Naviglio Padova (Nicola Zoppelletto)

Il naviglio di Padova non è un semplice luogo di ritrovo tra amici: la vasta offerta di talk, spritz letterari, stand up comedy e cover band, assieme alla collaborazione di numerose associazioni dedite alla sensibilizzazione delle nuove generazioni, dimostrano come il Naviglio abbia saputo rinnovarsi nel corso degli anni. Nicola Zoppelletto ci racconta come questo cambiamento sia andato di pari passo con le abitudini dei giovani, che hanno preso nuove forme rispetto al passato.

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“Sono Nicola Zoppelletto e mi occupo di intrattenimento e ristorazione in fascia notturna, principalmente per un pubblico giovane. Con la mia azienda gestiamo alcune realtà all’interno di Padova: il Berlino, l’Amsterdam, un paio di attività anche al Nuoto 2000, tra cui il bistrot Wimbledon, e una ristorazione diurna che si occupa dei clienti delle piscine 2000. Abbiamo due realtà presso il Naviglio che si chiamano Berlino, ovvero la versione estiva del Berlino al Portello”

“L’evento annuale del Naviglio nasce nel 2005-2006 per un’esigenza dell’amministrazione comunale di delocalizzare la Movida. C’era troppa confusione nelle zone del centro e dovendo trovare un posto in cui mandare i giovani la sera, hanno deciso di ricreare uno spazio per la movida in zona Portello. Inizialmente hanno aperto per due stagioni consecutive, per poi interrompersi e riparte nel 2012. Io faccio parte dell’organizzazione dal 2016, e da quel momento non ha mai avuto interruzioni, tranne che negli anni di Covid. Ormai sono 11 anni che il Naviglio riapre per ogni stagione estiva ed è la situazione giovanile più importante della città, con maggiore affluenza di giovani universitari”

“Formalmente si tratta di un’associazione senza scopo di lucro che ha vinto un bando comunale per aggiudicarsi l’area. L’associazione dà in licenza a una serie di società la possibilità di somministrare alcolici, bevande, cibo all’interno del Naviglio, quindi subappalta la gestione del Naviglio e allo stesso tempo è composta da quelle stesse società. Io sono il vicepresidente e portavoce per tutti i rapporti esterni, pubblici, di amministrazione e social media”

“L’offerta del Naviglio è cresciuta molto da quando l’abbiamo presa in gestione, soprattutto da un punto di vista sociale e culturale per i ragazzi. Abbiamo sempre pensato che fosse il luogo più fertile per sensibilizzare i giovani, essendo il più frequentato: trattare certi argomenti, portando determinate associazioni qui può avere un forte impatto”

“Sabato 8 Giugno abbiamo avuto come ospite Gino Cecchettin, il papà di Giulia, che ha portato il suo messaggio riguardo al recente vissuto in famiglia assieme a una presentazione del suo libro. Inoltre ospitiamo associazioni come ViviAutismo, Casa Priscilla, Città della Speranza e la Croce Rossa; ogni anno ospitiamo il dottor Foresta con la sua clinica mobile per fare test gratuiti sull’HIV, mentre questa sera ci sarà un’altra clinica mobile, Medica 81 che farà l’alcol test gratuito per chi si mette alla guidaSiamo molto attenti al consumo responsabile: l’it Taxi è un’altra associazione che offre un servizio di trasporto taxi. Insomma, il naviglio non è più semplicemente un bar, ma stiamo cercando di fare molto di più. In una stessa serata, a fianco ad eventi ludici possiamo portare avanti anche una raccolta fondi”

“Anni fa c’era un approccio canonico alla movida, con musica e da bere. Oggi la frequentazione è più spinta e alta in termini numerici di persone. Inoltre c’è stato il cambio di gestione, per cui se prima c’era un’unica persona alla guida, ora il Naviglio è autogestito dai 7 imprenditori delle società. Quindi si è sviluppata un’attenzione diversa da parte dell’associazione, che è cresciuta molto anche grazie a questo. Ognuno di noi ha un ruolo nella gestione social e della comunicazione in generale. Io sono portavoce, ma c’è invece chi si occupa degli eventi, chi della parte tecnica, chi della parte burocratica commercialista, e chi si occupa della sicurezza”

“La parte di clienti più forte è composta dai giovani universitari, trovandoci al centro del quartiere universitario. La media del target a cui ci rivolgiamo va dai 19 ai 25 anni, quindi il naviglio è frequentato principalmente dagli studenti dal primo anno di università̀ fino all’ultimo anno di magistrale. Poi ci sono anche diversi over 25 e over 30, principalmente durante il weekend, quando tendiamo a perdere parte degli universitari, poiché a Padova rimangono solo i residenti e lavoriamo di più con padovani e gente più adulta”

“Per quanto riguarda la parte di progetti culturali, teniamo anche presentazioni di libri, dove l’anno scorso erano presenti Farinetti e Cruciani. Lo facciamo in tre palchi divisi lungo tutto il viale e quest’anno c’è stata la bancarella dello scrivente, lo spritz letterario, lo stand up comedy, gli Open Mic, per cui c’è anche una parte di cultura”

“La parte più ludica ha forti partner come Radio Piterpan, Radio Bella e Monella e Radio Marilù, che organizzano delle feste a tema anni 90 o 2000. Abbiamo una sezione dedicata ai concerti, per cui ci affidiamo principalmente a Live for Music Agency, l’agenzia di Rovigo. Si tratta perlopiù di coverband da festa un po’ rock, con qualcosa di italiano e musica allegra da ballare”

“La fascia oraria per fare festa va dalle dieci fino a mezzanotte, mentre i locali chiudono alle due. Ci sono delle regole molto ferree: siamo limitati agli orari di apertura e chiusura, proprio perché siamo visti come un posto dedito esclusivamente alla somministrazione di alcolici. Se volessi aprire a mezzogiorno per fare un pranzo con un talk, mettere una zattera sul fiume e ospitare mille studenti universitari, avrei bisogno di una deroga speciale, perché siamo limitati a certi spazi. Quest’anno infatti apriamo un’ora dopo, e anche per l’acustica della musica bisogna stare sempre molto attenti”

“I giovani stanno un po’ cambiando rispetto a come eravamo noi magari quindici, venti anni fa. Le abitudini sono diverse: i ragazzi escono sempre più tardi, studiano molto di più di noi e fanno meno festa, secondo me. C’è un divertimento diverso, forse più consapevole per cui l’offerta deve sempre cambiare. Inoltre, noi stiamo invecchiando, e stargli vicino per capire i loro gusti è sempre più difficile. Parlando prettamente di commercio, il consumo birra nella fascia fra i venti e i trenta è completamente cambiato. Allo stesso modo sono cambiate le preferenze nei tipi di eventi: ai nostri tempi difficilmente c’erano talk, presentazioni di libri, forse perché c’era meno interesse. Diversamente, adesso c’è molta più attenzione anche per quel genere di cose. Basta guardare ai tanti altri eventi estivi che come noi hanno iniziato a cambiare le loro proposte per capire che c’è sempre più attenzione verso un nuovo genere di svago. Pertanto è un evolversi continuo, ed è importante capire questi cambiamenti nei ragazzi, ma non è facile, soprattutto appartenendo a un’altra generazione”

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