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LupeBasket
(Alberto Antonello)

Il basket forma gli animi, insegnando loro la capacità di sentirsi parte di un tutto, lottando per un fine comune. Alberto Antonello ci ha raccontato il suo percorso all’interno di questo sport e, nello specifico, la sua speciale relazione con le Lupe – società di San Martino di Lupari.

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Sono Alberto Antonello, Marketing & Communication Manager Lupebasket. Ho avuto la fortuna di nascere e crescere a San Martino di Lupari, un piccolo paese in provincia di Padova. Può essere considerata una sfortuna vivere un po’ ai margini dei grandi centri, per me è stata, però, anche una fortuna: si possono vivere esperienze inaspettate. Dal 1979 San Martino di Lupari detiene una storia di basket femminile sui generis. Non essendo uno sport molto praticato in generale, questo paese ha potuto da sempre fungere da centro aggregatore per tante giocatrici, anche provenienti da paesi circostanti”

Dal punto di vista di un giovane, crescere in un contesto sportivo è stato sicuramente un vantaggio. Sono passato dal praticare l’attività sportiva, immergendomi nei valori che quello sport porta avanti, al diventare allenatore, cercando di trasmettere proprio quei valori che avevo appreso. È stato Francesco Cordiano – storico Presidente e attualmente Presidente Onorario delle Lupe – a spingermi in questo contesto, mettendomi fin da giovane in palestra a lavorare al fianco degli allenatori più esperti e preparati, permettendomi di crescere come persona e come coach. Allo stesso modo Vittorio Giuriati, attuale Presidente in carica dal 2013, mi ha dato l’incarico di assistant coach in A1 nella stagione 2014/2015, dandomi la possibilità di vivere un’esperienza impagabile”

“Nella nostra realtà molto spesso i dirigenti scelgono, sin da molto giovani, quei ragazzi più portati che possono diventare allenatori, facendoli imparare dai più “anziani”, proprio come è stato nel mio caso. A volte gli incarichi possono sembrare troppo grandi rispetto alle proprie capacità ed esperienze effettive, ma è proprio lì che avviene lo step di crescita: quando occorre farsi carico di queste responsabilità, in un contesto che ti offre la possibilità di sbagliare e ti insegna a correggerti subito

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“Per me da cosa è nata cosa: sono stato un allenatore per dodici anni, con qualche piccola pausa in mezzo. Dopo aver smesso, a causa di impegni lavorativi, ho sempre cercato di rimanere connesso alla famiglia Lupebasket, fornendo il mio aiuto a livello organizzativo, di comunicazione, di eventi o per progetti speciali. Quest’anno ho voluto fare uno step i più, ufficializzando assieme al Presidente, il mio ruolo, dedicando ancor più tempo ed energie alla causa. Nello specifico con il supporto, per diverse attività, di “NOOO“, agenzia di comunicazione di cui sono Brand Manager”

Uno dei miei compiti è quello accrescere la visibilità del nostro lavoro agli occhi degli sponsor, delle istituzioni e degli altri addetti ai lavori – sia a livello nazionale che locale – con il fine di far conoscere al meglio tutte le attività della nostra società. Instaurare sempre nuovi rapporti di sponsorship con le aziende è il motore economico della società, dal momento che non siamo supportati da nessuna proprietà finanziatrice, come magari accade in altri sport. Dobbiamo riuscire ogni anno, attraverso queste attività di sponsorizzazione, a garantire la sussistenza della società. Non finiremo mai di ringraziare e di coinvolgere nel nostro contesto, tutte le aziende – dalle più grandi alle più piccole – che in ogni stagione ci supportano”

“Vorrei mettere da parte la mia figura, concentrandomi su Francesco e Vittorio – che noi chiamiamo “Lele”. Loro sono i principali artefici di questa storia. Chiaramente, la lista di persone che tutti i giorni contribuiscono a rendere speciale questo luogo – sia dal punto di vista tecnico ed organizzativo che umano – sarebbe lunghissima. Ognuno di noi è un mattoncino che, alla lunga, va a costituire un saldo e stabile muro 

Al di là delle favole, si tratta di una macchina organizzativa molto complessa: stiamo parlando di una società che presenta una squadra in serie A1 da dieci anni, altre in serie B, serie C e in Promozione. Svolgiamo anche un cosiddetto “lavoro dal basso”, reclutando anche molti bambini e bambine, che vanno a formare le squadre del Settore Giovanile e del “Minibasket”, due asset societari fondamentali che vedono l’impegno di una forte organizzazione e di tante persone che vi si dedicano con una passione incredibile”

“La nostra realtà oggi non è composta soltanto da persone prettamente “locali”. Con il tempo e con la salita della prima squadra in A2 nel 2008 e in A1 nel 2013, il tasso di professionalizzazione è chiaramente salito. Non solo nel gruppo squadra – che conta oggi su quattro giocatrici straniere e un gruppo di italiane provenienti da diverse regioni – ma anche nello staff tecnico. L’head coach della serie A1 L – Lorenzo “Lollo” Serventi – ha alle spalle una densa carriera su diverse panchine di prestigio di società di basket femminile italiano, oltre ad aver avuto importanti esperienze anche nel maschile. Anche il nostro settore “Minibasket” può contare su una figura professionista, quella di Martina Mannu – Responsabile Tecnico – che è arrivata all’inizio stagione dalla Sardegna”

Il fiore all’occhiello della società è sicuramente la squadra in A1, sponsorizzata da ben 22 anni da Fila Solutions, azienda internazionale di San Martino che si occupa di prodotti di detergenza industriale. Con questa squadra, dal 2014, raggiungiamo sempre i playoff, rimanendo nella ristretta cerchia delle prime 8-10 squadre a livello nazionale. La squadra ogni anno cambia il suo assetto: ci sono giocatrici che rimangono, che escono per giocare altrove, altre ancora che arrivano per sostituirle. Come detto, le giocatrici arrivano da diverse parti del nostro paese, come da altre nazioni. È fantastico sapere che la squadra di un piccolo paesino, come è San Martino di Lupari, possa ospitare una tale multiculturalità. Le giocatrici che vengono da distante si trasferiscono qui, vivendo e integrandosi nel nostro microcosmo locale. Allo stesso modo, abbiamo giocatrici del settore giovanile che arrivano da fuori regione, si stabiliscono in altre famiglie o in foresteria e continuano gli studi nelle scuole superiori locali. Il loro obiettivo è di migliorare e crescere nel mondo delle Lupe, per realizzare il sogno di diventare giocatrici professioniste, con noi o altrove

È una legge del mercato: le giocatrici purtroppo devono cambiare spesso, anche se alcune di loro sono rimaste con noi negli anni. Alcune giocatrici straniere sono rimaste per molto tempo, altre sono ritornate dopo un periodo di cambiamento, altre ancora hanno giocato per poco ma – grazie all’esperienza qui – sono riuscite ad ottenere contatti prestigiosi in Italia e all’estero. Quel che resta è la bandiera: i colori e il mood delle Lupe. Siamo una grande famiglia e, allo stesso tempo, un team di professionisti”.

Il campionato di A1 è, come sempre, molto competitivo. Si cerca sempre di combattere e di lottare contro squadre più forti e più organizzate, quantomeno a livello di budget. I nomi dei più grandi? La Famila Schio, che vince da più di un decennio in Italia, la Virtus Bologna, che ha anche la squadra in A1 maschile, o la Reyer Venezia, anche questa con l’A1 maschile. Queste società hanno budget ben più importanti dei nostri. Però è bello essere appena sotto di loro e, talvolta, riuscire anche vincere”

Le ragazze arrivano qui per giocare a basket, semplicemente. Seguono la loro passione e sono messe nella condizione di svilupparla al meglio. Venire qui, per le giocatrici, significa affiancare all’ambito personale, un ambito sportivo altrettanto “intimo” e curato. Creiamo un luogo dove si possano avere le occasioni e le formazioni per performare bene, accanto alla possibilità di vivere la città e la quotidianità in modo sereno. Per chi arriva dall’estero o da lontano, questo è un grandissimo punto di forza. A livello locale siamo molto apprezzati: il palazzetto di San Martino è sempre stato riconosciuto dal paese come un luogo di grande passione e di grande presenza. Negli anni abbiamo brandizzato il palazzetto: ad oggi si chiama “Palalupe”. Le partite richiamano quasi sempre tre le 500 e le 800 persone, creando un clima davvero caloroso ed appassionato, nel pieno rispetto degli avversari e dei valori sportivi”

“Non è semplice trovare così tanta costanza e partecipazione: il basket maschile è molto più seguito, soprattutto a livello nazionale. Stiamo lavorando affinché questo cambi, per essere sempre più presenti e riconosciuti come realtà che opera nel settore femminile

“Il basket è uno sport molto bello. È immersivo, di contatto, a tutto campo, strutturato con grande ritmo. In più, è un’attività sportiva spettacolarizzata, resa famosa dal retaggio culturale musicale e cinematografico. Non si tratta di uno sport particolarmente selettivo: se ci si allena costantemente si può diventare bravi. Qui c’è spazio per tutti. È un ambito sportivo che accresce, soprattutto tra i più giovani, la sensibilità per importanti valori: questo soprattutto perché si impara a giocare non solo per sé stessi, ma per la totalità della squadra

“Il basket femminile sta prendendo piede in questi anni, anche se lentamente. Il fatto che ci sia muova a livello sociale sul tema delll’empowerment femminile fa sì che il nostro ambito sia, chiaramente, più in vista ed apprezzato. Speriamo che ci sia una crescita costante, sia a livello di attenzione mediatica che come impegno economico da parte degli sponsor. Apprezziamo quando le attività finanziatrici si espongono su questi temi, le scegliamo molto più volentieri. Siamo sia narratori che spettatori di storie di successo al femminile: noi cerchiamo di mettere le bambine e le ragazze nella condizione di farcela. A prescindere dalla squadra in cui giocano, si tratta di valorizzarle al meglio e metterle nella condizione di avere tutte le possibilità aperte. Ci sono state ragazze che hanno iniziato con noi e poi sono state chiamate in nazionale o all’estero: è stata una grande soddisfazione”

Ci chiamiamo “Lupe” perché siamo a San Martino di Lupari. Le hanno sempre chiamato “Lupe”, da quando – negli anni ’90 – si giocava in serie C o in serie B. Poi, ovviamente, ci siamo identificati con lo spirito insito in questa denominazione. I lupi – le lupe in questo caso – sanno adeguarsi a tutte le situazioni, lottano nel momento della difficoltà, si destreggiano in qualsiasi condizione e – infine – si muovono in branco. Tutte insieme sono una sola. Proprio come all’interno di un branco, in ogni squadra le più esperte hanno la funzione di guida per le più giovani, sia a livello tecnico che umano”

Vogliamo continuare ad essere un riferimento locale e nazionale per il basket femminile, facendo sempre meglio. Sogniamo in grande, anche se con la giusta dose di realismo e umiltà. Vorrei che, in futuro, il palazzetto potesse ospitare un gagliardetto, in stile americano, in onore di qualche vittoria. Ambire ai traguardi sportivi è giusto, ci spinge ad essere sempre migliori. Oggi ad esempio, fuori dal nostro Palazzetto, è esposto lo scudetto vinto con l’Under 17 nel 2017: un traguardo di cui siamo molto fieri. I trofei e le vittorie appagano, ma non ci fanno dimenticare la sostanza della nostra realtà, fatta di lavoro, valori e atti concreti. È chiaro: una buona dose di sogni da realizzare è necessaria, non deve mai mancare”

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