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Giuseppe Toffoli
(Ottica Toffoli)

L’occhiale da vista è l’estensione del proprio viso e rispecchia la personalità di chi lo indossa: è seguendo questa idea che Giuseppe Toffoli concepisce le sue creazioni. L’ottica Toffoli infatti non è solo un negozio di occhiali, ma anche un laboratorio creativo dove le montature vengono realizzate su misura per ogni cliente.

Giuseppe Toffoli Padova Stories

“L’attività di famiglia nasce nel ‘74 qui a Padova, ma siamo originari del Cadore. Abbiamo gli occhiali nel DNA. Dal 2008 ho preso in mano la gestione del negozio e sono l’unico dei miei fratelli ad aver continuato l’attività di famiglia. Abbiamo avuto più negozi oltre a questo: a Cadoneghe, a Piazzola, a Carmignano, ma fondamentalmente il cuore della nostra attività è sempre stata in Arcella”

“L’ottica in Arcella è nata chiamandosi ottica San Carlo, nome dedicato al quartiere. Con il tempo i primi due negozi che avevamo si sono unificati sotto lo stesso nome e li abbiamo chiamati entrambi Ottica Toffoli. L’Ottica Toffoli di Cadoneghe non è più nostra, ma i dipendenti che hanno rilevato il negozio hanno mantenuto il nome”

“Noi creiamo occhiali su misura. Questo modello di business nasce dalla richiesta del mercato, dal trend del fatto a mano, dall’originalità e dalla mia voglia di fare qualcosa di diverso dal solito. Ho intrapreso un percorso di formazione personale per capire non solo la vendita dell’occhiale, ma anche com’era fatto. Quindi ho iniziato a produrre occhiali originali su misura, partendo dalla carta, dall’idea, dal disegno fino all’occhiale finito”

Per realizzare le montature utilizziamo acetato, corno di bufalo, legno, oro e argento. Possiamo ricavare degli occhiali anche dai tappi in bottiglia, con un processo di fusione a caldo. Il hdpe è il polietilene ad alta intensità ed è un materiale che si può riciclare molto facilmente. Dai tappi di bottiglia otteniamo delle tavolette omogenee e possiamo colorarle in diversa tonalità: possiamo realizzare un marmorino di qualsiasi colore o una tinta unita, in base alla colorazione dei tappi. E’ un materiale che ha le stesse caratteristiche fisiche dell’acetato di cellulosa, i tappi che selezioniamo sono quelli di plastica per gli alimenti, che quindi possono stare a contatto con la pelle. Scartiamo materiali che vengono utilizzati per il contenimento di detersivi e saponi, così da essere sicuri di avere in mano una buona filiera di materie prime. Dalla tavoletta poi riusciamo ad ottenere l’occhiale: da 100 tappi riusciamo ad ottenere una montatura!”

“Ho dovuto fare delle scelte, nel momento in cui ho deciso di intraprendere questo processo di produzione: arrangiarmi manualmente in tutta la produzione degli occhiali oppure creare un connubio tra quelle che sono le tecnologie attuali e quelle del saper fare a mano”

“Avrei potuto scegliere di tagliare a mano con il seghetto e piano piano modellare la montatura, ma ho preferito scegliere un approccio un po’ più preciso: disegno l’occhiale al computer e lo faccio tagliare da un pantografo. La finitura però viene fatta tutta a mano: la ripresa delle curve, gli smussi, la lucidatura, il montaggio e l’assemblaggio”

“Mi sta bene utilizzare delle macchine moderne per realizzare il prodotto, ma la scelta, la definizione, le decisioni che si prendono prima e dopo, devono essere fisiche. Il cliente deve avere la possibilità di venire consigliato. Non eseguo la scansione del volto, perderei il gusto dell’artigianalità. Anziché effettuare una scansione del viso, prendo le misure con i miei calibri, che è un po’ come andare dal sarto”

“In un occhiale comanda la lente: determinati tipi di occhiali non possono ospitare una lente troppo grossa, perciò posso realizzare una montatura più spessa, che esteticamente non disturba e quindi può nascondere lo spessore della lente. Questo è il bello di realizzare occhiali su misura” 

“Produciamo tre differenti linee d’occhiali:
ready to wear, realizzati da noi e già pronti all’uso;

taylor made: partiamo da un occhiale già esistente e andiamo a modellarlo sul viso del cliente;
bespoke: si fa una valutazione della forma del viso, si crea un occhiale che valuta tutti gli elementi estetici del volto e il gusto del cliente, in pratica si disegna l’occhiale ideale”

“Un esempio di taylor made è questo: un ragazzo di Asolo ci portò una sua vecchia montatura rotta e completamente rovinata. Voleva che realizzassimo l’occhiale identico a quello portato, poiché ci teneva davvero molto. Gli consigliai di farla leggermente più grande, perché per il suo viso era piccola. Ho da una parte restaurato il suo vecchio occhiale al quale era affezionato e dall’altra abbiamo realizzato un occhiale nuovo sulla falsariga di quello che aveva già, migliorandolo in base alla fisionomia del suo viso. Indossato era perfetto” 

“Per una ragazza abbiamo realizzato un occhiale trasparente con dentro tutti i nomi delle località del mondo che aveva visitato”

“Il bespoke letteralmente vuol dire fatto su misura. Bisogna capire i gusti dei clienti, il carattere, quali colori piacciono loro. È necessario valutare la forma del viso, ci sono delle regole razionali da seguire: la posizione d’appoggio sul naso, la posizione degli occhi, le sopracciglia, la forma del viso. Si disegna in base alla caratteristiche del viso del cliente.
Come funziona? Disegno l’occhiale, simulandone la forma sulla foto in 2D. Poi si va a scegliere insieme al cliente cosa piace di più

“Le persone famose e di spettacolo sono quelle più coerenti. Hanno sempre gli stessi occhiali. Quando si arriva alla forma che si sposa bene con il proprio volto non si riesce più a cambiare”

“Facciamo una valutazione estetica, che arriva a diventare una consulenza di immagine e di armocromia. Scegliamo il colore dell’occhiale in base all’incarnato e al sottotono. Abbiamo tutti i drappi per fare le prove, per scegliere la palette di colori giusti per la propria montatura”

“Il lavoro che c’è dietro alla realizzazione di un occhiale su misura è veramente importante”

“Da ragazzo non pensavo che avrei fatto questo lavoro. Sono entrato in azienda di famiglia e ho iniziato ad applicare le lenti a contatto, ho studiato contattologia, realizzando anche un software di progettazione. Tutte le  lenti a contatto che ho in negozio, a parte quelle usa e getta, sono progettate da me”

“I grossi gruppi di occhialeria hanno portato via un po’ il mestiere originale dell’ottico. L’artigianalità è venuta meno a fronte del commercio dell’occhiale pronto. In Italia è nata la produzione dell’occhiale artigianale in Cadore, ma è stata fagocitata dalla grossa industria. Io ho origini abbastanza strette nella produzione degli occhiali: mio zio realizzava occhiali nel Cadore con una azienda chiamata Metalflex, che ha avviato poi Del Vecchio con la sua produzione di Luxottica. L’inizio della carriera di Del Vecchio nasce sotto le ali di mio zio”

“In Francia esistono la scuola di ottica e la scuola di occhialeria “Ecole de Lunetiers”. Esiste perciò una scuola per imparare a creare gli occhiali, cosa che in Italia non c’è. In Italia si diventa ottici, non occhialai, quest’ultimo è un termine che ha preso quasi una connotazione dispregiativa. Mentre in Francia il “Lunetiers” è quello che realizza l’occhiale dentro il negozio di ottica, perciò in Francia è possibile trovare queste due figure distinte, l’ottico e l’occhialaio”

“Ho riscoperto un mestiere che sembrava morto. Vi assicuro che quando consegno un occhiale realizzato a mano per un cliente, il quale ha contribuito emotivamente con le sue idee alla sua realizzazione…quello è un momento meraviglioso”

“Per me è sempre una questione di voler fare qualcosa e volerla fare bene. Quando mi viene in mente un’idea, prima la studio. All’inizio c’è sempre un lavoro di ricerca. Ogni singolo occhiale che andiamo a disegnare si porta sempre dietro uno studio storico, di mode passate, di forme e stili”

“Dal punto di vista del design, dagli anni 50 in poi inizia la moda degli occhiali. Verso fine anni 70 sono entrate di peso le grandi firme: la moda degli occhiali di marca è iniziata con i brand e quindi dagli anni 70/80”

“Una mia grande passione è la fotografia: ho una bellissima collezione di macchine fotografiche in legno e di obiettivi in ottone e vetro. Mi piace la fotografia antica, prepararmi le lastre di vetro da utilizzare con le macchine fotografiche in legno. Ho imparato ad utilizzare il collodio umido con Alex Timmermans, sono andato fino in Olanda ad imparare la tecnica. Ho anche scattato una serie di foto di Padova con la camera oscura nel furgone che poi abbiamo esposto al Pedrocchi”

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