Matteo Strukul

Il Veneto rappresenta, secondo Matteo Strukul, un teatro narrativo potentissimo, fatto di arte, storia e bellezza. Grazie ai suoi romanzi storici, in cui, come dice lui stesso, ama immaginare, creare o ricreare mondi, Matteo racconta il nostro territorio, valorizzandone l’immensa eredità culturale di cui spesso lettori e lettrici non sono consapevoli.

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Io sono Matteo Strukul e sono uno scrittore di romanzi storici. Il mio percorso di scrittura è cominciato tanti anni fa, con un lavoro da Meridiano Zero, una casa editrice che si occupava di noir qui a Padova, grazie al quale ho conosciuto Massimo Carlotto. Nel frattempo avevo fondato anche un movimento letterario, Sugarpulp, con cui ho pubblicato nel 2011 il mio primo libro, un romanzo di pulp fiction intitolato “La ballata di Mila”, che aveva come protagonista una cacciatrice di taglie del Veneto. Da lì è cominciata la mia carriera, che è arrivata effettivamente al successo nel 2016 con la tetralogia de “I Medici”. Nel tempo la mia produzione è cambiata, sono passato da trame più noir e di pulp fiction a trame invece più da romanzo d’avventura e romanzo storico, che è poi diventato il mio marchio di fabbrica. I miei studi giuridici mi hanno insegnato un metodo, che io poi ho applicato alla mia passione per la storia, che mi permette di distillare ciò che è veramente importante: quando si scrive un romanzo efficace e coinvolgente, è necessario coinvolgere lettrici e lettori senza sommergerli di riferimenti storici, che sarebbero invece più adatti a un saggio”

Il passaggio dal genere noir al romanzo storico è stato graduale. Dopo i miei primi romanzi di pulp fiction, che riflettevano le mie urgenze un po’ “ribelli” e “rock and roll”, ho scritto “La giostra dei fiori spezzati”, un thriller ambientato a Padova nell’Ottocento, che aveva come protagonista un serial killer ispirato alla figura di Jack The Ripper. Questo libro, che conteneva elementi macabri e oscuri, consegnava alla città di Padova una dimensione molto diversa, più gotica. Ha avuto un ottimo riscontro dal pubblico, anche perché molto radicato territorialmente, e per me ha rappresentato un anello di congiunzione tra il noir e il romanzo storico. Da lì, il passo per arrivare a “I Medici” è stato breve: avevo sperimentato il romanzo storico e d’avventura nella mia città e a quel punto, dopo aver studiato il Rinascimento, ero pronto per scrivere questa saga in quattro parti, che poi ha avuto una grande fortuna”

Sui Medici avevo letto una grande quantità di saggistica e monografie ma non esistevano romanzi e questo mi faceva un po’ specie perché si tratta della famiglia più importante del Rinascimento. Ho cominciato a scrivere una sinossi e quando l’ho portata con i miei agenti all’editore di Newton Compton, lui stava riflettendo sul pubblicare qualcosa di questo genere perché di lì a poco sarebbe uscita la serie Rai e HBO. C’è stata quasi una congiuntura astrale. Il mio primo libro della serie, “Una dinastia al potere”, è stato pubblicato quindi contemporaneamente alla serie tv e sicuramente ne ha beneficiato, è entrato subito in classifica. Altri due romanzi, “Un uomo al potere” e “Una regina al potere” sono poi usciti in un tempo molto breve, li avevo scritti uno dietro l’altro. Paradossalmente, sono rimasti in classifica anche tutto l’anno successivo, nel 2017, che è stato lo stesso anno in cui ho vinto il Premio Bancarella, un premio letterario importantissimo, che per intenderci hanno vinto anche Eco, Follet ed Hemingway. A quel punto, l’interesse nei confronti dei miei libri era talmente grande che ho scritto e pubblicato anche il quarto, “Decadenza di una famiglia”, con il quale abbiamo completato la saga: duecento anni di storia in milletrecento pagine. I libri sono poi stati tradotti in quindici lingue e io nel giro di nove mesi mi sono ritrovato a essere un autore di bestseller

“Quando si ottiene il successo, la vera cosa difficile poi è riuscire a mantenerlo. Dopo aver parlato dei Medici, avevo voglia di tornare a raccontare il mio territorio, il Veneto. Infatti il primo romanzo che è uscito dopo la saga, con Mondadori, è “Giacomo Casanova”, in cui racconto Venezia. In tempi più recenti ho dedicato invece una saga di tre parti a Canaletto, il terzo titolo uscirà a maggio. Continua quindi questo mio lavoro sul nostro territorio, che secondo me ha moltissimo da offrire in termini di arte, bellezza e passato glorioso, pensando a tutti gli artisti che lo hanno abitato. Ed ecco, provare a celebrare il Veneto con una visione legata all’eredità di arte e bellezza che gli appartiene mi è sembrata una chiave interessante e devo dire anche giusta, vista la risposta straordinaria da parte del pubblico. Per questo stesso motivo recentemente ho pubblicato un altro romanzo, quest’ultimo dedicato a Palladio, ambientato nella Vicenza rinascimentale, in un mondo di formidabile potenza evocativa. Posso dire che questo ritorno alla terra è diventato il mio marchio di fabbrica, penso di essere uno dei pochi autori veneti a raccontare il nostro territorio in una chiave che prova a riappropriarsi di questa eredità culturale e artistica di cui non siamo abbastanza consapevoli. Questa modalità narrativa è molto apprezzata da lettrici e lettori, i risultati si vedono nelle vendite sia a livello nazionale che internazionale”

Un altro filone nella mia produzione riguarda le figure femminili nella storia, mi riferisco in particolare a due romanzi. Il primo ha come protagonisti Paolo e Francesca ed è una rilettura dei fatti del canto V della Divina Commedia di Dante, che narra la storia d’amore tra Francesca da Rimini e Paolo Malatesta. Questo romanzo, immaginato per un pubblico più giovane, è stato un piccolo fenomeno su TikTok. Il secondo invece, uscito di recente, è dedicato alla monaca di Monza”

Il fenomeno delle BookToker su TikTok è diventato sicuramente una realtà, un fenomeno assolutamente interessante da conoscere, da comprendere e con cui avere a che fare per immaginare un futuro dell’editoria. È talmente di successo che ad oggi in ogni libreria c’è una sezione dedicata all’ hashtag #BookTok. Infatti i due romanzi di cui parlavo prima, “Paolo e Francesca” e “Marianna. Io sono la monaca di Monza” sono stati entrambi pubblicati da Nord Sud, un marchio di Salani Editore, che lavora di più per questo tipo di pubblico. Lo stesso editore ha pubblicato ad esempio “Il Fabbricante di Lacrime”, un grande successo su BookTok, ma anche tanti altri romanzi. È lo stesso editore di Felicia Kinglsey, che è stata il fenomeno dell’anno scorso, l’autrice più venduta di tutti con un milione di copie in un anno”

“È evidente che è un tema che va tenuto presente, e che personalmente saluto con grande affetto perché ciò che emerge da BookTok è questo: lettori e lettrici sono sinceramente appassionati di un certo tipo di narrativa e condividono la propria passione leggendo i libri e incontrando le proprie beniamine. Si tratta di un segmento di mercato forte, a matrice prevalentemente femminile, rispetto al quale io non mi sono mai voluto chiamare fuori. I due romanzi di cui parlavo prima vanno esattamente in questa direzione, mettendo al centro personaggi femminili storici. Mi è capitato di fare presentazioni con giovani BookToker: cito per tutte Magsbook, che è una delle più seguite. Con lei ho presentato “Marianna. Io sono la monaca di Monza” a Milano ed è stato molto interessante perché si tratta di un tipo di conversazione completamente diverso, che mette due generazioni a confronto. Penso che questo sia il bello del lavoro, provare a rinnovarsi e a conoscere qualcosa di nuovo e stimolante. È un fenomeno che secondo me ha fatto bene al mondo del libro, non bisogna pensare alle vendite come a qualcosa di demoniaco, anche se molti hanno questo atteggiamento. E poi si tratta di un mondo molto variegato, in cui ha trovato posto anche il retelling mitologico, come ad esempio “La canzone di Achille” o “Circe”, o dei grandi classici della letteratura”

Quando comincio a scrivere un libro, parto sempre da un fatto curioso, oppure da un personaggio che penso non sia stato affrontato, o perlomeno non abbastanza, e che secondo me vale la pena raccontare. Comincio quindi a collezionare testi, dalle monografie ai saggi, e poi ovviamente viaggio sempre nel luogo scelto, per vivere il territorio e provare a vederlo attraverso gli occhi dei personaggi. Dopo aver svolto la ricerca sulle fonti e sul campo, scrivo un mio soggetto, una piccola sinossi di quattro o cinque pagine in cui immagino un po’ alla volta i vari snodi della storia e costruisco così la mia trama. A quel punto, immaginando che ci sia un contratto e che quindi il libro venga messo a budget, comincio a scrivere. Quando arrivo alla stesura completa, nella versione più pulita possibile, entra in gioco un editor che aiuta a sciogliere qualche passaggio farraginoso o a controllare le ripetizioni, anche di concetto. Terminato l’editing si fa un doppio giro di bozze in cui vengono corretti i refusi e la punteggiatura, e poi il libro può andare in stampa. Una volta che è in libreria, inizia la parte dedicata alla promozione dal vivo con il tour e alla promozione sui social”

Non sono contrario al concetto di autopubblicazione. Concretamente, molti editori con cui lavoro cercano nuove scrittrici o scrittori nelle piattaforme di autopubblicazione e anzi, credo che anche fenomeni di successo come Felicia Kingsley ed Erin Doom siano nati in questo modo. Questa può essere una strada per chi vuole iniziare a scrivere, il confronto con i social è ormai necessario. Per chi invece è più tradizionalista e ama i classici, consiglio di continuare a leggere i propri autori preferiti e provare a costruire una propria scrittura su di loro. Questo aiuta a imparare dei modi di scrivere e delle formule che poi un po’ alla volta possono entrare nella genetica dello scrittore. L’altro consiglio che mi sento di dare è la lettura deIl viaggio dell’eroedi Vogler, che dà un metodo di scrittura ed elementi utili per riuscire a costruire una storia. Il tema del viaggio è il tema di tutti i libri. Ogni libro è un viaggio geografico, un viaggio interiore o un viaggio di formazione. Dall’altra parte però, prima di tutto, sono necessari stile e correttezza della lingua. Un’ulteriore strada riguarda l’autobiografismo, ma personalmente sono un autore che immagina, crea o ricrea dei mondi; è importante capire che tipo di scrittore si vuole essere”

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