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Nane della Giulia

Vecchie foto, dipinti, vinili, menù scritto a mano: l’Osteria Nane della Giulia è un ambiente intessuto di storia, arredato con oggetti che raccontano le vicende di tutti coloro che qui sono transitati. Memoria di incontri e separazioni, momenti tristi e gioiosi: uno specchio della città di Padova, con i volti e le storie di tutte le persone che l’hanno popolata. Davanti ad un piatto caldo della tradizione veneta o bevendo un goto de vin: sogniamo il futuro gustando il passato!

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Nicolò Marachin:
“Mi chiamo Nicolò Marachin e sono lo chef dell’Osteria Nane della Giulia”

Il nostro locale è un punto fermo per i padovani, uno dei luoghi irrinunciabili nelle tappe di chiunque provenga da fuori città. Tutti coloro che hanno studiato e si sono laureati a Padova sono passati di qui. Molti oggetti che abbiamo nel locale ci sono stati regalati dagli studenti dell’Università di Padova, fino dagli anni sessanta. Il nostro locale era un punto di ritrovo per i goliardi, spesso utilizzato per “processare” gli aspiranti. Questo stabile fa parte della Scuola della Carità: le proprietà sono separate, ma sopra di noi si trova proprio la bellissima sala affrescata”

“Nane” è il diminutivo di Giovanni, il marito di Giulia. Quando si diceva: “Andiamo dalle Nane!”, si aggiungeva “Della Giulia” per riferirsi a sua moglie. Alla fine tutti lo chiamavano “Le Nane delle Giulia”. In base ai racconti che mi sono arrivati, penso che questo fosse un posto molto fumoso. Giulia passava fra i tavoli con il formaggio nel mascone e lo distribuiva. Era un’osteria alla mano, un posto dove le persone entravano per sfamarsi, bere e ritrovarsi”

“Ho iniziato a lavorare qui nel 2005. All’epoca le cose erano già parecchio cambiate, tranne per la possibilità di fumare all’interno. Nel corso del tempo abbiamo mantenuto i piatti della tradizione veneta, talvolta aggiungendo un tocco moderno. Acquistiamo i nostri prodotti al mercato in Piazza delle Erbe e sotto il Salone. Offriamo una cucina semplice, regionale, con uno standard di qualità molto elevato. I piatti sono tradizionali e stagionali, variano in base ai prodotti del territorio. Ovviamente, manteniamo alcuni piatti fissi: quelli della tradizione. Il musso, i fegatini, le sarde in saor, la trippa, il polastro (pollo cotto nel vino rosso con grappa e funghi secchi), il baccalà mantecato, la pasta e fagioli alla veneta: questi non cambiano mai e sono sempre presenti. Proponiamo una selezione di vini provenienti dalla zona del nord-est: veneti, friulani e trentini”

“Le fotografie appese ai muri sono state collezionate negli anni, acquistandole ai mercatini. I tavoli, il legno delle pareti e il bancone sono pezzi storici. Mi è sempre piaciuto molto mangiare: ad un certo punto mi sono convinto ad imparare questo mestiere. Ho iniziato a cucinare e sono venuto qui: Monica mi ha insegnato la professione e, alla fine, ho preso in mano la gestione del locale. La mia formazione è avvenuta sul campo: ho fatto la gavetta all’interno delle cucine, iniziando come lavapiatti da ragazzino”

“In questo locale abbiamo assistito al cambio generazionale: i nonni hanno portato i nipoti, i genitori hanno portato i figli, e così via di generazione in generazione”

“La forza di questo locale risiede nell’aver scelto di rimanere fedeli alla tradizione. In giro per Padova è possibile notare come moltissime vecchie osterie vengano sostituite da ristoranti appartenenti alle grandi catene. Il cambiamento è importante, ma ritengo fondamentale che la città possa offrire anche qualcosa di storico. Abbiamo bisogno di locali che raccontino la storia antica di Padova! Nane della Giulia ha sempre perseverato nel portare avanti questo progetto di ristorazione

“Il locale è caratterizzato da un’atmosfera estremamente rilassata. Teniamo le luci spente e le candele accese: vogliamo che le persone trovino un luogo dove potersi sedere in tranquillità e godersi il momento”

“Sono appassionato di vecchie osterie, di posti che raccontano il passato della propria città. Quando visito un nuovo posto, vado sempre alla ricerca di locali che ne esprimano la storia e l’essenza attraverso il cibo. La forza di questi luoghi consiste nel saper proporre un viaggio nel tempo al cliente”

Lavoro qui da vent’anni e sono felice: credo in questo luogo e non voglio lasciarlo. Rimpiango di non aver fatto più esperienze in gioventù: avrei voluto girare il mondo e imparare diversi modi di fare cucina, per poi tornare con una conoscenza maggiore”

“Non mi dispiacerebbe se, in futuro, il locale potesse lavorare anche durante il giorno. Vorrei che potesse diventare un luogo di ritrovo per gli universitari, un posto dove poter fare aperitivo. Verrei volentieri anche io, se non dovessi lavorare! (Ride)”

“La saletta nel retro del locale è molto intima. Il fascino del camino è sempre molto apprezzato, lo rende un luogo storicamente molto romantico. Assistiamo ad amori che nascono e, purtroppo, ad altri che muoiono. È statisticamente sicuro: almeno una coppia si lascia a San Valentino!

“Molte persone ci scelgono come luogo per il primo appuntamento: sicuramente facciamo colpo!”

Monica Voltolina:
“Nane della Giulia è l’osteria più antica di Padova. La prima licenza scritta del locale risale al 1870, anche se sembra che fosse attivo anche da prima. Come datazione storica, ci possiamo allineare al Pedrocchi. Non è chiaro se il nome sia nato con la prima versione ottocentesca del locale, o se risalga agli anni ’40. “Nane della Giulia” proviene da una frase in dialetto poi italianizzata: “‘ndemo da Nane dea Giulia”. In tutti i passaggi avvenuti, il nome è rimasto una costante irremovibile”

“Dagli anni ’40 agli anni ’60 l’osteria è stata gestita da Giovanni e Giulia. In base alle mie ricerche, penso siano rimasti più a lungo, forse fino agli anni ’70”

“Negli anni ’80 il locale è stato preso in gestione da un collettivo di professori universitari. Questa gestione ha apportato delle modifiche strutturali al locale, travisandone l’essenza. Lo stile risalente agli ‘anni 50 era quasi scomparso”

“Successivamente, i professori hanno ceduto l’osteria a due calabresi. Io ero studentessa universitaria a quei tempi. Il locale era diventato una sorta di piano bar, molto rumoroso e snaturato. Più tardi, un membro del collettivo dei professori lo riacquistò, per poi rivendermelo nel 1994”

“Le persone sensibili percepiscono la storia e i ricordi raccolti in questo luogo. Questo locale ha vissuto l’ultimo secolo di Padova, ne ha percepito i momenti belli e quelli bui. È cresciuto insieme ai padovani e alle loro storie”

La nostra osteria – come il buon Mario Bovis ci ricorda sempre – era uno dei pochi locali presenti nella città del Santo: la città degli studenti, la città dei goliardi. Le Nane Della Giulia è tutt’uno con l’essenza di Padova e dell’Università. Qui hanno gravitato le persone che hanno fatto la storia

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