Airlapp
(Antonio Longhin, Fabio Cesarato)

Esiste una startup a Piove di Sacco che sembra uscita direttamente dalla Silicon Valley. Si occupa di modellazione tridimensionale, lavora con clienti internazionali e dedica gran parte del suo tempo alla ricerca e sviluppo. Si tratta di Airlapp, che Fabio Cesarato e Antonio Longhin hanno lanciato nel 2017 come software house e che oggi rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello del know how tecnologico del nostro territorio.

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Fabio: “Io sono Fabio Cesarato e ho trentasei anni, compiuti da poco. Mi sono laureato in biotecnologie ma poi ho capito che la mia passione era l’informatica, quindi mi sono specializzato in quello e per un po’ ho lavorato per una multinazionale del territorio. Io e Antonio siamo amici di lunga data ed entrambi avevamo l’idea di creare qualcosa di nostro, di metterci in proprio, quindi abbiamo colto la palla al balzo e ci siamo lanciati in quest’avventura. E così nel 2016 è nata Airlapp, anche se l’avvio reale è stato nel 2017. Siamo partiti con idee innovative e abbiamo dovuto crearci dei clienti ex novo, anche se fortunatamente avevamo una rete di collegamenti professionali ottimi”

Antonio: “Io sono Antonio Longhin e sono uno dei soci fondatori di Airlapp. Anch’io, come Fabio, sono un informatico e sono sempre stato molto appassionato di meccanica, automobili ed ingegneria. Come gran parte dei miei colleghi, in passato ho lavorato per aziende grosse e strutturate e nel corso degli anni mi è sempre piaciuto lavorare su quello che riguarda ricerca e sviluppo. L’idea di fondare Airlapp è nata perché ci siamo resi conto che l’Italia era un po’ indietro rispetto a quello che si sarebbe potuto fare in questo campo, la nostra mission è quindi quella di portare tecnologie innovative a livello industriale, soluzioni industriali che sfruttino le tecnologie più all’avanguardia. Di fatto, noi andiamo a creare tecnologia

“Io e Fabio siamo un unico essere pensante e credo che questo sia uno dei punti forti dell’azienda. Siamo sostituibili l’uno con l’altro in tantissime cose e potenzialmente su tutto. Nella pratica poi ognuno segue determinati clienti o progetti, ma per quanto riguarda il modo di pensare, di trovare soluzioni e la filosofia siamo perfettamente equivalenti

Fabio: “Tecnicamente siamo una startup ma a livello aziendale abbiamo una struttura diversa dalle tipiche starup. Tutti i nostri colleghi arrivano come noi da esperienze in aziende molto grosse quindi la struttura che ci siamo dati fin dall’inizio è quella di una software house, super strutturata. Inoltre, non abbiamo mai ricevuto finanziamenti tramite bandi, ci siamo sempre arrangiati con le nostre forze. Siamo partiti con un foglio bianco, ma con delle idee ben chiare

“Airlapp è una software house, quindi sviluppa software di natura prettamente innovativa con grandissima attenzione al 3D. La nostra punta di diamante è il configuratore web 3D, che è un software che può girare su qualsiasi pc o browser del pc e su cui si può vedere un prodotto, configurarlo, aggiungere o togliere pezzi e varianti. Questa configurazione del prodotto è stata applicata anche all’interno di processi aziendali, che ad esempio possono permettere all’azienda di controllare i propri prodotti prima di spedirli. Avendo costruito noi il codice, abbiamo la possibilità di personalizzarlo per poi applicarlo in diversi ambiti. Grazie a queste tecnologie 3D abbiamo vinto un paio di premi  innovazione in Italia e oggi di fatto la nostra è una piattaforma cloud, che significa che nessuno deve installare nulla,  la configurazione avviene via internet o su browser. Inoltre è distribuita worldwide, quindi è accessibile e fruibile da tutti i  nostri clienti in tutto il mondo

Antonio: “Il primo anno è stato dedicato quasi unicamente alla creazione della base tecnologica dell’azienda e poi da lì, grazie anche all’aiuto di altre aziende e persone fantastiche, abbiamo iniziato ad approcciare il mercato. Siamo predisposti all’innovazione e a usare tecnologie che risolvono problemi complessi, a tutti gli effetti. Ci piace sperimentare anche vie pericolosissime, grazie alle quali siamo comunque riusciti ad ottenere prodotti innovativi, che poi ci hanno premiati.  Ascoltiamo sempre le richieste delle aziende e dei clienti, i prodotti che abbiamo oggi sono frutto di tante richieste ricevute, che abbiamo poi cercato di pesare col mondo reale

“Quando un cliente viene da noi, la prima cosa da fare è capire qual è il suo obiettivo, che può essere vendere perché magari ha un e-commerce, fare branding, ottenere contatti e quindi fare lead generation oppure ottimizzare i processi produttivi. Il software viene quindi integrato e configurato a seconda di queste necessità

Fabio: “Prendiamo un caso concreto: io produco scarpe e voglio dare la possibilità al mio cliente di configurare il proprio modello, di zoomarlo, vederne i materiali. Di fatto quindi si ottiene un rendering in tempo reale del prodotto verosimile da qualsiasi dispositivo, che può essere visualizzato anche in realtà aumentata. Si tratta di un software customizzabile dal cliente al 100% e la bellezza di questo prodotto, come dicevamo, è che si può visualizzare anche semplicemente dal sito web, non serve installare nulla

“Il nostro fatturato dipende prevalentemente dalla parte custom. Si parte quindi dalla piattaforma base, come entry level, che viene poi verticalizzata sulle necessità della singola azienda. Ci sono ad esempio aziende molto più strutturate che hanno necessità che vanno oltre questo livello base, come ad esempio poter gestire in tempo reale gli ordinativi a gestionale o mantenere la sincronizzazione in giro per il mondo di tutto ciò che è in produzione”

“I nostri clienti più grossi sono ArcelorMittal, un’azienda gigantesca, mentre un altro molto grosso ma poco conosciuto è Datamars, un’azienda svizzera che si occupa di somministrazione di farmaci e alimentazione degli animali”

Quando siamo partiti, nel 2016, uno dei progetti su cui abbiamo investito era proprio la realtà virtuale applicata al mondo dell’architettura, con il primo hardware che esisteva all’epoca. Si prendeva un cellulare e lo si metteva dentro a una struttura in cartone chiamata cardboard, che permetteva di convertire in realtà virtuale il modello 3D dell’architettura. Era sicuramente troppo presto perché l’hardware adesso ha fatto passi da gigante. Poi quando è uscito Oculus abbiamo cominciato ad utilizzarlo e subito dopo siamo passati a Samsung Gear. Li abbiamo avuti tutti perché, come dicevamo, il configuratore web è la nostra punta di diamante e con questo tipo di tecnologie lavoriamo anche nella realtà virtuale. Una volta che abbiamo il modello, possiamo portarlo alle applicazioni più comuni. Con questa strumentazione riusciamo a risolvere diversi problemi, come per esempio portare in fiera macchinari o strumentazioni di grandi dimensioni, difficili da trasportare”

“Quello che facciamo noi è comunque una ricostruzione 3D, non ci occupiamo di fotografia o registrazione di video per i virtual tour. Il nostro punto di forza è una serie di algoritmi, creati da noi, che ci permettono di avere prestazioni molto superiori rispetto a tanti altri nel mondo della gestione real time del rendering 3D, su qualsiasi device. Su questo siamo molto forti, tutto quello che riguarda il 3D è il nostro campo ed è quello su cui ci interessa lavorare, quindi normalmente non accettiamo richieste che escono da questo mondo. Ad esempio, se qualcuno ci chiama per fare un virtual tour, spieghiamo che non siamo l’azienda adatta. Tendenzialmente, chi utilizza le nostre tecnologie ha una macchina molto grande e delle componenti precise da far vedere, con pezzi di impianto già disegnati in BIM, che è un disegno tecnico. Noi lo andiamo ad assemblare nella nostra infrastruttura e lo usiamo con tanti algoritmi, grazie ai quali riusciamo a far girare anche cose molto pesanti su dispositivi con poca performance. In fiera ciò che ha importanza è far vedere bene il prodotto in 3D. Abbiamo deciso di specializzarci e concentrarci a pieno su questo, tenendo il focus su un software che sfrutta il 3D, anche perché con l’informatica è un attimo perdersi. Banalmente, ci sono cose di cui non sappiamo nulla, quindi secondo noi ha senso specializzarsi ed essere molto competenti in un particolare ambito, non ha senso essere troppo generalisti e cercare di fare tutto perché poi non si ottengono risultati, soprattutto in un settore come questo in cui ci sono verticalità e competenze importanti e impossibili da ricoprire interamente

“Non puntiamo a espanderci in altri ambiti perché questo è talmente ampio che ci sono ancora moltissime cose da fare. Più del 50% del tempo lavorativo viene speso in formazione, perché essendo l’innovazione parte del DNA della nostra azienda, per noi creare tecnologia non vuol dire basarsi su quello che è già disponibile. Questo richiede un grandissimo sforzo di studio, ricerca, sviluppo, formazione e costante sperimentazione. Di fatto, facciamo un sacco di cose che non portano a veri risultati però anche questo è fondamentale per testare e provare e spingere un po’ più in là l’asticella

“Lavoriamo tantissimo fuori dall’Italia e per noi è una grandissima soddisfazione avere riconoscimenti anche su questo fronte. Ci viene riconosciuto anche da realtà grandissime che i prodotti che facciamo sono di qualità e questo non è scontato perché ci sono realtà di dimensioni ben più grandi che lavorano in questo settore. Il nostro lavoro è riconosciuto a livello nazionale ma anche internazionale ed è per questo che riusciamo a lavorare con i grandi player del mercato”

Fabio: “Abbiamo sicuramente un grande legame con il nostro territorio, sia per motivi affettivi che per il fatto che siamo nati e cresciuti qui, la nostra sede è a Piove di Sacco. All’inizio però, essere in un piccolo paese non ci è stato d’aiuto. Quando pensavamo che essere una startup ci permettesse di accedere a qualche forma di aiuto per iniziare il progetto in cui credevamo fortemente, abbiamo riscontrato qualche difficoltà, ci siamo sentiti lasciati soli. La posizione della sede comunque ha un peso relativo, lo ha più che altro per le persone con cui lavoriamo, ma per incontrare i nostri clienti noi ci spostiamo spessissimo. Un aspetto molto bello del nostro territorio però, in particolare della città di Padova, è l’università. Tutti i nostri collaboratori e noi per primi abbiamo studiato all’Università di Padova e questo è tangibile nella mentalità, nella predisposizione e nel modo di fare le cose. Avere una base comune e un bagaglio di competenze condiviso con i propri collaboratori è di grande aiuto. Inoltre, una cosa che ci fanno notare i nostri clienti è che si vede che siamo veneti perché abbiamo sempre molta voglia di metterci in gioco, di rimboccarci le maniche e trovare una soluzione senza mai lamentarci”

Antonio: “Come ogni territorio, anche il nostro ha i suoi pro e i suoi contro. Dal punto di vista delle persone, secondo me il nostro territorio ha un potenziale enorme a livello di competenze. Chi lavora con noi deve arrivare con una solida base tecnica e a livello di know-how il nostro territorio è fantastico, noi ci troviamo molto bene. Poi chiunque entri nella nostra azienda deve dedicare i primi mesi allo studio, quello che facciamo non si impara sui libri. Anche le aziende che ci sono hanno un potenziale enorme, rimane solo un po’ di arretratezza dal punto di vista della mentalità e della politica nella gestione delle cose. L’Emilia Romagna ad esempio ha degli ottimi bandi, delle buone forme di finanziamento e supporto. Il Veneto ha meno legami ma è molto più flessibile, più elastico e più portato all’innovazione

Fabio: “Penso che noi tutti amiamo la nostra zona. Si tratta di un bel posto, la gente è simpatica, si è vicini sia al mare che alla montagna. Sembra banale ma sono riflessioni importanti perché spesso siamo talmente presi dalle nostre cose che ce ne dimentichiamo ma la qualità della vita è fondamentale. Molte persone trascorrono un periodo all’estero e poi quando vorrebbero tornare non ne hanno la possibilità perché qui non trovano lavoro. Il fatto di riuscire a creare il proprio lavoro qui invece magari all’inizio è difficile ed è sicuramente sfidante, ma poi dà molta soddisfazione

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