Race UP Team
(Roberto Mirandola, Claudio Loiotila, Filippo Bonetto)

Anche l’Università di Padova possiede la sua squadra corse ufficiale, grazie alla quale ogni anno partecipa ai campionati internazionali di Formula Student, registrando ottimi risultati. Le monoposto in stile formula marchiate Unipd, interamente concepite, progettate e prodotte dagli studenti, sono simbolo anno dopo anno della ricerca e dell’innovazione portate avanti dall’Università.

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Roberto: “Io sono Roberto Mirandola e studio ingegneria meccatronica alla sede di Vicenza dell’Università di Padova. Faccio parte del Race Up Team come team leader della divisione hybrid e mi occupo della parte gestionale del progetto quindi project management, gestione del budget e degli sponsor

Claudio: “Io sono Claudio Loiotila e sono uno studente di economia. Sono responsabile del reparto business e marketing, che si occupa principalmente di relazioni con sponsor, gestione eventi, gestione social, oltre che della preparazione delle prove statiche a cui partecipa il team. Ci occupiamo poi di business plan, cost event e di tutta quella che è la parte gestionale del team”

Filippo: “Io sono Filippo Bonetto, studio ingegneria gestionale e sono team leader della divisione elettrica

Claudio: “Race Up è il team di formula SAE (Society of Automotive and Engineers) dell’Università di Padova. La formula SAE è una competizione internazionale, a cui partecipano atenei provenienti da tutto il mondo, che è dedita alla progettazione, costruzione, assemblaggio e test di una monoposto Formula Student, quindi simile alla Formula Uno ma con caratteristiche specifiche. Una volta progettata e costruita, la monoposto viene poi fatta correre alle competizioni internazionali, che si tengono in tutto il mondo. Le competizioni più importanti si svolgono in Europa: Formula Student Germany al circuito di Hockenheim in Germania, Formula Student East presso l’Hungaroring in Ungheria e Formula Student Austria al Red Bull Ring. In Italia la competizione si tiene all’Autodromo Paletti, a Varano de’ Melegari. Noi gareggiamo solo nei campionati europei, ma la competizione esiste in tutto il mondo. Molti team extraeuropei vengono qui per partecipare ai campionati europei, che grazie alle università tedesche, austriache e polacche hanno un livello molto più alto”   

“La Formula Student è nata più di quarant’anni fa, negli anni Ottanta. I primi team di Formula Student italiani sono nati invece intorno agli anni 2000 e Race Up, nata nel 2003, è stato uno dei primi. Il primo modello è stato sviluppato nel 2006, si chiama MG0106, dove 01 è il primo prototipo e 06 è l’anno in cui è stata fatta correre. Siamo uno dei team più longevi in Italia e siamo molto conosciuti grazie agli ottimi risultati ottenuti nelle competizioni. La nostra nuova divisione hybrid, ad esempio, è sesta nel ranking mondiale

Roberto: “In Race Up lavorano al momento centonove studenti e studentesse. Partecipiamo a due eventi l’anno perché la preparazione tecnica delle vetture e del team richiede moltissimo impegno. Per partecipare alle competizioni è necessario superare un quiz di selezione online che dura un’intera giornata, con domande ingegneristiche e di calcolo logico. Il regolamento viene aggiornato di anno in anno, a seconda della direzione che prende il settore dell’automotive. Ai quiz partecipano in contemporanea tutti gli studenti delle università europee e la selezione viene fatta in base al numero di risposte corrette e al tempo”

“Il team viene valutato su prove statiche e dinamiche. Le prove statiche sono tre: c’è la presentazione di un business plan sulla macchina, in cui viene valutato un ipotetico programma economico finanziario che abbia ad oggetto la macchina, un componente della macchina stessa o un servizio legato alla macchina, per valutare se il modello può essere prodotto in serie o meno, e per quale scopo. La seconda prova, chiamata cost event, è un’analisi dei costi relativi alla costruzione della macchina mentre la terza prova valuta la parte progettuale, quindi il design”

“Il design deve legarsi alla parte di costificazione, quindi viene valutata anche la scelta di comprare un certo componente anziché riprogettarlo da zero. L’anno scorso la nostra divisione ex combustion ha vinto il premio a Varano per il bilanciamento costi-performance, che è stato molto apprezzato da Giampaolo Dallara”

Filippo: “Prima di partecipare alle prove dinamiche, la macchina deve superare delle ispezioni tecniche, sia elettriche che meccaniche, che garantiscano che il mezzo è sicuro e progettato secondo il regolamento. Le prove dinamiche sono quattro: skidpad, una prova di tenuta laterale, autocross, che è un giro di qualifica su un percorso più lungo, l’endurance, che è la prova di resistenza vera e propria della macchina, la quale deve reggere agli sforzi meccanici e dimostrare di avere sufficiente autonomia, sia per la categoria elettrica sia per quella a benzina. Infine c’è la prova di acceleration, quindi una prova di scatto da zero a cento

I piloti che gareggiano con le nostre macchine sono studenti che vengono selezionati tra gli altri membri della squadra in base alla loro bravura al volante. Nessun pilota del nostro team è preso solo per guidare, questo metterebbe in secondo piano lo scopo formativo del progetto, cosa che vogliamo assolutamente evitare. Le gare a cui partecipiamo non sono ruota a ruota, quindi i piloti non vanno a competere l’uno contro l’altro superandosi, ma sono a tempo. Alla fine della prova viene valutata anche l’integrità della macchina, che deve essere in uno stato uguale a quello di partenza”

Claudio: “L’Università di Padova garantisce dei fondi per sostenere il progetto, che coprono principalmente la partecipazione agli eventi, comprensiva di quota di iscrizione, vitto e alloggio. Ci sono poi moltissime aziende, convenzionate con l’università, che collaborano con noi. Il nostro sponsor principale è OZ, che ci concede l’officina meccanica dove si svolge la lavorazione e l’assemblaggio delle macchine, fase nel quale siamo seguiti e consigliari da Stefano Giacometti, tutor aziendale del progetto presente da più di 20 anni. Un altro sponsor importante è UNOX, un’azienda che si occupa di forni professionali e che ci supporta con lavorazioni meccaniche, stampaggio 3D e consulenza di qualsiasi tipo in termini di elettronica. Dallo scorso anno ci ha anche concesso un nuovo spazio dove poter lavorare, molto moderno e attrezzato, situato a Cadoneghe. Infine, la grande maggioranza dei nostri sponsor è rappresentata da piccole e medie imprese del Veneto, che ci offrono servizi di manifattura e consulenza nel settore metalmeccanico ed elettronico, o che ci supportano con donazioni monetarie”

 

Filippo: “La squadra è organizzata in due divisioni, la divisione elettrica e la divisione ibrida, strutturate alla stessa maniera e suddivise a loro volta in reparti. La persona che deve incanalare la direzione dello sviluppo tecnologico è il responsabile tecnico, mentre il team leader è una figura più gestionale, che sta a supporto dell’intero team. I responsabili di ciascun reparto sono invece incaricati della supervisione dei lavori. Il progetto è quindi completamente autogestito dagli studenti. La difficoltà sta nel rispettare l’organigramma e le tradizioni, cercando di migliorare e rinnovarsi ogni anno e mantenendo sempre alti gli standard di qualità raggiunti”

Roberto: Ogni anno noi cerchiamo di evolverci a livello tecnologico, seguendo i nuovi sviluppi non solo all’interno della Formula Student, ma anche nel mondo. Nel 2024 abbiamo fatto un passo enorme in fatto di evoluzione, rendendo la vettura combustion ibrida e inserendo nella divisione elettrica un sistema driverless, che quest’anno viene testato a parte su un prototipo lento, ma che l’anno prossimo verrà integrato con sistemi performanti sulla vera vettura elettrica”

“Inoltre ogni anno il nostro obiettivo è istruire tutti gli studenti nuovi. Il progetto dell’Università di Padova permette ad ogni membro di rimanere due anni, quindi ogni anno metà squadra finisce il suo percorso e vengono inserite nuove persone. Il processo di candidatura è abbastanza pesante e difficile. Chi entra in squadra, sapendo che in un anno deve progettare e realizzare una vettura nuova e correre l’estate stessa, deve possedere un piccolo bagaglio di competenze, una certa personalità, la capacità di lavorare in squadra e una forte passione

Claudio: “La cosa più bella di questo progetto è la sua multidisciplinarietà, che rappresenta un punto di forza che vorremmo sviluppare sempre di più nei prossimi anni. Il progetto coinvolge infatti diverse scuole universitarie, la stessa ingegneria è costellata da una serie di specializzazioni diverse, tutte raggruppate nel team. Il ritorno principale per una persona che partecipa alla Formula SAE è tutto il bagaglio di competenze e conoscenze tecniche che si acquisiscono. Essere coinvolti in una realtà di queste dimensioni dà la possibilità di interagire con tante aziende e di capire come funzionano determinati meccanismi nel mondo del lavoro. Inoltre lavorare tra di noi ci permette di sviluppare anche tutte le soft skills di cui si parla tanto nel mondo del lavoro, che una volta finita l’università consentono di avere quella marcia in più”

Filippo: “Partecipare al progetto Formula SAE assorbe ovviamente molto tempo agli studenti che sono coinvolti nella fase di design e di manufacturing, oltre che quella degli impegni sportivi, ovvero le competizioni estive e i test nei quali si prepara la vettura. Il progetto rappresenta un’occasione unica per aggiungere esperienza pratica alle conoscenze teoriche apprese in aula, oltre che avvicinare noi studenti alle aziende del territorio, preparandoci al mondo del lavoro. “

 

 

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