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Sissi Zhan

L’ironia è quello stato d’animo che sovrasta tutto il resto, un’emozione infinita che si solleva sopra tutto quanto c’è di limitato. Questo è l’approccio di Sissi: una leggerezza delicata, empatica, contagiosa per chi la segue. La bellezza di Sissi sta nel suo coniugare logica e libertà. Un percorso che le ha fatto guadagnare un enorme successo, che parla di determinazione, positività e gratitudine. Impossibile finire di guardare un suo video senza un sorriso!

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Mi chiamo Sissi, ma il mio nome cinese è 詹诗琪 (shīqí):  i miei genitori appena arrivati in Italia non conoscevano nessun nome italiano. Quando mia madre mi ha partorito, ha conosciuto un’altra ragazza cinese che anche lei aveva dato alla luce un bambino. Dopo il parto la nonna della ragazza mi ha scambiato per il suo nipotino ed è così che hanno iniziato a parlarsi. Mia madre non sapeva proprio che nome darmi in italiano, così l’altra neomamma le ha suggerito di chiamarmi Sissi e a lei è piaciuto!”

“Ho sempre vissuto a Padova, sono nata a Camposampiero, ho frequentato le scuole italiane e anche quella cinese che c’è in Arcella. ma solo alcuni pomeriggi a settimana – una volta prevedeva solo il ritrovo pomeridiano – ai tempi era strutturata in modo diverso.  Mi piace vivere a Padova, anche se tutti quelli che fanno il mio stesso “mestiere”  puntano su Milano, perché ha tante opportunità. Forse dai miei video non si capisce, perché molta gente, prima di conoscermi,  mi crede romana o milanese, Probabilmente più avanti valuterò l’idea di spostarmi, forse andrò fuori dall’Italia, perché sono molto cosmopolita e mi piace viaggiare. Chissà!”

Con i social ho iniziato circa un anno fa. Mi ero interessata alla materia durante il Lockdown ma non avevo fatto né video né altro, un giorno ho postato un video su TikTok giusto per provare ed è diventato virale. Da quel momento ho deciso di provare a fare qualche altro video, e fortunatamente questi, continuavano ad andare virali: quindi pian piano sono cresciuta, da qui è nato questo percorso con i social”

“Ho iniziato a postare i miei video solo su TikTok, non volevo mettere troppa carne al fuoco, dopo un po’ però ho iniziato a postarli anche su Instagram e dopo ulteriore tempo li ho postati anche su YouTube, anche se lì è stato più difficile, perché l’algoritmo è diverso e inizialmente non riuscivo a crescere molto, poi con costanza ci sono riuscita. Ora ripropongo gli stessi video sulle tre piattaforme tranne alcuni, come quelli più lunghi, che non vengono postati ovunque”

Prima di iniziare il lavoro sui social, quando ancora nessuno mi conosceva, i miei followers erano i miei amici, che rispondevano alle mie “stories” dicendo che li divertivo molto e che avrei dovuto continuare. Lì ho capito che questa mia autoironia e senso dell’umorismo faceva ridere le persone. Perciò, prima di creare qualcosa, mi metto e penso a cosa potrebbe farmi ridere e se potrebbe divertire nello stesso modo il mio pubblico. Fatto il mio video, lo metto in rete. Quando ho iniziato a postare su TikTok all’inizio era un po’ uno sfogo, un mondo parallelo diverso da quello reale, dove mi sentivo me stessa e facevo dei video per potermi esprimermi. Tutt’ora è così. Quello che faccio mi fa sentire accettata, questo perchè da sempre sono stata molto timida, ma cercando di mettermi in gioco su TikTok la mia autostima è aumentata molto

“All’inizio interagivo tanto con i miei followers, guardavo sempre tutti i messaggi; tuttavia, ora che sono aumentati i miei utenti, mi risulta difficile stare al passo, perché dove passare intere giornate a rispondere a tutti. Ho un ottimo rapporto con loro, a volte capitano anche dei commenti negativi, che sono in grado di buttarti proprio giù quando arrivano in concomitanza con una giornata no, però ho imparato a non ascoltarli, capendo di non poter piacere a tutti. Certo che una critica costruttiva ha sempre il suo valore, di questo ne prendo atto!”

“Da piccola sognavo di diventare una Youtuber, quando avevo 10 anni facevo tantissimi video. TikTok dà molte possibilità a chiunque probabilmente perché è relativamente nuovo, è molto più facile diventare virali. Instagram invece è più complesso, con i Reels si può riuscire a diventare virali ma non è immediato come TikTok. Il segreto è rendere la cosa semplice da digerire, qualcosa da dodici secondi che riesce subito ad arrivare al punto. Lo stesso discorso vale per YouTube, con YouTube shorts è molto più facile riuscire che non con i video normali”

Inizialmente nessuno metteva i sottotitoli, quindi ricevevo tanti messaggi di ringraziamento per questo, i sottotitoli sono  utili sia alle persone che non sentono, sia a chiunque si trovi in situazioni in cui non  può vedere i video ad alto volume. Realizzare i sottotitoli portava via tantissimo tempo, ora TikTok ha messo la sottotitolazione automatica, quindi il lavoro è diventato molto più veloce”

“Preferisco non espormi su temi delicati, mi piace mantenere un certo grado di leggerezza per non rischiare di schierarmi e creare dibattito. Credo che la leggerezza talvolta sia importante

“Nei miei video ironizzo su mia madre, probabilmente io esagero un po’ il personaggio, ma le mamme sono un po’ tutte protettive e apprensive, i comportamenti che mostro li abbiamo vissuti quasi tutti sulle nostre spalle!

“Per la creazione di un video penso all’idea, penso a come fare la scena e a come recitare la mia parte e quella della mamma e a cosa usare. Poi inizio a riprendere tutta la mia parte, in modo da non dovermi cambiare ripetutamente, poi riprendo tutta la parte della mamma; successivamente edito il video, cercando un effetto d’impatto e vedo com’è.
Lavorare lungo tutto il processo sul formato verticale è molto importante”

“L’idea del brand è nata una mattina, mi sono chiesta ‘perché non mettere la mia faccia su una maglietta?’. ‘Adolo’ era nato in un video molto stupido in cui mi ero ferita ad un dito e mostravo come curare il taglio, alla fine avevo usato quella parola, ho ricevuto molti feedback positivi quindi ho deciso di continuare con questa idea. Ho deciso quindi di stampare una maglietta con la mia faccia e con la scritta ‘Adolo’, dopo qualche ricerca è nato quindi il brand. La mia famiglia mi ha aiutata nella gestione di tutto, ma all’inizio non prendevano sul serio la mia attività sui social. Quando poi hanno visto che stavo crescendo, mi hanno continuato a supportare. Mio padre un po’ meno, ma perché lui non si interessa troppo di questi temi, l’importante  per lui è che facessi ciò che volevo. Mia madre, invece, era molto entusiasta, soprattutto dei video a cui anche lei partecipava, ed era felice di potermi aiutare in qualche modo. Generalmente la riprendo quando non se ne accorge e spesso si arrabbia perché non è pronta e in ordine, io preferisco questa sua genuinità. È felice di potermi aiutare a crescere.
Al mio fianco c’è sempre mia sorella Elena, che è più grande di me e che vive in un’altra città”

“Collaboro con alcuni brand che mi contattano attraverso il mio manager; ho collaborato ad esempio con Shein, con WH Words (l’app di What Do You Meme) e altri”

“Nel futuro vorrei girare un film per Netflix, scherzo! Il mio sogno da tutta la vita è di diventare attrice, penso che sia anche per questo motivo che mi piace fare i video. Io spesso immagino scene e parlo da sola. Quando dovevo scegliere le superiori chiesi alla mia professoressa se esistesse una scuola superiore di recitazione a Padova, lei mi rispose che ero portata per un professionale perché non andavo bene a scuola. Io ci rimasi molto male e decisi di iscrivermi ad un tecnico, il Calvi. Seguivo anche un corso di teatro. Io credo che quando si ha un sogno, per quanto si provi a dimenticarlo, ritorna sempre. Se è il destino che vuole che qualcosa accada, ritorna sempre. Io avevo deciso di seguire la strada indicata dai miei genitori e mi sono ritrovata su TikTok, che riprende la recitazione. Anche mia sorella ha sempre voluto lavorare in cucina, i nostri genitori non erano d’accordo con questa sua scelta così lei ha studiato altro, ma una volta finite le superiori la sua passione l’ha portata a fare ciò che voleva”

“Un altro sogno è di diventare un’imprenditrice. Ho tantissime idee in testa. Mi piacerebbe portare avanti la catena di abbigliamento”

“Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta è la Latte Art, a casa ho la macchinetta per fare il latte, sognavo di creare una catena come Starbucks ed entrare in competizione con loro, ma forse questo è un sogno un po’ troppo ambizioso. Creare Latte Art mi rilassa molto, servono degli strumenti precisi: una macchina che scalda il latte con il vapore alla giusta temperatura e che crei una schiuma molto molto sottile”

“Ho intenzione di iniziare l’Università, nonostante fino a poco tempo fa non fosse nei miei piani, ci ho ripensato e mi sono interessata all’Istituto IUSVE a Mestre. Sono molto interessata al Marketing, dal momento che lo sto già studiando in autonomia informandomi e leggendo libri inerenti, ho deciso di provare anche questa avventura. Inizialmente non ero interessata a continuare con gli studi,  perché vedendo l’offerta delle varie facoltà, le trovavo troppo ‘vecchio stile’, invece lo IUSVE mi sembra davvero molto più moderno o come si dice “sul pezzo”!”

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