Cerca
Close this search box.

Confartigianato Imprese Padova

Il lavoro dell’artigiano non ha sempre a che fare con la costruzione manuale di un oggetto. Per Confartigianato, può essere diviso in tredici categorie: alimentazione, artistico, autoriparazione, benessere, biomedicale, comunicazione, edilizia, impianti, legno arredo, meccanica, moda, trasporti, servizi. Ognuna di queste categorie ha i suoi specifici bisogni e cercare di soddisfarli è proprio l’obiettivo di associazioni di categoria come Confartigianato Imprese Padova.

confa-ps-3

“Sono Gianluca Dall’Aglio e, da quasi due anni, ho assunto l’incarico di presidente provinciale di Confartigianato Padova. É stato per me un grandissimo onore essere scelto dal consiglio generale per ricoprire questo incarico. Nella vita mi occupo di OMD: Officina Meccanica Dall’Aglio, un’azienda familiare che opera nel settore della meccanica di precisione: siamo una decina di persone e siamo proprio lo stereotipo di quelle che sono le aziende familiari del nostro territorio”

Mio padre ha fondato l’azienda nel 1960, anno in cui è stata anche iscritta alla Camera di Commercio. Assieme alle mie sorelle l’abbiamo presa in gestione e la stiamo portando avanti: negli ultimi anni abbiamo costruito un nuovo capannone e adottato tecnologie moderne, necessarie per restare al passo col mercato. Abbiamo una clientela proveniente soprattutto dal Triveneto però sono tutti esportatori, so con certezza che il mio prodotto andrà in giro per il mondo. La cosa che più ci ha fatto capire come viaggia ormai la nostra economia è come, appena succede qualcosa dall’altra parte del mondo, si notano subito dei cambiamenti negli ordini, in positivo o in negativo. É un mondo interconnesso e anche le nostre piccole realtà del territorio ormai ne sono parte

“Noi abbiamo affrontato l’argomento del passaggio generazionale ai tempi di mio padre. Lo abbiamo risolto senza conseguenze negative, però il rischio che sia molto doloroso è altissimo. Ovviamente all’interno di un azienda esiste una parte economica e finanziaria quindi nel momento in cui il titolare si ritira, non può farlo e lasciare tutto ai figli. O i figli sono autonomi dal punto di vista economico e finanziario, oppure devono continuare a partecipare all’azienda. Solitamente si lascia tutto ai figli se si capisce che possono portarla avanti, però il titolare deve accettare di rimanere per sempre coinvolto nell’azienda, per garanzie e finanziamenti. Questo è lo scoglio più grande. Dall’altra parte non è sempre detto che i figli vogliano portare avanti l’azienda di famiglia. L’artigiano si accorge che non può lasciare in eredità la sua azienda e si trova in difficoltà sia nel cederla che nel lasciarla a qualcun’altro. La speranza è che possano essere gli stessi dipendenti a prenderne le redini per tramandare e continuare a mettere in pratica quanto hanno imparato, ma soprattutto per far vivere l’azienda”

“La nostra associazione, Confartigianato Imprese Padova, quest’anno compie 78 anni, è una bella età. Nasce da una semplice esigenza quando, nel dopo guerra e in piena ricostruzione, gruppi spontanei di imprenditori – che forse allora non si definivano imprenditori, ma sicuramente erano artigiani – sentono la necessità di condividere certe problematiche, di capire cosa stava succedendo nel mondo e come potevano risolvere alcuni problemi. C’era sicuramente moltissimo da fare perché la ricostruzione era totale, c’erano anche finanziamenti e dunque volevano capire come intercettare tutte queste risorse, ma avevano soprattutto bisogno di sentirsi una comunità. E questo è lo spirito che è rimasto fino ad oggi, l’importanza di un’associazione di categoria”

“Quando hai bisogno di un confronto con un tuo collega o hai bisogno di una consulenza che non è puramente tecnica, a chi ti rivolgi? A chi si può rivolgere un imprenditore o un artigiano in questi casi? Questo secondo me spiega perché esistono le associazioni di categoria. La nostra associazione ha lo scopo naturalmente di avere più aderenti possibile, ma anche di fornirgli dei servizi che possano aiutarli nel loro lavoro e tutelarne gli interessi. Si sa benissimo che un imprenditore artigiano è abilissimo nel suo lavoro, un lavoro manuale, intellettuale e creativo, ma tutte le incombenze come la burocrazia e la fiscalità tendono a distrarlo e appesantirlo. Questo è il motivo per cui ci sono associazioni di categoria che offrono servizi e consulenze”

“Noi di Confartigianato diamo una mano a tutto il settore delle startup, sia innovative che non. Generalmente essendo imprese neonate sono formate da giovani, o comunque sono giovani aziende che hanno bisogno di un sostegno iniziale. Poi abbiamo tutto il settore di Upa formazione che può aiutare chi vuole imparare o perfezionare un mestiere o conoscere quali sono le regole del gioco. I nostri artigiani, miei colleghi, riconoscono l’importanza dei giovani e li vogliono avere in azienda perché si rendono conto che le cose non possono essere sempre fatte allo stesso modo. Anche se c’è un’alta propensione all’innovazione, perché senza quella non si può andare avanti, gli artigiani vorrebbero che fossero dei giovani a prendere in mano e rinnovare l’azienda. Bisogna capire come trovare il connubio giusto, spero che Digital Artifex possa aiutarci in questo, per intercettare giovani figure che magari non hanno ben chiaro il ruolo dell’artigiano nella società e invogliare a entrare in questo mondo. Questa è una cosa che vorremmo fare, ma come farlo? Bisogna collaborare con le scuole, ma soprattutto con le famiglie che devono indirizzare e far capire ai loro figli che se imparano un lavoro e lo sanno fare bene si garantiscono una libertà di scelta per il futuro”

Con le scuole, istituti tecnici e professionali e Itis, abbiamo una grandissima collaborazione, ma stiamo intercettando ragazzi delle scuole medie che molto spesso, dovendo scegliere la futura scuola a tredici anni, non si rendono conto che, quella che stanno prendendo, potrebbe essere la decisione più importante della loro vita. Anche qui c’è una forma di burocrazia che ti spinge a fare delle scelte che magari, avendo più tempo, potrebbero essere maggiormente ragionate. Questi bambini molte volte sono figli di artigiani o di dipendenti di artigiani e non vengono stimolati dalla famiglia a continuare il loro percorso. Noi cerchiamo di far capire proprio quello, che per imparare un lavoro non sei obbligato ad andare in un liceo e fare l’università. Fare una scelta professionale o tecnica non ha niente di degradante per la persona, soprattutto queste scuole non sono solamente per quelli che non hanno chissà che capacità di studio perché è proprio grazie a queste che ci si può costruire il proprio lavoro, il proprio futuro e garantirsi una libertà di scelta”

“Noi facciamo circa duecento eventi all’anno, sia nel territorio che per le specifiche categorie: abbiamo 13 mandamenti e 13 categorie, così è divisa la nostra associazione. Fra webinar, fiere, consulte e incontri siamo oltre i 200 eventi, oltre alle uscite sui giornali, sulle tv o le collaborazioni con i media. Di attività ne facciamo sia tecniche che sociali, moltissimi dei nostri dirigenti, che fanno parte del consiglio generale, sono attivi anche su altri fronti: nelle parrocchie, nelle squadre di calcio e nelle associazioni sportive. Sono persone con un grosso stimolo a collaborare nella società, questa è una cosa che ci fa molto piacere e che vorremmo incrementare. Ci piacerebbe anche essere più presenti nelle decisioni politiche che possono riguardare la gestione dei comuni e le amministrazioni comunali, naturalmente non come soggetti politici, ma per essere consultati quando si prendono decisioni che riguardano il mondo del lavoro, per entrare ancora di più nella società e negli avvenimenti. Nel 2023 abbiamo fatto diversi incontri con personaggi famosi che ci hanno fatto capire che c’è qualcosa anche oltre le nostre botteghe e le nostre aziende, pensiamo di organizzarne ancora aprendoli alla popolazione locale e coinvolgendo i giovani, perché sono pensati per loro”

“Come dicevo prima, i miei colleghi vogliono avere un contatto diretto con i giovani. Tanti si lamentano, si chiedono dove sono finiti e pensano che i giovani non abbiano più voglia di lavorare. Noi non pensiamo che sia così, questo succede spesso anche nelle persone adulte. Ma allora come intercettarli? Come farli entrare nel mondo del lavoro? Noi vogliamo dare uno strumento per cui ci si possa guardare attorno e capire quali saranno le nuove tendenze, cosa sta succedendo e cosa succederà nel mondo del lavoro. Speriamo di intercettare i bisogni futuri, anche quelli dei nuovi associati che non sono più giovani, poichè tutti meritano di essere valorizzati”

“A laureandi e diplomandi mi sento di dire che dovete fare quello che vi piace, ricordandovi che quello che vi piace magari non vi piacerà tutti i giorni, ma dovete guardare al lungo periodo. Ci saranno dei giorni up e dei giorni down, ma sarà proprio quel giorno up che ti ricorderai per tutta la vita. Scegli un posto che ti valorizza, trova un lavoro che sai fare e cerca di farlo nel miglior modo possibile, non smettere di studiare e guardati sempre intorno, questo è il modo per essere economicamente ben ripagato. Questo mi sentirei di dire. Le nostre aziende sono tutte piccole aziende poco strutturate dove non c’è verticismo, sono per lo più orizzontali: se sai fare una cosa o hai voglia di imparare, dopo due giorni sarai della squadra, non devi fare anni di gavetta per avere una chance. Devi avere anche la voglia di dire: io un giorno avrò la mia azienda, ce l’avrò perchè ho imparato a fare le cose e so gestirle. Bisogna avere questo spirito”

confa-ps-4

Condividi