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L’abete fatto l’albero?

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Questa settimana abbiamo intervistato Giulia Zocca, figlia del titolare di Zocca Garden, centro di giardinaggio e autentico paradiso per gli amanti del Natale. Ma vi siete mai chiesti come sia nata l’idea di celebrare questa festività decorando gli alberi

L’albero di Natale ha una tradizione millenaria. Questo elemento è infatti riconducibile ad antichissime simbologie, diffuse tra diverse culture, tra cui quelle germaniche e romane. Decorare gli abeti con frutti per celebrare il solstizio d’inverno era già costume delle culture antiche del Nord Europa, come quella celtica. Si riteneva infatti che l’albero sempreverde possedesse poteri magici in quanto in grado di mantenere intatte le sue foglie durante tutto l’anno, anche nella stagione fredda. 

L’usanza dell’albero di Natale venne accolta anche dalla religione cristiana. Nella Bibbia l’albero veniva spesso citato come simbolo di vita e di rinascita e per i cattolici decorarlo significava rendere omaggio al legno della Croce.

Il primato per l’albero di Natale “moderno”, ovvero per come lo conosciamo noi oggi, se lo contendono però due città baltiche: Riga e Tallinn. Non ci sono fonti storiche che attestino questo fatto, ma sembrerebbe che due grandi alberi addobbati siano stati allestiti nelle piazze di queste città per le celebrazioni pubbliche tra il XV e l’inizio del XVI secolo. Ed è proprio nel 1500 che la tradizione si diffonde in Germania. Nel secolo successivo gli alberi, che precedentemente venivano addobbati solo negli spazi pubblici, entrano anche nelle case, dove vengono decorati con frutti e candele. Bisognerà aspettare però il 1800 perché questa tradizione si diffonda in tutta Europa.

In Italia, artefice del successo di questa tradizione fu la regina Margherita, moglie di Umberto I e prima regina consorte d’Italia. Nella seconda metà dell’Ottocento la regina fece infatti addobbare un albero di Natale al Palazzo del Quirinale a Roma, che venne poi preso ad esempio in tutta Italia. 

Nel secondo dopoguerra questo fenomeno conobbe una crescita senza precedenti, diffondendosi in tutto il mondo e diventando il simbolo del Natale per antonomasia

Nell’epoca contemporanea l’albero di Natale non si configura più come un simbolo religioso, ma assume anche una connotazione consumistica, rappresentando il fulcro di una vera e propria nuova industria natalizia.

Ma quanto è realmente presente questa usanza nelle case degli italiani?

Secondo un’indagine svolta da Coldiretti, nel 2019 in Italia sono stati acquistati ben 3,5 milioni di alberi veri, per la maggior parte coltivati in Veneto e Toscana, con una spesa media di 42 euro. L’albero di Natale è presente nelle case dell’88% degli italiani, anche se 7 famiglie su 10 scelgono ancora di comprare alberi sintetici, generalmente fatti di plastica.

E a questo punto si pone un’altra questione, quale tra queste due opzioni rappresenta una scelta più ecosostenibile? La risposta è: dipende! La valutazione dell’impatto ambientale di un prodotto dipende infatti da numerosi fattori, che fanno parte del suo LCA (Life Cycle Assessment), cioè il ciclo di vita. Semplificando, è possibile individuare pro e contro per ciascuna opzione

Spesso le persone pensano che comprare un albero vero significhi andare a incentivare fenomeni come la distruzione delle foreste, ma in realtà questi alberi vengono cresciuti appositamente per essere venduti. L’albero vero inoltre assorbe anidride carbonica e se provvisto di radici può essere mantenuto in vita anche a seguito delle feste e piantato nuovamente, come avviene nella maggior parte dei vivai. Per quanto riguarda gli alberi sintetici, secondo uno studio del 2009 condotto dalla società di consulenza Ellipsos, per essere più sostenibile un albero finto dovrebbe essere utilizzato almeno 20 anni. L’albero sintetico genera infatti emissioni di anidride carbonica sia quando viene prodotto che quando viene trasportato, per tratte che possono essere anche molto lunghe in quanto l’80% degli alberi finti presenti al mondo viene prodotto in Cina. La verità dunque sta nel mezzo. 

Nonostante la tradizione dell’albero di Natale sia antichissima, questo negli anni si è trasformato e rinnovato, fino a raggiungere conformazioni anche particolarissime

Negli anni sono stati visti, in giro per il mondo, alberi di tutte le tipologie, composti ad esempio da computer fuori uso, da Lego o da cristalli Swarovski. Insomma, ce n’è per tutti i tipi!

Il più grande in assoluto? Secondo il Guinness dei primati è proprio italiano e si trova a Gubbio. Non si tratta propriamente di un vero albero, ma di una sagoma luminosa realizzata sulle pendici del Monte Ingino, composta da oltre 700 luci ed estesa quanto 30 campi da calcio.

Al centro dell’attenzione pubblica quest’anno però si trova “The Gift of Love”, l’albero firmato Gucci, allestito nel mezzo di Galleria Vittorio Emanuele a Milano. La composizione, finita al centro del mirino per via del suo design stravagante, è formata da una piramide di gift box dalla forma bombata, illuminate da luci led bianche. L’albero purtroppo non è piaciuto ai milanesi, che si sono scatenati sul web con i paragoni più disparati, definendolo addirittura una “cascata di airbag”.

Nonostante quella dell’albero di Natale sia una tradizione millenaria e ormai più che consolidata, questa usanza trova quindi il modo di essere sempre diversa da se stessa e al passo con i tempi, continuando a rinnovarsi anno dopo anno.