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Questa settimana abbiamo intervistato Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana, che ci ha aiutato ad avere una panoramica completa di questa confessione nel nostro Paese. Ciò che più ci ha colpito però è stato scoprire come la filosofia proposta dal buddhismo sia presente quotidianamente nella vita di molte persone, anche solamente da un punto di vista laico.

Il buddhismo nasce duemilacinquecento anni fa nell’India settentrionale, dalla figura di Gautama Buddha. Si fonda su un principio di non dogmatismo per il quale, man mano che si diffonde nel resto dell’Asia, assume connotazioni diverse. In Giappone, ad esempio, incontra un certo tipo di cultura dando luogo allo Zen. In Tibet, che era un territorio quasi sciamanico, molto magico, assume delle connotazioni diverse. 

In Italia queste tradizioni, che per secoli non si erano parlate a causa della distanza geografica, riescono finalmente ad incontrarsi. Qui il buddhismo arriva alla metà degli anni ‘70. Si tratta di in un periodo storico di grande fermento e curiosità, durante il quale diversi giovani che viaggiano in Oriente si innamorano di questa filosofia e invitano quindi, al loro rientro, i maestri in Italia. In Occidente, e nel nostro caso in Italia, si assiste dunque all’incontro di tutte le tradizioni buddhiste, che si parlano e danno vita ad un’Unione Buddhista Italiana. Il Presidente dell’UBI, Filippo Scianna, ci aiuta a delineare il panorama buddhista italiano:

 “Storicamente il buddhismo non ha fatto proselitismo per cui è difficilissimo avere una cifra esatta sul numero di buddhisti al mondo. Non esistono registri, né anagrafi. Quest’anno abbiamo commissionato all’Università di Padova e all’Università di Torino la prima ricerca italiana su che cosa è il buddhismo in Italia e qual è la percezione di questa confessione da parte della società italiana. Detto questo, sono stimabili tra i duecento e i duecentocinquanta mila buddhisti in Italia, di cui un 50% di tradizione tibetana, un 30% di tradizione zen e un restante 20% circa di tradizione Theravāda. Se guardiamo al numero di cittadini italiani che lo praticano, il buddhismo è la seconda confessione presente sul territorio italiano, dopo il cristianesimo” 

Parliamo quindi di una realtà con una presenza importante nel nostro Paese. Prevalentemente i centri buddhisti italiani sono concentrati nel centro nord. A Padova ce ne sono due: uno di tradizione tibetana, Tara Cittamani, e uno di tradizione zen, OraZen

Come coniugare quindi una filosofia di tradizione millenaria alla nostra vita distratta e in continuo movimento? Forse non tutti sanno che esistono delle pratiche contemplative, che si ispirano al buddhismo classico, adatte anche all’esperienza della vita quotidiana. La mindfulness, traduzione inglese della parola “sati”, il cui significato è “ricordare”, basa le proprie pratiche di consapevolezza proprio su questo approccio. L’obiettivo è esercitare un’attenzione non giudicante sul qui ed ora, consentendo una maggiore comprensione di diverse dinamiche interiori tra cui quelle emotive, anche quelle più negative, al fine di poterle governare meglio. Una ricerca condotta ad Harvard attesta che le persone passano il 47% del tempo rimuginando sul passato o futuro, non riuscendo a concentrarsi sui compiti che svolgono nel momento. L’ allenamento della capacità attentiva può quindi essere uno degli antidoti a questo problema di distrazione data dai ritmi e dagli stimoli del mondo contemporaneo.

La mindfulness ha attirato l’attenzione anche del mondo scientifico, approcciandosi ai campi della medicina, della psicoterapia, dell’educazione e della formazione aziendale. L’efficacia di queste pratiche è un tema ancora al centro del dibattito scientifico, ma esistono numerosi studi che provano i benefici di questo approccio. Delle ricerche pubblicate all’interno del sito dell’Harvard University dimostrano infatti come mindfulness e meditazione aiutino a ridurre i livelli di stress, alleviare i sintomi della depressione e migliorare in generale il benessere degli individui che praticano queste discipline. Uno studio condotto presso il Georgetown University Medical Center, ad esempio, ha comprovato come un ciclo di sedute di mindfulness possa essere efficace tanto quanto i farmaci tradizionali nella cura dei disturbi dell’ansia, con una riduzione del livello di ansia del 30%.

Gli insegnamenti della dottrina buddhista non si limitano dunque al campo della fede, ma rappresentano delle linee guida che, concretizzandosi nella pratica contemplativa, possono aiutare chiunque a concentrarsi sul momento presente per vivere la propria vita in piena consapevolezza.