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Giada Zuccarelli

Coltivare i sogni e nutrire le nostre aspirazioni di impegno e dedizione: Giada Zuccarelli ci racconta la sua ascesa nel mondo del make-up, insegnandoci ad abbracciare le nostre passioni, affinché queste prendano sempre maggior spazio all’interno della nostra vita lavorativa. Le battaglie di Giada sono anche le nostre: prendere consapevolezza dei nostri meriti, ringraziare coloro che ci hanno guidato ed affrontare le sfide a testa alta.
Giada Zuccarelli

Giada Zuccarelli Padova Stories

Sono Giada Zuccarelli, ho ventun anni e sono di Padova. Sono un’estetista qualificata, ho svolto la scuola professionale d’estetica a Castelfranco Veneto – il SEGRA – che consiste in tre anni obbligatori e uno di specializzazione, previsto per chi un giorno voglia eventualmente avere il proprio centro estetico. Io li ho svolti tutti e quattro in quanto ho sempre tenuto moltissimo alla mia formazione ed ho preferito avere una formazione che fosse completa. Ho svolto tre stage scolastici. Poi ho cominciato a lavorare in un centro estetico. Prendevo 400€ al mese”

“Poi è iniziata la pandemia e, da quel momento, ho cominciato a rendermi conto di quanto non fossi felice. I miei familiari me lo facevano notare. Si sono accorti subito di quanto non fossi più me stessa”

Io ho sempre avuto il grandissimo desiderio di fare l’Accademia di make-up. È sempre stata una cosa che ritenevo irraggiungibile perché, purtroppo, la mia situazione economica non è mai stata positiva. Cercavo di mettermi da parte quello che guadagnano al centro estetico, ma era comunque una cifra esigua. In quel momento avevo anche bisogno di prendermi la patente – perché avevo appena compiuto diciotto anni – e le spese erano sempre molte”

Con la pandemia, ho deciso di dare una svolta al mio percorso. Era l’anno dell’uscita di TikTok e tutti mi consigliavano di provare. Io personalmente non vi ero iscritta, ma mia sorella – più giovane di me – sì. Così ho cominciato: pubblicavo video dove mi truccavo. All’inizio ero veramente ansiosa, pubblicavo il video e lo cancellavo, per paura del giudizio. In passato mettevo al primo posto il giudizio degli altri, piuttosto che il mio desiderio”

Poi, un giorno, le cose sono cambiate, qualcosa è scattato dentro di me. Ricordo di aver chiesto a mia mamma se fossi stata ridicola, qualora avessi iniziato a fare un lavoro del genere. Ovviamente lei mi disse di no, nessuno mi avrebbe giudicato. Mi sono resa conto che a vergognarsi dovrebbero essere altre persone, non io. Quella è stata la consapevolezza fondamentale per farmi cambiare idea, oltre che il supporto che ricevevo dalla mia famiglia

“All’inizio ho fatto davvero fatica: dopo aver caricato il video non volevo prendere in mano il telefono, volevo cancellare tutto. Nonostante questo, dopo le prime pubblicazioni, mi rendo conto che le persone di cui più temevo il giudizio erano quelle che invece mi supportavano. E da lì è partito tutto. Al termine della pandemia avrei dovuto ricominciare a lavorare al centro estetico, ma non ce la facevo. Poi mi sono licenziata. Il fatto che me ne stessi andando ha legittimato la proprietaria a fare dei commenti spregevoli, dicendo che fossi destinata ad essere una commessa di Sephora… Questi commenti insensati mi hanno fortemente pugnalata, ma non ci ho prestato attenzione e questo mi ha aiutata”

“Nel giugno dell’anno successivo mi sono iscritta all’Accademia di Milano. Ero pendolare, perché trovare un appartamento sarebbe stato impossibile, dati i costi molto elevati degli affitti. Andavo in presenza due volte a settimana, prendevo il treno da Padova al martedì e tornavo il giovedì: sono andata avanti e indietro, così, per un anno, stando in un hotel. Ricordo che, il primo giorno di lezioni – circondata da specchi e luci – sono rimasta assolutamente sbalordita. Non potevo crederci di essere arrivata fino a là. Mi sono ripromessa di dare il massimo ogni giorno. Devo ringraziare moltissimo mio padre, che mi ha permesso di avere questa formazione

“A livello social, a quel tempo, ancora crescevo lentamente. Ho sempre fatto molta fatica a farmi vedere sui canali, soprattutto su Instagram, dove rimanevo ferma ad una cifra di followers e facendo molta fatica ad aumentarli. Per me, a quel tempo, non era un lavoro, producevo contenuti quando avevo tempo. Era un hobby”

A gennaio dell’anno successivo, Nicole Pallado – la famosissima influencer – mi nota. E lì ho avuto un boom. Mi ha chiesto se volessi ricevere i nuovissimi rossetti della sua linea – gli After sex. In quel momento ero ancora in quarantena perché avevo preso il covid: era un periodo molto cupo. Ero chiusa in casa, non potevo fare niente. Anche truccarmi era difficile, perché stavo male. Mi è arrivato il suo pacchetto ed ho caricato una storia per ringraziarla. A sua volta, lei ha fatto delle storie – a mia insaputa. In quelle storie mi dava pieno spazio, riempiendomi di complimenti e facendomi molta pubblicità. Non so cosa l’abbia colpita di me. Quel giorno ho guadagnato tredicimila followers. Sarò sempre grata per tutto quello che ha fatto per me. Da quel momento ho cominciato a lavorare. Adesso il mio attuale lavoro è quello della Beauty Content Creator, oltre a quello di make-up Artist. Ho cominciato a lavorare con i brand, il lavoro che era sempre stato un sogno nel cassetto. Se devo esprimere i miei desideri, penso che il mio lavoro perfetto sia un equilibrio tra la beauty content creator e la make-up Artist

Il make-up è sempre stato presente nella mia vita. Sin da piccola mi è sempre piaciuto, perché mi dava l’opportunità di essere sempre in ordine, sempre impeccabile. È una sensazione che ho fortissima dentro di me. Io penso di esserci nata. Non è stata una cosa che si è sviluppata lentamente, è sempre stato dentro di me. Fino a poco tempo fa non ci avrei creduto di poter far parte di questo mondo così affascinante”

Il trucco è un’arte e desidero scovare le tecniche sempre nuove. Se penso a mia zia, penso a me quando avrò cinquant’anni. Ricordo che, quando la andavo a trovare da piccola, notavo la sua specchiera piena di trucchi. Aveva una make-up collection veramente molto ampia e fornita, e ce l’ha ancora adesso! Credo che la sua passione sia passata a me”

Lo stile che mi rappresenta è sicuramente il glam. Per quanto riguarda l’ispirazione, mi piace guardare una palette e farmi venire le idee. Il trucco deve essere pulito, per quanto denso di materiali diversi”

Quello che mi rende felice è sapere che qualcuno, grazie al mio lavoro, trova l’ispirazione. Una cosa cui non posso rinunciare, per i miei look, è sicuramente il contouring. Questa tecnica mi affascina moltissimo. Si tratta di un gioco di chiaro-scuro che valorizza i diversi visi, che crea volumi in base alle loro diverse forme. Il make-up Artist professionista è la figura che padroneggia la tecnica del trucco, e ce ne sono moltissime. Questo fa la differenza tra un professionista e un non professionista. Generalemente si pensa, ingenuamente, che più prodotti si applichino, più il make-up sia fatto bene. Ciò che fa realmente la differenza è, invece, la tecnica nell’applicarlo

I canoni estetici, per quanto mi riguarda, possono anche non esistere. Penso che l’approccio fondamentale sia la capacità di sentirsi bene. È inutile voler copiare o imitare qualcun altro, quando si sta bene come si è. Io sono assolutamente a favore della medicina estetica, non è giusto che – se non ci si piace – si debba rimanere immobili. Com’è giusto, allo stesso modo, che se qualcuno si piace così com’è, non faccia nulla per assomigliare ai canoni estetici del momento. Bisogna esclusivamente fare quello che ci fa stare bene

Ad oggi ricevo consegne da brand per cui non avrei mai immaginato di poter lavorare. Questo è un grandissimo traguardo. Sono felice di aver portato a termine la mia formazione in Accademia e di essere riuscita a conciliare il mio lavoro con questa. Io, fino alla metà del percorso, ho lavorato sia sui social che come estetista. Ad un certo punto ero veramente assorbita dal lavoro. Nonostante questo, sono uscita con il massimo. Quando, da piccola, andavo da Sephora, vedevo trucchi meravigliosi – come quelli di Huda Beauty – e li osservavo, pensando che non avrei mai potuto permettermeli. Oggi, ricevere i loro pacchi a casa, è qualcosa che mi fa venire i brividi

Ho affiancato Nicole Pallado nei suoi progetti: è qualcosa di favoloso. L’ho accompagnata a Verona, dove ha tenuto il suo primo meet and greet. Ed io ero là, come make-up Artist. Che lei mi consideri, che mi coinvolga nei suoi progetti, questo mi fa felice. Al suo nuovo video ho partecipato sia come modella che come truccatrice. Ho fatto da modella anche per Mulac. Sto raggiungendo tanti traguardi che non mi sarei mai immaginata. Mi sono sempre chiesta come si sentissero le persone che hanno molto seguito. Io mi ritengo fortunata, a volte ci sono persone che ti seguono per farti del male, per fare odio mediatico, invece io sono circondata di affetto e stima. A volte mi commuovo di fronte a certi messaggi che ricevo”

Il mio sogno, ad oggi, è di lanciare il mio brand di make-up. Adesso sto lavorando a dei corsi: voglio proporre dei corsi per imparare a truccarsi per diverse occasioni: matrimoni, serate… Vorrei aiutare le persona a capire come truccarsi al meglio”

Ci sono occasioni che mi capitano e sono fantastiche. Ho conosciuto molte persone, come per esempio Giorgio Piva, cui sono piaciuta e mi ha proposto a Soleil.  Gli sono molto grata. La stranezza risiede, più che altro, nel fatto di non aver avuto un progresso graduale. L’anno scorso truccavo la mia vicina di casa, quest’anno trucco Soleil. È una soddisfazione enorme e mi auguro che sia sempre così. Vado a letto contenta, con la volontà di ringraziare la me stessa del passato

Il supporto che ricevo da mia madre e mia sorella è fondamentale. Questo è stato uno dei motivi per cui non ho voluto traferirmi a Milano. Voglio ringraziare Edoardo – il mio fidanzato – che si è impegnato ad accompagnarmi a Milano e, quando gli dicevo che non ce la facevo più, che ero troppo stressata, mi ricordava i miei obiettivi. È stata la mia colonna portante, senza di lui non ce l’avrei fatta. Ho sempre avuto un carattere impulsivo, mi dispero facilmente. Lui è il mio contrario, è pacato e tranquillo. Mi ha insegnato moltissimo”

Vorrei poter essere di aiuto e d’ispirazione per tutte le persone che vivono una situazione simile alla mia. So cosa significhi, so come ci si senta. Spesso, purtroppo, i primi a scoraggiare i giovani sono proprio i familiari. Io, fortunatamente, provengo da un contesto assolutamente positivo. Se vogliamo davvero una cosa, la otteniamo. Io sono sicura che se si vuole qualcosa intensamente, la si riesce ad ottenere. Spero che chi vive con questo peso – con il quale ho vissuto anche io – possa trovare il coraggio di intraprendere i loro percorsi e sogni, di iniziare ad essere felici

Giada Zuccarelli Padova Stories

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