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Prosdocimi
(Marcello e Susanna Prosdocimi)

Un giro in centro, tra il caffé al Pedrocchi e la passeggiata per Via Roma, non è completo senza passare per Prosdocimi. La famosissima cartoleria che si trova in Piazzetta Cappellato Pedrocchi è un’istituzione da queste parti, una delle ultime botteghe storiche del centro a essere ancora in piedi. E, per un negozio che di anni ne ha centoventitré, è tutto dire.

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Marcello: “Il negozio nasce a maggio del 1900 come cartoleria, grazie alla nostra bisnonna. Inizialmente era collocato nei locali qui a fianco, dove adesso c’è Kiko, per intenderci. Alcune voci dicono che il padre avesse a sua volta una cartoleria che poi è diventata l’”Universitaria” per tanti anni, sotto il Bo. Nel dopoguerra viene aperta l’attività all’ingrosso, inizialmente in via San fermo, dove adesso c’è OVS e poi si trasferisce in piazza Mazzini, dove rimane per per molti anni. Nel 1980 l’ingrosso passa in zona industriale, non ancora però nella sede dove è adesso, e negli anni Novanta la cartoleria si trasferisce dove siamo ora, mentre nell’altra sede rimane un negozio di articoli da regalo, che è rimasto attivo fino 2012″

“La nostra storia è molto curiosa. La società si chiama Prosdocimi GM. Le iniziali non stanno per “Grandi Magazzini”, come molti pensano, ma per “Giovanna Molini”, che era la nostra bisnonna. È stata lei, nel 1899, a fondare l’azienda e nel Novecento non era frequente che ci fossero donne imprenditrici. Questo palazzo una volta ospitava l’albergo Leon Bianco e quello che attualmente è il negozio era la sala del ristorante. Nostro padre ha comprato questa parte dello stabile, dove c’è il negozio, nel 1990. L’edificio è protetto dalle Belle Arti, per cui abbiamo un obbligo di manutenzione ma non ci sono mai stati imposti vincoli sull’arredamento. Tutti gli affreschi sono originali e sono dei primi del Novecento”

“Tutti ci conoscono per la cartoleria, ma in parallelo gestiamo anche un’attività d’ingrosso della carta. I due settori della carta da stampa e della cancelleria sono purtroppo due settori in calo. Fino a una decina d’anni, fa più o meno, il fatturato era suddiviso a metà tra le due attività. Noi rivendevamo la cancelleria agli enti pubblici o alle cartolerie, non alle aziende. Purtroppo il numero di cartolerie è sempre più esiguo, ne resiste qualcuna in qualche paese ma sono davvero poche. Devo dire però che tutto sommato questo negozio continua ad andare bene. Non è più una cartoleria in senso stretto, perché abbiamo ampliato l’offerta e poi credo che il fatto di essere in centro da centoventi anni conti molto. Il sabato mattina se ne vedono tanti di sacchetti bianchi e neri in giro. Per molti venire da noi è una consuetudine, come andare a bere il caffè”

Foto Piazza Pedrocchi 1919

Susanna: “Questo punto vendita sta diventando sempre meno una cartoleria, ad oggi si tratta più di un concept store. L’evoluzione è avvenuta lentamente, introducendo delle stagionalità. Inizialmente il carnevale, poi le agende e soprattutto il Natale, che ha preso sempre più piede, anche se affiancato da Garden fuori città. Noi abbiamo sempre lavorato molto, tenendo livelli più alti e tenendo soprattutto tutta la parte di packaging, nastri, carte, fiocchi e biglietti, che in giro non ci sono”

“Quando è stato chiuso l’altro negozio, che era orientato verso gli articoli da regalo, io ho cercato di portarli qui, dando però un’impostazione più nazional popolare. L’altro negozio era un po’ intellettuale, vendeva dell’alto artigianato che sarebbe difficile introdurre in questi anni in cui il potere d’acquisto è molto diminuito. Cerchiamo di offrire degli ottimi prodotti, però con una fascia di prezzo media, perché il nostro è un cliente medio, non è il cliente del lusso. Ci sono anche tanti ragazzi giovani a cui piacciono le belle cose che però non possono spendere cifre elevate. Io vado molto a sensazione, metto qui dentro quello che mi piace e che io stessa comprerei. Si tratta di una ricerca continua e se tutto questo piace ai clienti per me è una grande soddisfazione”

Tutto il mondo della scuola e degli articoli per studenti incide ancora nelle vendite, ma con molta meno soddisfazione rispetto agli anni scorsi, perché evidentemente si cambiano meno gli zaini, oppure perché le scuole private ad esempio forniscono i diari ai propri studenti. Una volta la campagna per la scuola era molto bella, si lavorava tantissimo e soprattutto il lavoro si trascinava avanti più a lungo, anche fino a metà ottobre. Ora il periodo della scuola dura molto poco e fondamentalmente vendiamo zaini e diari. Tanti articoli tecnici sono in calo, ad esempio le squadre, i goniometri o i compassi si vendono meno. Io credo che i ragazzini a scuola non facciano più queste cose, o che le pratichino molto meno. Adesso probabilmente tutto è stato soppiantato dal computer, è stato digitalizzato o magari c’è una preparazione di tipo più teorico. D’altronde l’evoluzione è questa”

La penna però è ancora scelta moltissimo come regalo di laurea. Quest’anno abbiamo istituito un servizio rapido di incisione e la penna con l’iniziale o con la data piace molto. Nel negozio teniamo solo penne di marca, non le penne griffate e diamo un servizio totale, per cui se la penna si rompe la facciamo riparare. Teniamo solo penne artigianali, di marche come Montblanc, Parker, Cross, Faber-Castell e Aurora, che è l’unico marchio italiano di penna e va sostenuto”

Marcello: “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto una virata importante, dedicandoci sempre di più al mondo della carta da stampa, che oggi rappresenta l’80% del fatturato dell’azienda. Si tratta di un altro mondo che sicuramente non è in crescita, però è un mondo più professionale. Un tema molto attuale è quello del “Plastic free”, per il quale la carta per il packaging sta tornando molto di moda. Per questo al momento stiamo cercando molti più prodotti per il packaging che per la stampa da realizzare. Purtroppo in questo in questo mondo, ma in tutti i settori, ogni tre mesi cambia tutto. Comunque direi che ci difendiamo, facciamo del nostro meglio contro dei colossi perché i nostri concorrenti sono tutte multinazionali. Riusciamo a difenderci forse perché siamo diversi da loro, un po’ più elastici e un po’ più piccoli. Nel mondo delle commodities in senso stretto, dove il prodotto è standardizzato, è chiaro che veniamo schiacciati dalle multinazionali. Viceversa, i nostri punti di forza sono la specialità e la flessibilità, con una multinazionale non si può avere dialogo” 

Un altro tema sicuramente riguarda la grande distribuzione. Da vent’anni la cancelleria si trova anche al supermercato, ad esempio. C’è un libro interessantissimo che ha scritto l’avvocato Pessi, il cui padre aveva la più importante azienda di inchiostri in Italia. In questo libro spiega perché a Padova un tempo ci fossero tante cartolerie, tipografie e drogherie. La risposta è perché c’era l’università e le drogherie facevano inchiostri. Quando ho iniziato a lavorare io, nel 1994, nel centro di Padova c’erano trenta cartolerie. Oggi siamo rimaste in due. In generale vedo che in giro per l’Italia c’è un’omologazione inquietante. In qualunque equivalente di Via Gorizia a Padova o Via Portici a Bolzano, dove una volta c’erano tutti i negozi più caratteristici, oggi ci sono le grandi catene. Al di là della volontà, temo che questa omologazione sia un fenomeno molto difficile da fermare”

Susanna: “Romanticamente spero che qualcuno dei miei figli o dei miei nipoti un giorno decida di continuare il lavoro che abbiamo fatto noi finora. Nostro padre ha lavorato con dedizione fino a quando aveva ottantacinque anni, ma non credo che noi abbiamo questa intenzione. Io ho quasi sessant’anni e se devo dire la verità, lavorare il sabato e la domenica sta diventando molto pesante. Magari resisto per un altro po’ di anni, ma se poi arriva qualcun altro è meglio”

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