approfondite prima di andare a pubblicare i suoi contenuti. I suoi utenti si fidano di quello che dice perchè hanno imparato a conoscerlo e lo valutano come una fonte attendibile, ma come possiamo sapere come operano tutti gli altri divulgatori scientifici sui social media?

In un’epoca in cui è sempre più facile inciampare nelle famose fake news, è importante tenere sempre a mente che, online come offline, la veridicità di quello che ci viene detto dipende da tantissimi fattori.

L’enciclopedia della lingua italiana Treccani ci spiega che il termine fake news è nato proprio nel primo decennio di questo secolo. In inglese vuol dire “notizie false”, e indica sia una notizia completamente falsa che una notizia solo in parte falsa, messa in circolo intenzionalmente o non. Di fake news ne abbiamo sentito parlare moltissimo a partire dal 2016, e ancora di nuovo nel 2020, con la pandemia di Covid-19. Per via delle sempre più diffuse fake news, in questi anni alcuni esperti di comunicazione hanno rimesso in discussione il ruolo della verità. Quando la ricerca della verità non è più l’obiettivo principale delle notizie, allora si può parlare addirittura di postverità.

Ovviamente tutto è relativo: può capitare a tutti di commettere errori cercando di fare, per esempio, divulgazione scientifica. L’importante è accorgersene, anche grazie a segnalazioni esterne, scusarsi con i propri lettori, e poi correggere l’errore.

“Qui c’è il discorso della fiducia. La fiducia nei confronti di Rubricalimenti, perché gli utenti sanno che mi informo in maniera approfondita e di conseguenza divulgo correttamente le informazioni”

I follower di Rubricalimenti ormai sanno che Alessandro Di Flaviano, la mente e anche il volto di questa pagina, si impegna per non diffondere ulteriori imprecisioni nel web riguardanti il tema dell’alimentazione. Come si fa, però, a trovare una fonte attendibile come lui?

Nel 2019, il Parlamento Europeo pubblicava un documento per ricordare ai suoi parlamentari come tutelarsi dalle fake news. Qui si trattava di controllare notizie pubblicate online da testate giornalistiche, ma sono regole applicabili anche ai social media. Ecco i principali consigli del Parlamento Europeo:

1) controllare il contenuto, e chiedersi se è credibile. Delle volte, sfatando falsi miti, ci si può sorprendere di come la verità sembri completamente inventata. Ad esempio, lo sapevate che l’ultima esecuzione con la ghigliottina in Francia è stata fatta lo stesso anno in cui usciva nelle sale il primo film di Star Wars? Sembra incredibile a dirsi, ma una velocissima ricerca ci porta alla conclusione che questa notizia è vera: l’anno era il 1977. In ogni caso, conviene sempre controllare

2) controllare l’organo di stampa. Nel caso dei social media, si potrebbe andare a controllare il profilo di chi ha postato l’informazione, per esempio, come suggeriscono nel terzo, quarto e quinto punto, controllare l’autore, le sue fonti e le immagini. Nel caso in cui le fonti non siano dichiarate esplicitamente si può chiedere, ovviamente sempre con rispetto e gentilezza, se l’autore o gli autori possano iniziare a condividerle, in modo che se qualcuno volesse approfondire l’argomento, lo può fare

3) riflettere prima di condividere, valutando anche se si tratti di satira. Successivamente, invitano alla messa in dubbio dei propri preconcetti. È facile, a volte, farsi trasportare dalle emozioni che suscitano articoli scritti apposta per scatenare reazioni forti

4) iniziare noi stessi a sfatare i falsi miti, tenendoci sempre informati e prendendo le proprie informazioni da fonti autorevoli

“Le mie fake news preferite in tema alimentazione sono di sicuro il mangiare senza glutine, infatti ho realizzato un video a riguardo che è piaciuto molto, in cui spiego che mangiare senza glutine non è più salutare. Poi anche le fake news riguardanti il kamut: c’è stato il periodo in cui sembrava fosse l’oro! E poi vabbè in tema nutrizione anche il falso mito dell’ananas che brucia i grassi…non è vero!”

Concludiamo con questa frase di Rubricalimenti per riflettere ulteriormente su come sia sempre importante informarsi da fonti che cercano di fare un po’ di chiarezza in questo mondo inondato di informazioni, soprattutto nel delicato campo dell’alimentazione, in cui si rischia altrimenti di ottenere più danni che benefici.

Rubricalimenti ci consiglia questi divulgatori sui social media:

Dario Bressanini alimentazione e divulgazione scientifica

Beatrice Mautino – alimentazione, pelle e divulgazione scientifica

Barbascura X – animali, divulgazione scientifica

Il Dexter – chimica, divulgazione scientifica

Ruggero Rollini – divulgazione scientifica

Il piatto consapevole – sicurezza alimentare e zootecnia

Edoardo Tacconi – alimentazione, divulgazione scientifica