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Nicoletta Tul
(La Finestra sul Tè)

Nicoletta Tul è un’esperta tea taster ovvero una sommelier del tè, una disciplina che consta nella degustazione di questa nobile bevanda. Legata alla cerimonia del tè e dei suoi annessi rituali, Nicoletta si forma viaggiando per tutta l’Asia e conoscendo alcuni tra i più grandi Maestri che praticano questa arte.

Nicoletta Tul Padova stories

“Mi chiamo Nicoletta Tul ed è da 15 anni che mi occupo attivamente del mondo del tè. Ho iniziato questo percorso scrivendo la mia tesi di laurea in Biotecnologie Agrarie nel 2008, dedicata alle caratteristiche biochimiche e all’interazione del tè con l’organismo. Così ho iniziato a seguire dei corsi per diventare una sommelier di tè, una professione che esiste in moltissimi Paesi. Purtroppo nel 2009 era difficile trovare corsi di questo tipo in Italia, per cui mi sono spostata all’estero. Sono stata negli Stati Uniti, in Inghilterra e poi mi sono diplomata in una scuola canadese. Sono diventata una sommelier di tè, ma diciamo che ho iniziato ad imparare veramente quello che so da quando ho iniziato a viaggiare in Asia, a studiare ed imparare direttamente dai Maestri del Tè”

“Il primo viaggio che ho fatto in Asia è stata un’emozione incredibile, soprattutto osservare per la prima volta le vastissime piantagioni di tè. La prima piantagione che vidi fu in Vietnam e ci rimasi quasi due mesi, una esperienza unica. Così presi a viaggiare moltissimo tra Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam e Taiwan”

“A forza di viaggiare per questioni lavorative, per cercare una selezione di tè speciali, che non si trovano chiaramente in nessun catalogo, ho iniziato a conoscere direttamente i produttori, i contadini, le famiglie. Oggi mi rivolgo a loro quando cerco qualcosa”

“Circa 6 anni fa decisi di aprire questo negozio. Per un periodo ho lavorato per una azienda che importava del tè sino a quando sono rimasta incinta del mio primo figlio. Questo avvenimento mi diede la forza di prendere in mano la mia vita e di aprire la mia attività. Sono stata spronata anche dai miei clienti, che in quell’anno sabbatico mi hanno continuata a cercare, a chiedermi dove poter acquistare il tè o dove poter continuare a fare i corsi di degustazione che proponevo in varie associazioni. Mi sono sentita forte, ho rischiato e sono contenta di averlo fatto!”

“La mia famiglia mi supporta: ho un grande uomo alle spalle che mi sostiene. Mio marito crede nei miei sogni e farei fatica a fare tutto quello che faccio se non mi desse una mano”

“L’anno scorso a novembre, oltre ad essere nata la mia secondogenita, è uscito anche il mio primo libro “La Finestra sul Tè” che ho scritto durante la quarantena. E’ un testo piuttosto esaustivo sulla materia, che vuole essere ricco di contenuti, si può definire come una guida introduttiva seria e completa sul mondo del tè, prima non esisteva nulla del genere in Italia. E’ diventato un libro di studio per molti appassionati. Ora sto scrivendo il mio secondo libro, dedicato al Giappone e ai tè giapponesi, che dovrebbe uscire a Natale di quest’anno” 

“Ho riscontrato nel tempo, che parecchie persone hanno utilizzato dei miei contenuti per fare anche dei corsi. Nel mio blog, che non aggiorno più, davo molte informazioni accurate, sembravano quasi delle tesine, purtroppo sono state utilizzate in parecchie pubblicazioni senza provvedere a citarmi. Quando la casa editrice Santelli mi ha contattata per pubblicare il mio libro, ho accettato di buon grado, cosicché finalmente il mio materiale avesse una sua pubblicazione ufficiale”

“La mia è una grandissima passione e averla potuta trasformare in un lavoro è una delle fortune più grandi. Quando si assaggiano alcuni tipi di tè, ogni sorso è un’esperienza. E’ come se tu facessi un viaggio astrale, dove il tuo essere è quasi in paradiso, estasiato”

“Quando si va in Asia da un contadino a comprare il tè, ci si ritrova davanti all’ottava generazione che continua la tradizione di famiglia. Diventare un Maestro del Tè dunque non è così scontato e immediato, infatti si trovano anche dei produttori che a 60 anni non sono ancora considerati dei Maestri”

“I coltivatori di tè asiatici sanno di essere bravi, ma essendo umili non te lo fanno mai pesare. A Taiwan vive un Maestro del Tè chiamato Lin. Dopo essere sopravvissuto ad un brutto male, decise che tutta la sua coltivazione dovesse essere completamente biologica. Ora è diventato il Re. E’ connesso con le sue piante, con il tutto. Mi disse che la vita non è una gara, bisogna dare tempo alle piante e alle cose di fare il loro corso. Lo stile di vita buddista che accompagna la cultura orientale dei coltivatori asiatici è parte integrante della modalità di coltivazione del tè: l’accettazione degli eventi come arrivano, il lasciare andare il resto, il non insistere, fanno parte di uno stile di vita che per secoli ha lavorato in questo modo le piante e la terra. Al contrario noi occidentali siamo molto performanti, se abbiamo un obiettivo ci impuntiamo, senza magari renderci conto che lo stiamo raggiungendo percorrendo la strada sbagliata”

“Il maestro Lin ha 86 anni e tutti i maestri d’Asia vanno da lui ad imparare, però non accetta chiunque. Sono stata davvero molto fortunata a diventare una sua allieva. Prima della pandemia organizzavo dei tour dedicati, nel 2020 saremmo dovuti andare a trovarlo, speriamo di poterlo fare nel 2023″

“In Europa tranne che nelle isole Azzorre non esistono piantagioni che possano fare una vera e propria produzione di tè. In Italia ci sono alcune piccole serre, ma sono delle autoproduzioni. Quello che bisogna sapere e capire è che coltivare del tè è veramente difficile, non puoi inventarti coltivatore solamente perché hai una conoscenza ventennale della materia. Coltivare il tè è quasi un’opera alchemica”

“Cerco di condividere tramite i miei canali social magari dei prodotti poco conosciuti, come quelli della Corea del Sud, che possiede dei tè meravigliosi. Il tè coreano è una realtà molto chiusa e non molto conosciuta, poiché è collegata al buddismo e grazie a questo si è salvata nel tempo. Con i miei sforzi di condivisione e con quelli di molte altre persone, gli appassionati de tè si stanno interessando anche a loro”

“La mia attività cerca di essere il più sostenibile possibile. Vendo tè sfuso e cerco di convincere il cliente a prendere anche le scatoline in latta, che sono il luogo più idoneo dove poter conservare il tè e quando questo è finito possono essere riusate e riempite nuovamente all’infinito”

“Il tè è un prodotto che viene dall’altra parte del mondo, non è a km0, però io cerco di dare un’opzione più sostenibile. Se posso scegliere tra un’opzione biologica, cerco di puntare su quella. Mi sono fatta produrre lotti di tè da piante selvatiche, che non hanno subito alcun trattamento chimico: il tè si ingerisce e deve essere una bevanda per il corpo e per l’anima

“Ci sono vari tipi di estrazioni ed infusioni e ogni Paese ha sviluppato la sua tecnica migliore per la caratteristica del proprio tè. Non esiste una tecnica uguale per tutti. Tu puoi avere il tè più buono del mondo, ma se lo fai male lo rovini. Nel momento in cui impari a farlo e ti riesce bene, se trovi il tuo  metodo, bilanciamento ed equilibrio, fare il tè diventa una vera soddisfazione”

“Per chi volesse cominciare ad avvicinarsi al mondo del tè, nel primo periodo suggerisco di investire su un buon tè piuttosto che sulla strumentazione. E’ preferibile utilizzare una tazza e un filtro, ad esempio un cestino, ed iniziare a fare più infusioni consecutive mantenendo le foglie di tè. Ciò che si apprende è che per assaporare un bouquet completo di un tè bisogna ricorrere a diverse infusioni, solo così si sentiranno dei sapori sempre nuovi, sempre diversi”

“All’inizio consiglio sempre una tazza di porcellana, sulla quale si può degustare qualsiasi tipo di tè. A differenza dell’argilla che trattiene gli odori, la porcellana è un materiale che permette di sperimentare tutti i tipi di tè”

“Sentire l’odore del tè è una questione di pratica e di allenamento. La memoria olfattiva si sviluppa con il tempo. Alcuni tè sono molto rotondi, soprattutto quelli di Taiwan, lasciano una patina particolare, quasi cremosa. Per riconoscere il sapore c’è bisogno di molto esercizio”

“Il tè può essere curativo e la nostra percezione del suo gusto cambia in base all’umore. Se un giorno ti prepari il tuo tè preferito e di umore sei arrabbiato o un po’ giù, questo cambierà per forza sapore, non sarà buono come al solito. Ci sono dei tè che ho provato in alcuni momenti in cui ero molto triste, dove sembrava che nulla potesse tirarmi su di morale, ed invece mi sono ritrovata a bere un tè che in qualche maniera mi ha fatto sentire bene. È davvero incredibile!”

Nicoletta Tul Padova stories

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