Ellen Beauty Factory

Quella che ormai tutti conoscono come “Signora Ellen” è Nadia. Lei e la figlia Arianna ci hanno introdotto al mondo di Ellen Beauty Factory: il brand, i centri estetici, le numerose collaborazioni e l’ampia linea di prodotti. Perchè prendersi cura del proprio corpo è fondamentale, specie se attraverso cosmetici personalizzati per la propria pelle e rispettosi dell’ambiente.

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Nadia: “Io sono partita come estetista, dopo aver frequentato la scuola di estetica ho lavorato in tre o quattro centri diversi come libero professionista. Avevo già l’idea di aprire qualcosa di mio ma non era ancora il momento giusto, aspettavo di trovare un posto in questa zona. Questo spazio si è liberato un anno prima delle mie aspettative e così mi sono detta che era il momento di aprire. Inizialmente la mia idea era di creare qualcosa che fosse a portata di tutti, ma dopo aver partecipato ad un corso di branding ho capito che dovevo scegliere come posizionarmi. Da lì ho iniziato a riflettere sui colori: io sono innamorata da sempre del colore marrone, che mi piace accostare al bianco, ma ho deciso poi di inserire anche il verde per trasmettere un’idea di naturalità

Tutti pensano che “Ellen” sia il mio nome. In realtà quando ho aperto io cercavo un nome che fosse adatto ad un centro estetico ma non avevo ancora nessuna idea di creare un brand. Cercavo qualcosa che fosse legato alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuta e incoraggiata. All’epoca collaboravo con un grafico che lavorava a Rovigo, quindi ho spiegato a lui la mia idea perché potesse fare qualche ricerca. Mi ha presentato questa idea: Nadia è il mio nome, Lodo il cognome dei miei figli e poi c’è Emanuele, mio marito, che è sempre stato il mio sostegno e ha sempre creduto in me. Unendo questi elementi è nato “Ellen”, che a me è piaciuto moltissimo. Ho poi proposto di aggiungere al nome “Beauty factory”, che indica un rinnovo continuo. È un nome quindi che unisce le persone importanti per me, anche se molti pensano che sia il mio nome. Tutti mi chiamano “Signora Hellen”, ormai ci sono abituata”

La boutique di Milano è nata quasi per gioco ma a settembre compirà ormai cinque anni. Quando ho iniziato a fare le prime collaborazioni ho visto che c’era molta richiesta su Milano. Facendo qualche ricerca su internet ho trovato un centro in vendita in una zona abbastanza centrale e quando l’ho visto per la prima volta l’ho sentito subito mio. Ho deciso di fare questa pazzia, ho fatto una proposta di acquisto e sono riuscita a comprarlo. Sono stata molto fortunata, grazie alla responsabile Francesca abbiamo sempre portato tutto avanti molto bene”

Durante la pandemia abbiamo lavorato tantissimo con l’online, spedivamo fino a cinquanta pacchi al giorno. È stato in quel momento che ho capito che il mio prodotto era in effetti molto vincente, così ho iniziato a pensare di trovare un centro più grande a Milano. Ne ho trovato uno, in un palazzo storico nel quartiere di Brera, che si sarebbe liberato di lì a poco. La responsabile della boutique di Milano è andata subito a vederlo, ne è rimasta entusiasta e così l’ho bloccato subito, senza averlo visto personalmente. Si tratta ovviamente di uno spazio impegnativo perché è molto più grande del centro di Padova, è su due piani. Inoltre, abbiamo anche un centro affiliato a Roma, che utilizza le nostre experience e i nostri prodotti

“La cosa più importante è che noi non teniamo brand esterni, utilizziamo solo i nostri prodotti

Di base a me piacciono le cose belle, ricercate e non mi piace seguire la massa, cerco di distinguermi. Mi ha sempre dato fastidio pubblicizzare i prodotti di altri, perché non sentivo che mi appartenessero. Ho quindi iniziato a cercare un’azienda che potesse aiutarmi a creare i miei prodotti e per fortuna il riscontro è stato da subito molto buono. Per la creazione dei prodotti collaboro con un chimico, creiamo insieme le formule e poi le testiamo. L’ultima entrata è la linea Pulvis, per la quale abbiamo collaborato con un’azienda che trita piante. Si tratta di maschere pure al 100%, nelle quali vengono tritate piante da cucina poi mescolate con argilla”

“La cosa molto bella riguardo ai miei prodotti è che spesso, quando si parla della skin care, si parla di quello che funziona nel mercato. Tutto quello che creo io prende invece spunto dalle pelli delle nostre clienti. Lavoriamo con un database molto grande, nel quale annotiamo la tipologia della loro pelle e da cui riusciamo a vedere le loro necessità, che ci danno un’idea dei prodotti che potrebbero essere utili per le nostre clienti. Ad esempio, quando è nata la nostra prima linea, Propolis, c’era un boom di pelli impure, per le quali abbiamo quindi piano piano ampliato la nostra offerta. Attualmente invece la tendenza si è spostata su pelli grasse e anti age”

“Quando ho iniziato, la prima linea è nata con ingredienti molto poveri. Una volta i frati, che creavano i cosmetici, utilizzavano solo ingredienti poverissimi ed ad altissimo concentrato. Se tu parli con le clienti più anziane ti diranno che i frati fanno dei cosmetici pazzeschi, quindi sia la linea Propolis che Iuvenis sono nate con ingredienti molto poveri come Tea Tree Oil, Propoli e Aloe. La scelta degli ingredienti segue due strategie: la prima è che io ci tengo che le mie ragazze sappiano spiegare perfettamente l’ingrediente al cliente, e non vendere solo il prodotto, e l’altra cosa che dico sempre è che chi compra deve prestare attenzione a quello che sta comprando

“All’interno delle nostre cabine sono presenti dei tablet, dove le mie collaboratrici annotano le cose da sapere per ogni cliente. È proprio un archivio, ogni cliente ha la sua scheda, così da non dover ripetere ogni volta cosa c’è da eseguire. Tre quarti della giornata sono dedicati a viso e corpo, abbiamo pochissime cerette, mani e piedi. Inoltre, a Padova la clientela maschile è pari a zero, mentre a Milano il numero è molto alto. Qui non c’è la cultura che l’uomo si debba curare, al limite c’è qualche ragazzo giovane che acquista i nostri prodotti, ma sempre online”

“Recentemente nelle nostre boutique abbiamo inserito dei macchinari, chiamati “Skin Specialist” che ci permettono di personalizzare una vera e propria skincare o bodycare. Prima di entrare in cabina si cerca di capire di quale prodotto abbia effettivamente bisogno la cliente, grazie a dei programmi per la pelle. Il programma è inoltre in grado di capire se una donna abbia cellulite o ritenzione e il livello di melanina, per capire quale protezione solare sia più adeguata e a che cosa sia importante prestare attenzione”

Cinque anni fa abbiamo fatto la scelta di eliminare la carta perché immaginate quanta se ne utilizza con sedici clienti al giorno e quanto inquinamento venga di conseguenza prodotto. Abbiamo scelto di affidarci ad un’azienda esterna che ogni venerdì ci porta gli asciugamani puliti dalla lavanderia, sigillati uno ad uno. L’unico servizio per cui utilizziamo la carta è la ceretta”

“Per quanto riguarda la gestione dei social, ho sempre seguito da sola le mie pagine. Mi è sempre piaciuto condividere ciò che faccio, i miei cosmetici, la vita lavorativa e privata. Mi piace rispondere personalmente a tutte le richieste, per valutare se un’experience può andare bene o no. Il piano editoriale viene gestito internamente e per tutta la parte di marketing e comunicazione, a partire dalle mie idee, collaboro con un grafico esterno”

“Per la gestione del sito ho assunto invece una persona specializzata, che mi aiuta a concretizzare le idee che io e mia figlia Arianna buttiamo giù. Abbiamo anche una newsletter, chiamata “NewsEllen” che arriva il primo del mese. Tutta la community dell’online riceve quindi sempre le comunicazioni delle nostre iniziative e in questo modo molte persone possono acquistare direttamente online e passare in boutique solo per il ritiro”

L’e-commerce incide tantissimo sul nostro fatturato. A livello di cosmetici, per noi l’online è fondamentale perché non tutte le persone possono venire in boutique a fare esperienza e il nostro prodotto rappresenta una sorta di experience da fare a casa. In più, la scelta di usare solo i nostri cosmetici abbatte di moltissimo i costi di cabina. Quello che a me piace del nostro approccio è che noi non facciamo pressioni per l’acquisto, quando una cliente entra nelle mie boutique il mio obiettivo non è vendere. Il mio obiettivo principale è che rimanga soddisfatta dall’esperienza e sia invogliata a consigliarla. Dico sempre che quando una cliente entra qui, non ci deve essere differenza se spende dieci euro per la ceretta al baffetto o se ne spende duecento per un’experience. Questo per me è sempre stato fondamentale anche nella formazione delle mie ragazze, che devono sempre far sentire le nostre clienti a proprio agio. Noi siamo apprezzate proprio per questo, per la nostra riservatezza, per il consigliare sempre ma senza imporre nulla. Questa è la strategia che utilizziamo anche quando collaboriamo con le influencer, cerchiamo di dare sempre prodotti specifici per le loro esigenze individuali”

Le collaborazioni esterne vengono gestite da Arianna, che si occupa anche della scelta di influencer che siano in linea da inserire all’interno del brand. Lei tende ad uscire un po’ dagli schemi, però alla fine si crea sempre una buona sinergia, che per me è fondamentale nel rapporto di lavoro con le mie collaboratrici. L’influencer marketing a Padova funzionava di più qualche anno fa, mentre a Milano lavoriamo con moltissime influencer. Quello che ci piace è il rapporto che si viene a creare con loro, entrano proprio in contatto con la nostra realtà e trascorrono tanto tempo in boutique

Arianna: “Quello che a me piace fare con Ellen è coinvolgere brand che possono provenire anche da realtà diverse, come ad esempio Red Velvet che è una bakery. Mi piace poter dare alla nostra community una cosa diversa, un’experience beauty che possa essere coinvolgente anche per altre realtà. Con Red Velvet abbiamo organizzato una cena in cui veniva offerto un menù completo e un gift by Ellen. Sono momenti per stare insieme e fare nuove amicizie, o per chiedere consigli e condividere tips sul beauty. A Milano ad esempio lavoriamo tanto con una community che si occupa di fashion, “Milanesi a Milano”, un gruppo di ragazze che spotta gli outfit della gente in città. Con loro molto spesso organizziamo eventi, come il pigiama party beauty. Alcuni eventi ci servono per accrescere la nostra visibilità, mentre altri contribuiscono proprio al fatturato. Ad esempio la scorsa estate abbiamo partecipato al “Rosadira Festival” di Cortina. Si tratta di un festival musicale, estraneo quindi alla nostra realtà, ma quell’esperienza ci è servita per capire se le persone che partecipano a questo tipo di eventi fossero interessate a conoscere nuove realtà, come anche quella del beauty”

Quando ero piccola ero molto restia ad entrare in questo mondo, non mi sono mai interessata al beauty. Mia mamma invece ha sempre cercato di incoraggiarmi ad entrare nell’azienda, quando ha iniziato a creare i cosmetici ha fatto scegliere a me i nomi delle linee. Questa è una cosa che mi è piaciuta molto, a livello lavorativo mi stimolava e così quando ho finito le superiori ho deciso di provare ad andare a vivere a Milano e lavorare lì. Entrando in questo mondo di eventi ho avuto molte soddisfazioni, sento di aver contribuito alla crescita del brand. Non so se farò questo per tutta la vita perché non ho ancora le idee chiare sui miei progetti. So però che, a prescindere da qualsiasi mia decisione, Ellen sarà sempre parte del mio percorso”

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