Francesco Wolf

La passione per interpretare e costruire personaggi ha portato Francesco Wolf a sperimentare nuovi progetti e atti creativi, permettendogli di spaziare dagli studi in comunicazione al cinema e al teatro. Forse è proprio attraverso il connubio di tutte queste attività che Francesco è riuscito a fondare MILK, una società di produzione e post-produzione audio, attiva sia in Italia che all’estero.

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“Mi chiamo Francesco Wolf. Sono nato e cresciuto in Veneto; mia madre è veneziana e mio padre ha origini tedesche, da qui il cognome”

“Ad oggi vivo a Padova sia per scelte di vita privata che, in generale, perché è una città decisamente bella in cui vivere per numerose ragioni. Padova è bella esteticamente, ha una dimensione giusta e ben vivibile, offre molto a livello culturale e, ultimo ma non da meno, a livello logistico è posizionata in modo perfetto ed è ben collegata con ogni mezzo di trasporto. Io per lavoro mi sposto continuamente e quindi questo aspetto per me è fondamentale”

“Come attore mi sono formato presso l’Accademia del Teatro Stabile del Veneto perfezionandomi successivamente con un master in recitazione cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia nel corso per attori diretto da Giancarlo Giannini”

Ho terminato sia l’università̀ che l’accademia del Teatro Stabile in contemporanea ed è stato proprio quell’anno che ho deciso di dedicarmi interamente alla carriera artistica seguendo la passione per la recitazione. Già durante il periodo universitario lavoravo con alcune compagnie professionali ma il vero debutto sul circuito nazionale è stato in uno spettacolo prodotto dalla Biennale di Venezia con la regia di Maurizio Scaparro, un regista a me molto caro e che ci ha lasciati l’anno scorso. Lo spettacolo era intitolato  “Polvere di Baghdad” e potevamo contare su un capocomico d’eccezione: Massimo Ranieri

Al termine di quella tournée ho deciso di trasferirmi a Roma sebbene nel mentre fosse iniziata la mia collaborazione col Teatro Stabile del Veneto che mi ha visto, negli anni, coinvolto in numerose loro produzioni. Negli stessi anni infatti ho iniziato anche collaborazioni con altri teatri italiani tra cui il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto in qualità di attore e aiuto regista lavorando in diverse produzioni liriche e di prosa”

“Dopo anni di teatro, parallelamente al lavoro artistico, ho avuto l’occasione di dare concretezza al percorso iniziato con gli studi universitari”

“Insieme ad altri due soci, Alberto Rossetto e Mario Struglia, abbiamo fondato “MILK: Minds in a Lovely Karma” una una società di produzione e post produzione audio altamente creativa

“Alberto al tempo lavorava come fonico e musicista. Una sera è venuto a vedermi a teatro a Roma con un caro amico comune, Antonello, il quale mi aveva chiesto di incidere una voce narrante per la traccia di chiusura del suo nuovo album che, ovviamente, stava registrando proprio nello studio di Alberto e Mario. Il giorno dopo sono andato a registrare la poesia su musica e ho scoperto che lo studio era anche molto vicino alla mia casa romana”

“Dopo aver frequentato il loro spazio per qualche giorno ho fatto una constatazione: io conoscevo molti attori che avevano appena cominciato la carriera e con molto tempo a disposizione, loro avevano uno studio che, lavorando soprattutto in ambito musicale, per molto tempo era vuoto”

“Nella mia mente questi due elementi hanno dato vita a un’opportunità e ne parlai ai ragazzi. Gli proposi di sfruttare il grande sviluppo che stava avendo internet e di mettere a disposizione le voci e musiche a chi lavorava nel mondo della comunicazione”

“Dovevamo raccogliere tutto il materiale, archiviarlo, catalogarlo e poi creare una finestra di accesso per chiunque potesse averne bisogno. Noi ci trovavamo a Roma, l’epicentro del doppiaggio italiano e quello che potevamo offrire era “qualità altissima”. Quando tutto è iniziato non potevamo immaginarlo ma quell’anno abbiamo dato il via a un’avventura bellissima che dura tuttora e che negli anni è cresciuta molto” 

“Da lì abbiamo iniziato a lavorare con numerosi attori tra i quali ci sono ovviamene le grandi voci del doppiaggio italiano come Luca Ward, Alessandro Rossi, Roberto Pedicini, Perla Liberatori, Eleonora De Angelis e molti altri. Quello che inizialmente era solo un sito è diventato negli anni un vero e proprio portale interattivo che permette di fare selezioni musicali, casting voci anche multilingua e di condividere il tutto con clienti e collaboratori in modo semplice e intuitivo”

“Anche la struttura si è via via ingrandita sia sul fronte delle sale di registrazione, una sala di mix su Roma a cui si aggiungono numerosi  studi satelliti in Italia e all’estero”

Il lavoro dell’attore è un lavoro che, tuo malgrado, ti regala molto tempo libero, soprattutto agli inizi della carriera. Ogni attore si trova nella posizione di dover gestire questo tempo che spesso si impiega per portare avanti progetti personali o per approfondire ala formazione”

“Solitamente hai un mese o poco più di prove e poi debutti. Personalmente, quando partivo per le tournée, sfruttavo le possibiltà date dalla connettività ai suoi albori. Con un computer e un telefono riuscivo a impiegare il giorno per lavorare su Milk e la sera per concentrarmi sul lato artistico. In generale è fondamentale diventare molto bravi a gestire il tempo. Io avevo lo spazio per fare entrambe le cose, soprattutto perché in una startup ci vogliono molte energie, ma nulla è cadenzato da richieste esterne”

“Ora che la società è diventata impegnativa e siamo in circa dodici dipendenti fissi, abbiamo un costante giro di progetti. I ruoli che ho acquisito negli anni sono quelli di Direttore Artistico e BDM (business development manager), quindi mi dedico a progetti che seleziono personalmente. Seguo in prima persona la produzione di Podcast e Audio-Movie, il doppiaggio di ADV nazionali e documentari”

“Ho lavorato come Senior Project Manager e direttore di doppiaggio per: Unilever, Lamborghini, Pfizer, Sony Playstation, Bauli, Trenitalia, Poste Italiane, Ferrero, Finmeccanica, Leonardo, Geox, Ducati, Oviesse, Rai, Sky Arte, Dreamworks, Disney, Rai, Mediaset

“Aver costruito una società sana, composta da tutte persone che credono nel progetto, ha permesso una certa flessibilità. Via via ognuno dei nostri collaboratori ha raggiunto una buona autonomia e questo è fondamentale nel processo di crescita e di delega. Tutti i nostri workflow sono stati pensati in modo che se levi una pedina la struttura resta in piedi e abbiamo sempre un lavoro di gruppo

“Coniugo l’attività̀ di Francesco attore e doppiatore con quella dell’imprenditore grazie a tanta organizzazione. Adesso che è arrivata anche una bellissima bambina poi, il tempo deve essere diviso con la volontà̀ di starci insieme. Più impegno metto dentro la mia giornata, più vedo che c’è un modo di farci stare impegni. È importante anche filtrare quello che ha senso fare per me e che cosa delegare a qualcun altro, perché non posso fare tutto”

“Il film più bello che penso di aver fatto, o comuque a cui sono molto legato, è “18 regali”, di Francesco Amato. L’ho girato nel 2020 con Vittoria Puccini, Edoardo Leo, Sara Lazzaro, Benedetta Porcaroli. Io facevo lo psicologo del gruppo di sostegno delle malate di cancro a cui la protagonista partecipava. Più di recente ho partecipato a “Il nostro generale” una serie televisiva su come il generale Dalla Chiesa abbia creato il pool antimafia. Il ruolo non era enorme ma lavorare insieme a Sergio Castellitto è stato proprio bello. Anche in qell’occasione c’era uno splendido gruppo di attori”

“Rispetto al doppiaggio, la nostra società è partita da subito nel mondo della comunicazione, per poi orientarsi su settori ben precisi, come il doppiaggio di videogiochi, che a Roma non era molto considerato. Siamo stati abbastanza lungimiranti perché ora i videogiochi sono dei veri e propri film che a livello internazionale vengono doppiati da attori importanti come Keanu Reeves, Idris Elba e molti altri. Per doppiare alcuni tipi di videogiochi possono essere necessari anche 300 attori e volerci anche sei mesi, mentre un film viene doppiato in tempi molto più brevi. Uno dei progetti più belli che abbiamo realizzato è stato Cyberpunk 2077, che aveva un cast pazzesco, con Luca Ward, voce ufficiale di Keanu Reeves, Alessandro Rossi, Hal Yamanouchi e Alberto Angrisano. Oltre a quste lavorazioni ci dedichiamo costantemente anche al podcast narrativo, caratterizzato da interpretazioni attoriali cinematografiche. In verità produciamo podcast di ogni genere ma ci siamo focalizzati da subito nell’Audio-Movie perché avevamo tutte le pedine utili a produrlo, ovvero gli sceneggiatori, le voci, le musiche e il sound design. Parallelamente abbiamo portato avanti anche la parte branded, quindi podcast con talk, che è un filone più legato ai contenuti, dove un esperto parla con degli ospiti, o si fa una verticale su alcune tematiche, lavorando con copy e sceneggiatori”

“All’interno di Milk amo lavorare anche in quanto attore, ma ho sempre evitato il lavoro di doppiaggio classico prediligendo altri generi, spesso produzioni originali. Questo di base perchè a me piace utilizzare la voce soprattutto su progetti narrativi e dove ci sono personaggi da creare. Tra le collaborazioni di cui andiamo più orgogliosi in MILK vorrei citare Faba: una box audio per bambini con audio racconti che noi forniamo in italiano, francese e spagnolo. Questa tipologia di progetti ci piace perché ti permette di essere molto creativo costruendo personaggi partendo da zero, dalla sola scrittura. Il doppiatore è un lavoro eccezionale, e devi essere totalmente padrone dello strumento poiché crei molto con l’attore che hai davanti. Ma io preferisco lo step più indietro: mi piace essere quello che prende il testo e lo fa diventare qualcosa, avere la libertà di potermi muovere, poter andare sul set

“Oggi, molto più rispetto a un tempo, c’è la possibilità di sfruttare diverse occasioni per formarsi nel modo più trasversale possibile. Con l’accademia che ho frequentato stiamo pensando a un corso di formazione che vuole portare i ragazzi ad avere consapevolezza dello strumento nel mondo della voce, per esempio. Per una carriera da attore, invece, è necessario fare un percorso serio di formazione cercando di puntare a quei contesti che permettono una certa visibilità̀. È indubbio che le scuole teatrali e cinematografiche più prestigiose possano metterti in una posizione tale da essere visto dai registi, perché ci sono i momenti deputati proprio a questo. Una solida formazione attoriale secondo me serve e aiuta sempre, perché ti permette di risolvere molte situazioni da solo. Quando trovi un doppiatore che si è formato solo per quello capita nel momento in cui gli dai un testo scritto senza un’immagine da seguire magari non ha la fantasia allenata per creare qualcosa di nuovo. Un attore, invece, è abituato a entrare nei progetti più a fondo e a fare un vero atto creativo”

Secondo me gli attori di oggi devono capire che dalla formazione attoriale possono ricavare molte capacità spendibili sul mercato, con un’attitudine al problem solving talvolta molto marcata. Credo che però vada trasmessa ai ragazzi che fanno questo tipo di percorso anche un’ulteriore abilità. Avere un atteggiamento manageriale su se stessi e sulle proprie scelte è fondamentale, perché bisogna costruire un progetto dietro alle ambizioni”

“Per concludere, se dovessi dare un altro consiglio a chi si affaccia al mondo del lavoro, è quello di essere curioso e puntare molto sulla costruzione di relazioni di qualità perchè è un punto di forza tanto quanto la formazione

Le relazioni di qualità possono essere il motore che genera nuove opportunità, nuove idee. Affacciarsi alla vita con curiosità tessendo legami è importante e, spesso, questo porta sorprese in modi impossibili da prevedere”

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