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Erikottero
(Eriko Kawasaki)

Tradizione, sogno e curiosità: il mondo giapponese svela i propri segreti attraverso le parole di Erikottero. Inoltriamoci nella bellezza struggente della cultura del Sol Levante e lasciamoci incantare!

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 “Mi chiamo Erika Kawasaki, sono nata e crescita in Giappone – a Nagasaki – ma abito a Padova da ormai quattordici anni. Sono arrivata qui per studiare canto lirico al Conservatorio Cesare Pollini

“Mentre studiavo al conservatorio, ho iniziato a dare qualche lezione di giapponese. Dopo aver terminato gli studi di musica, ho trovato un posto di lavoro come insegnante presso una scuola di lingue a Padova, situata a Legnaro. Ho collaborato con questa scuola per sei anni. Successivamente ho voluto mettermi in proprio: ora gestisco i miei lavori da sola.”

“Durante il periodo in cui ho lavorato per la scuola di lingue ho iniziato a svolgere attività musicali, grazie ad un’associazione interna all’istituto che si occupava di interscambio culturale tra Italia e Giappone, attraverso le fiere. In quel periodo ho avuto la possibilità di cantare a molti concerti, ho partecipato a numerosi festival cosplay, anime, fumetti ecc…”

“Dopo aver smesso di lavorare nella scuola di Legnaro, non avendo alcun contatto per partecipare ai concerti e con l’azzeramento dell’attività fieristica causata dalla pandemia, mi sono dedicata totalmente alle lezioni online di giapponese. Il numero dei miei studenti italiani è aumentato in maniera esponenziale, perché ho iniziato ad averne un po’ da tutta Italia. Da un lato le lezioni online hanno avuto un risvolto positivo: prima ero legata solo alle persone del padovano, con le lezioni da remoto ho allargato invece i miei confini”

“Arrivata qui in Italia ho avuto un po’ di difficoltà ad imparare la lingua, ma mi sono impegnata facendo tanta pratica. Seguire le lezioni di pianoforte e di canto era meno difficile, perché non dovevo leggere e capire i libri, dovevo solo lavorare sulla tecnica. Lo studio della musica e della letteratura invece erano molto più difficili. Solitamente gli studenti giapponesi o coreani che vengono a studiare musica in Europa hanno già finito l’università, quindi desiderano approfondire la lingua italiana”

“Avevo già iniziato a studiare l’italiano in Giappone, ma il mio desiderio era quello di perfezionare la lingua, oltre che provare l’esperienza di vivere nel bel paese e contemporaneamente studiare canto lirico. Avevo comunque un buona base di studio di musica classica, dovevo solo convertire ciò che già sapevo in italiano. Poter studiare la lirica italiana, in Italia, è un valore aggiunto

“Fin da piccola ho iniziato a studiare pianoforte, strumento che tutt’ora mi piace moltissimo. Al liceo ho seguito il corso specializzato in musica classica, lì sono entrata come pianista. La mia era una scuola privata: aveva aperto un corso di musica classica, durante il quale ho conosciuto un’insegnante di canto che mi ha consigliato di cantare, anziché suonare il pianoforte. La competizione nel mondo dei pianisti è molto più forte rispetto a quella dei cantanti. Sono stata spinta da questa insegnante a cantare lirica, per riuscire ad avere più possibilità. Grazie a lei ho intrapreso un questo percorso, che poi è diventato parte integrante della mia vita. E’ stata una figura fondamentale: senza di lei non credo che sarei qui. Magari sarei arrivata in Italia lo stesso, ma con diverse modalità.  Grazie a questa maestra ho partecipato a vari concorsi e, a 17 anni, vinsi il primo premio, che consisteva in una vacanza studio di due settimane in Italia. Mi sono innamorata subito di questo paese, da allora ho sempre voluto tornare”

“Il mio autore preferito di pianoforte credo sia stato Chopin. Mi piacciono molto anche Beethoven e Mozart. Nell’ambito dell’opera, invece, il mio autore preferito è Donizetti e , in particolare, il brano che preferisco è “O luce di quest’anima””

“Da quando ho iniziato a fare lezioni ho ricevuto molte richieste: i ragazzi e le ragazze appassionati di anime o manga vogliono approfondire anche la lingua e la cultura giapponese. Il successo degli anime all’estero è il motivo per cui lavoro! Se non ci fosse questa moda forse io sarei già tornata in Giappone”

“Mi sento molto fortunata per tutto quello che sono riuscita a costruire finora. Ho terminato gli studi di lirica e mi sento una donna indipendente. Sono riuscita  ad ottenere il permesso di soggiorno e ad avere un lavoro che mi gratifica. Devo ammettere che non avrei mai immaginato di diventare una insegnante”

“L’Italia mi ha permesso di fare tantissime esperienze positive e nuove, non mi stanco mai di tutto ciò che mi circonda, trovo che qui la vita sia molto stimolante”

“Grazie alle fiere ho avuto l’occasione di indossare spesso il KIMONO, che in Giappone è previsto solo per le cerimonie importanti. Si indossa raramente, soprattutto perchè è molto scomodo, pesante  e stretto”

Sento la grande passione che gli italiani nutrono per il mio paese, e questa cosa è sicuramente reciproca. È un amore che, forse, inizia proprio dal cibo: adoriamo la cucina italiana. Da quello che posso vedere, anche gli italiani sono molto entusiasti della cucina giapponese. E’ interessante notare come due culture così diverse si ricerchino e si avvicinano l’una con l’altra, soprattutto in tavola. Un’unione che parte dal gusto, per arrivare anche alla mente.
Il mio cibo preferito è indubbiamente la pizza. Anche il cibo veneto mi piace molto! Mi piacciono molto le sagre: in quegli ambienti, il pubblico che ascolta i gruppi che suonano è molto variegato, si passa da bambini ad anziani senza distinzione. In Giappone questo non accade: i concerti sono molto settoriali: se un concerto è per giovani vanno solo i giovani”

“Prima di venire in Italia non percepivo – e neanche mi aspettavo –  questo amore per la cultura giapponese. Una volta arrivata, la passione per la cultura giapponese mi ha investita come un’onda. Il primo posto che mi è sembrato un angolo di Giappone è stato Banzai: un giorno, per caso, mentre mi dirigevo verso il conservatorio, ho trovato questo negozio e mi sono sentita a casa

Da tutta questa esperienza è nato il mio canale Youtube, attivo da tre anni. Qui mi occupo della creazione di video focalizzati su diversi ambiti inerenti al Giappone

“Moltissimi mi hanno iniziato a conoscere grazie alla collaborazione con Padova Gourmet, che ha avuto tantissime visualizzazioni. “Il Sushi italiano visto da una Giapponese” è stato un format di 8 puntate in cui ho recensito vari ristoranti di sushi alla carta e/o all you can eat di Padova”

“Nel frattempo avevo già aperto il mio canale chiamato ERIKOTTERO: prende spunto dal mio nome – Eriko – e, dal momento che in giapponese non si percepisce la differenza fra le lettere “r” e “l”, quando ho sentito la parola “elicottero” ero sorpresa, credevo di aver sentito il mio nome completo

Nei miei video tratto della cultura giapponese, dal cibo alle questioni strettamente linguistiche. Aggiungo tutte le skills necessarie che una persona italiana ricerca sul Giappone. Su Youtube mostro un po’ tutto il mio mondo, come ragazza giapponese in Italia”

“Ho avuto una crescita molto veloce, dopo il primo anno dall’apertura del canale. Forse per via del fatto che, comunque, ero l’unica giapponese a parlare della propria cultura in italiano su YouTube. Il mio lavoro era abbastanza raro. Adesso ci sono più persone che lo fanno, anche se continuiamo ad essere pochi. Tra i vari Youtuber ci conosciamo bene, soprattutto nella community di chi parla di Asia, Giappone, Korea e Cina. Lavorando da casa non ci sono molte occasioni per incontrarci e conoscerci. I nostri video sono il biglietto da visita, utile a studiarci e conoscerci bene. È molto stimolante creare sempre nuove collaborazioni”

“Non avevo mai sentito parlare di Padova, prima di arrivare qui. Inizialmente desideravo andare a Verona, ma il destino mi ha portata a vivere proprio in questa città. Quando sono arrivata ero sola, non conoscevo nessuno e non sapevo nulla, mi aspettavo fosse una città piccola e, invece, l’ho trovata più grande. Padova è piena di vita, con negozi e attività e, allo stesso tempo, comoda per gli spostamenti. Non ci sono tanti turisti, non è come Venezia, Firenze o Verona: è la città dove posso vedere la vera quotidianità degli italiani”

“Per ora desidero rimanere qui, in futuro non si può mai sapere. Torno in Giappone almeno una volta all’anno e, ogni volta che torno, vedo che tutto è cambiato ed è sempre nuovo. Là tutto è in continuo mutamento. In Italia il paesaggio non cambia molto, le città rimangono sempre uguali, per quanto possano variare i negozi. In Giappone sorgono grattacieli e città là dove prima c’era il vuoto, anche nel giro di un anno. Allo stesso modo in TV: ogni anno, quando la accendo, vedo personaggi nuovi e sconosciuti, le tendenze e le mode cambiano molto velocemente. Questa cosa non mi piace, è tutto troppo veloce e io non riesco a starci dietro. I giapponesi sono flessibili e accolgono sempre le cose nuove. Gli italiani fanno più fatica a mutare, ma il Giappone è – in questo – davvero troppo incalzante. Anche il linguaggio cambia velocemente, la moda delle parole è rapidissima

Il mio sogno è di condurre un programma in televisione che tocchi il tema dei viaggi e della cultura. Per questo motivo sto lavorando tanto sui social: spero di farmi conoscere e che, un giorno, qualcuno mi contatti

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