Skintxt
(Valter Casotto)

Lavorare tra gli studios di Harry Potter, Prometheus, the Hobbit o Game of Thrones può sembrare un sogno inarrivabile, ma è la storia di Valter Casotto, che da designer di make-up prostetico declina la sua arte attraverso gli effetti speciali nel cinema, ma non solo. Collabora con case di moda, realizza sculture per artisti e anche protesi mediche, utilizzando in maniera trasversale le sue grandi capacità artigianali.

skintxt-15

“Sono Valter Casotto e faccio il designer di make-up prostetico a Padova. Non ho mai frequentato l’università, ma fin dall’inizio ho cercato un lavoro che mi desse la possibilità di studiare un po’ tutte le arti: la pittura, la scultura, la formatura, così ho pensato di specializzarmi in effetti speciali nel cinema. Ero particolarmente ispirato dal lavoro di Giger, che con Alien aveva creato degli effetti stupendi, combinando design ed effetti speciali. Non sono particolarmente fan dei film con gli effetti speciali realizzati in digitale, perché preferisco l’artigianato e il lavoro manuale che sta dietro alle maschere e al make-up prostetico”

“All’inizio ho dovuto lasciare Padova e trasferirmi in prossimità̀ di Roma per fare un corso iniziale di trucco speciale. Poi, volendo fare le cose in maniera più professionale, ho deciso di trasferirmi a Londra, che in Europa è il posto migliore. Quando mi era possibile cercavo di entrare in un laboratorio di make-up, che è la cosa migliore da fare, soprattutto se ci si può permettere di accedere a certe botteghe dove il livello è molto alto e quindi si può imparare sia con gli occhi che con le mani. Al tempo, l’ambiente di Londra era molto più meritocratico di quello italiano, quindi ho avuto la possibilità di lavorare di volta in volta in ambienti molto interessanti”

Ho lavorato a Prometheus, di Ridley Scott e per me è stato incredibile poter lavorare sul set con Ridley, che è uno dei “mostri sacri”: si percepiva la sua presenza sul set e il suo incredibile spirito da regista”

“Più avanti ho lavorato alla realizzazione di The Hobbit e ho avuto quindi la possibilità di lavorare sul set, in Nuova Zelanda, assieme a Peter Jackson, anche lui un grandissimo regista. Mi ricordo che vigevano quattro ore di sonno a notte massimo. Bisognava essere davvero portati a fare questo lavoro e averlo nel sangue. Quella, nonostante le ore, è stata forse l’esperienza lavorativa più bella in assoluto, dovuta proprio all’ambiente anche dal punto di vista umano, con le persone con le quali lavoravo

Ho lavorato poi a quasi tutta la serie di Game of Thrones, che sicuramente ha sviluppato nel tempo una qualità̀ di altissimo livello, risultando vincitrice addirittura di un BAFTA tra i tanti premi”

“Un’altra esperienza fantastica è stata quella degli ultimi due Harry Potter. Ecco, lì si vede quanto di meglio possa offrire una saga cinematografica basata a Londra, dove gli studios erano in costante lavorazione: era fantastico girare al loro interno

“L’ammontare di lavorazione artigianale presente era forse il più alto che avessi mai visto in una produzione: si dedicavano a ogni tipo di dettaglio, tant’è che per la troupe facevano annualmente un libro per gli interni della lavorazione. Ho firmato un contratto NDA, Non-Disclosure Agreement, dove mi impegnavo a non dire neppure ai familiari su che cosa stavo lavorando, tanto era segreta la sceneggiatura e tutto quello che vi girava attorno. Chiedevano persino di tagliare con le forbici i make-up che rimuovevo dal volto degli attori perché non volevano diffondere copie ai fan scatenati

Quando hanno aperto il museo della saga c’erano le code di visitatori per mesi. Al suo interno hanno ricreato una sala fatta solo di scatoline e bacchette magiche, che riportano il nome di tutti i lavoratori che hanno contribuito alla produzione, quindi anche il mio. Questo fa capire anche quanto gli inglesi ci tengano a far bene le cose e quanto siano legati alla gente che lavora per loro”

Durante il periodo di produzione il mio lavoro consiste nell’applicare il make-up, nella stessa identica maniera ogni giorno. Inizio con le prove di trucco: prendo il calco dell’attore su cui vado a modellare il trucco. Questo poi si divide in parti, si fa il calco e da questo escono le protesi. Da qui si possono replicare tante protesi quante ne servono per ogni giorno di set. Poi la protesi va colorata e va creata la peluria. È importante che non si veda nessuna differenza tra le varie protesi, per cui se un make-up porta del pelo, questo deve essere puntualmente inserito nel silicone allo stesso modo. A fine giornata, al momento di staccare il make-up, questo si disintegra, si spappola e non va più bene per essere utilizzato il giorno dopo

Le chiamiamo maschere per semplificare, però sono protesi che non sono in un pezzo unico: sono molti pezzi dal bordo finissimo che si sfuma soprattutto attorno agli occhi, in modo che non si veda l’inganno e non si capisca che è una protesi”

“Spesso c’è più lavoro di preproduzione che non di produzione sul set. Infatti, sul set di Harry Potter, abbiamo lavorato mesi e mesi per fare solo una scena della Gringotts Wizarding Bank, dove ci sono ben 60 goblin banchieri. Lì eravamo sul set circa in 150 truccatori da tutta Europa, il più grande set di trucco mai visto fino a quel momento

La mia attività̀ spazia parecchio in altri ambiti artistici, ma anche nel mondo medico e nella moda. Skintxt è un laboratorio artistico aperto alle proposte. Nel tempo abbiamo collaborato con case di moda, nel campo della performance, calzature, e anche con terzi per artisti nel campo delle belle arti, scultura principalmente, iper-realismo. Lavoriamo anche in un ambiente molto particolare che è la Chiesa, nella realizzazione di santini e corpi iperrealisti. Spaziamo particolarmente nel campo dell’iperrealismo o comunque in realizzazioni particolari che magari altri laboratori di tipo più tradizionale non riescono a sopperire”

“In quest’ultimo anno, attraverso l’ospedale di Vicenza, con il reparto di chirurgia maxillo-facciale, abbiamo assistito due persone a cui è stato asportato il naso per questioni tumorali realizzando delle protesi nasali. Al momento stiamo realizzando anche un braccio per un signore. Il fatto di poterci mettere a disposizione con le nostre capacità e il nostro saper fare artistico anche a persone che hanno realmente bisogno dà molta gratificazione

“Adesso che abbiamo ampliato il laboratorio ci piacerebbe farci conoscere sul territorio, sia dal punto di vista locale, che nell’ambito proprio veneto o triveneto, sicuramente. Ci sono diversi progetti in programma, sia per quanto riguarda l’ambito cinematografico, quindi la realizzazione di effetti speciali di trucco, che per diverse sculture iperrealiste che stiamo già̀ realizzando per conto di terzi, oltre che a livello mio personale

Le capacità più importanti in questo percorso sono quelle emotive, umane e relazionali, e questo è valido per chiunque oggi cerchi di intraprendere questo percorso, come lo è stato anche per me. Nessuno si aspetta da un ragazzo alle prime armi che ci sia la qualità̀ o sappia realmente fare, ma ci si aspetta che sia resiliente, che abbia attitudine a mettersi in gioco e che sia veloce a imparare. Io stesso all’inizio pensavo di dover essere in grado di saper fare, poi negli anni, avendo molto a che fare con corsi o persone che si sono approcciate a questo lavoro nel nostro laboratorio, mi sono reso conto che è molto più importante l’attitudine personale

skintxt-8

Condividi