FAI – Villa dei Vescovi
(Alessandro Armani)

Immersa nella verde cornice del paesaggio circostante, Villa dei Vescovi viene definita “La finestra dei Colli Euganei”. Ed è effettivamente l’appellativo giusto per questa oasi di pace e tranquillità, scelta dai vescovi di Padova come rifugio per evadere dalla vita frenetica della città. Oggi, grazie al lavoro di restauro, valorizzazione e gestione promosso dal Fondo Ambiente Italiano, Villa dei Vescovi e moltissimi altri beni culturali hanno trovato nuova vita, negli eventi e nelle visite aperte al pubblico.

villa dei vescovi

Io sono Alessandro Armani e sono direttore di Villa dei Vescovi, un bene di proprietà del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, per il quale lavoro dal 2018. Ho iniziato in Trentino, con il Castello di Avio, che dal punto di vista cronologico è stata la prima proprietà FAI aperta al pubblico, nel giugno del 1979. Lì mi occupo insieme ad una collega di marketing, comunicazione, di fare rete sul territorio e dei rapporti con l’ente pubblico. Nel 2021 sono diventato invece direttore di Villa dei Vescovi e ad ognuno dei miei tre anni di gestione è associato un grande cambiamento

Il primo anno mi sono occupato di rinforzare lo staff, di responsabilizzarlo, di renderlo ancora più solido e oggi si vedono sicuramente questi risultati. Quando sono arrivato, nello staff FAI lavoravano tre persone, mentre altre collaboravano attraverso una società esterna. Oggi tra FAI e società esterna lavorano con me dodici persone, di cui la dodicesima comincerà a breve, con la gestione dell’enoteca interna alla Villa. Si tratta dell’enoteca Strada del Vino Colli Euganei, che precedentemente era gestita da una società esterna insieme al bistrò. Sicuramente d’ora in poi verrà proposto dunque un biglietto abbinato al calice, con eventi organizzati in collaborazione con alcune cantine che abbiano sempre come denominatore comune la territorialità”

Il secondo anno abbiamo potenziato la comunicazione, ampliando la rete social sul territorio e collaborando con numerosissime realtà locali. Il nostro posizionamento è molto legato all’enogastronomia, quindi collaboriamo con realtà come Strada del Vino Colli Euganei e Slow Food Italia. Da questa rete di relazioni è nato il “Mercato in Corte”, un appuntamento ogni prima domenica del mese che è tematico sui prodotti del territorio, con conferenze, laboratori per bambini e master class, che vedono sempre la partecipazione di personaggi del territorio”  

Il terzo anno è stato infine dedicato al posizionamento di Villa dei Vescovi a livello territoriale. Stiamo organizzando sempre più eventi e per il prossimo anno abbiamo in serbo alcune chicche importanti che ci porteranno a diventare sempre più un punto di riferimento sull’eventistica dei Colli”

La terza proprietà di cui mi occupo è il Memoriale Brion, a San Vito di Altivole, che lo scorso anno è stato scelto come set del film Dune: part two. La firma non è del FAI, è stata la famiglia Brion, donatrice del Memoriale alla Fondazione, a firmare un contratto con la Eagle Pictures qualche settimana prima della donazione. Alla fine si è rivelata una bellissima esperienza in quanto Denis Villeneuve, regista premio Oscar, ha mandato una lettera a tutta la troupe chiedendo il massimo rispetto del luogo. Le riprese sono durate dieci giorni ed è andato tutto molto bene. I risultati oggi si vedono nell’aumento importante dei visitatori, che rimangono però molto rispettosi del luogo, il quale trattandosi di un cimitero va visitato con rispetto e tranquillità”

Cronologicamente parlando, Villa dei Vescovi è la prima tra le ville venete. Lo stesso Palladio per fare La Rotonda di Vicenza si è ispirato a Villa dei Vescovi nel 1535, la quale era stata fortemente voluta dal Vescovo Francesco Pisani e commissionata all’architetto Giovanni Maria Falconetto. Gli affreschi sono invece di Lambert Sustris. Il personaggio fondamentale di Villa dei Vescovi è sicuramente Alvise Cornaro, padovano, amministratore delle finanze della Curia padovana, tuttologo, intellettuale ed erudita. Per la sua posizione, che dalle terrazze panoramiche permette di immergersi a trecentosessanta gradi nel paesaggio circostante, la Villa venne definita da Guido Beltramini, storico dell’architettura, “La finestra sui Colli Euganei”. Oggi il punto centrale della Villa è la sua corte all’italiana, caratterizzata da simmetria, perfezione, pulizia e ordine. E poi c’è il brolo, che è il luogo invece in cui la natura cresce rigogliosa, nei tre ettari e mezzo che circondano la Villa con il marascheto, il frutteto antico, il vigneto e lo stagno”

La Villa è stata un luogo di ritiro spirituale e di stacco dalla vita frenetica per i vescovi di Padova fino al 1963, anno in cui venne messa in vendita dal vescovo Bortignon e acquistata da Vittorio Olcese, politico e imprenditore italiano, che la restaurò adibendola a residenza estiva e vincendo nel 1964 un premio per il miglior restauro conservativo. La Villa è stata donata al FAI nel 2005 da Maria Teresa Olcese, moglie di Vittorio, tramite lascito testamentario, ed è stata aperta al pubblico nel 2011. Da allora è cresciuta moltissimo in termini di popolarità, di posizionamento e di visitatori”

Il 15% dei nostri visitatori sono stranieri. Sicuramente Abano e Montegrotto in questo giocano un ruolo molto importante poiché la maggior parte dei turisti termali sono olandesi, tedeschi o scandinavi. In questo anno c’è stato un grandissimo potenziamento del pubblico spagnolo, così come di quello francese. Tant’è che le nostre audioguide, alle quali si accede tramite QR code, sono in tedesco, francese ed inglese”

“In uno staff ristretto come il nostro è facile ripartire gli incarichi. Io personalmente ho scelto di occuparmi del marketing, della comunicazione e del rapporto con il territorio e l’ente pubblico. Quando parlo di comunicazione parlo principalmente di social, quindi creazione di contenuti, scelta di immagini coerenti, pubblicazione dei post e via dicendo. A me piace moltissimo vedere il riscontro e rimanere aggiornato sulle nuove funzionalità dei social, anche se da questo punto di vista sono autodidatta, non ho competenze in termini di comunicazione perché sono laureato in Beni Culturali.  A differenza del Castello di Avio, che vive tantissimo di visite mordi e fuggi di passaggio, il pubblico di Villa dei Vescovi è totalmente diverso, essendo la Villa circondata da poli di altissimo livello culturale. Nell’attrarre qui i visitatori i social sono dunque fondamentali, anche se è alla comunicazione cartacea che dobbiamo il nostro posizionamento

Uno dei punti di forza del FAI è il cosiddetto “spirito del luogo”, che consiste nella ricerca costante del legame con le radici e la storia del territorio che ospita il bene. Si tratta del denominatore comune a tutti gli eventi. Ad Avio questo si traduce in “Ti Racconto il Castello”, durante il quale viene raccontata la vita a corte, esplorando le diverse sfaccettature del Castello, dalla sua anima agricola alla sua storia medievale, mentre a Villa dei Vescovi ad esempio viene organizzato un evento chiamato Vinum Euganeum, che valorizza la tradizione vitivinicola dei Colli Euganei”

La Villa è molto legata alla tradizione, alla storia e alle pratiche agricole antiche. Il vino prodotto dai vigneti interni al parco è un moscato che porta l’etichetta del produttore, non ha ancora un’etichetta FAI, però viene venduto nel nostro negozio e viene raccontato nelle visite guidate. Raccontiamo soprattutto come viene gestito un vigneto in un bene del FAI; si tratta infatti di vini naturali, senza trattamenti, poiché uno dei nostri valori è il profondo rispetto per l’ambiente e per le api. Villa dei Vescovi è stato il primo bene del FAI ad inaugurare il progetto api, con sedici arnie ed un apicoltore del territorio che con la pappa reale produce cosmesi naturale e miele”

“Ogni anno in autunno organizziamo la “Vendemmia in Villa” per le famiglie. Chiediamo quindi al nostro vignaiolo di lasciare un paio di filari liberi dall’attività̀ di vendemmia, forniamo alle famiglie cesoie e imbuto e lasciamo che siano i bambini a svolgere l’attività̀ manuale della vendemmia, portando l’uva nei grandi catini e facendo la pigiatura a piedi nudi, solitamente al ritmo di musiche popolari. Vengono organizzati poi laboratori, visite guidate ad hoc nel vigneto e, grazie alla collaborazione con gli anziani di Luvigliano, anche piccole esposizioni di macchine agricole storiche”

Nonostante il vigneto e il bistrò siano a gestione esterna, poiché servono competenze specifiche per questo tipo di attività, la regia è sempre nostra. Banalmente, il menù del bistrot deve sempre essere visionato da noi. A Villa dei Vescovi non si prepara la paella, ma il ragù di corte, il musso con la polenta, la gallina padovana e il baccalà mantecato, quindi i prodotti che contraddistinguono la ristorazione dei Colli Euganei. Cerchiamo di mantenere un legame fortissimo con il territorio

La convenzione con il FAI consiste in un’iscrizione, che può essere fatta individualmente, in coppia o in famiglia, che dà diritto all’ingresso gratuito in tutti i beni del FAI e a sconti che vanno dal 30% al 50% nelle altre realtà convenzionate del territorio. Il FAI ha settantanove beni di proprietà a livello nazionale, di cui quarantacinque sono aperti al pubblico mentre i restanti sono chiusi o in fase di restauro. Oltre a questo, possiede milleottocento convenzioni con hotel, musei, gallerie, ville private e realtà enogastronomiche. Sul territorio dei Colli è stato fatto un importante lavoro di rete turistica, grazie al quale sono convenzionate con noi quasi tutte le cosiddette meraviglie euganee, tra cui il Castello del Catajo, la Casa del Petrarca, Villa Pisani e dall’anno scorso anche Villa Selvatico,  ma potrei citarne molte altre”

Il 95% dei beni appartenenti al FAI provengono da privati che fanno una donazione alla fondazione, ultimamente con una dote per il mantenimento, perché il FAI se ne prenda cura. La fondazione è infatti in grado di coniugare attività di restauro, di valorizzazione e di gestione importanti, mettendo insieme tanti finanziamenti privati e una piccola parte di finanziamenti pubblici. Per quanto riguarda invece la convenzione con le altre realtà, spesso siamo noi a favorire le relazioni sul territorio, per farlo scoprire ai visitatori. Il prezzo dei biglietti d’ingresso e delle visite guidate è giustificato dagli enormi costi di manutenzione di beni di questo tipo, oltre ai costi legati al personale e agli eventi. Anche un semplice acquisto al negozio è importante per il sostentamento della fondazione, che per fortuna in Italia chiude sempre con un bilancio in positivo”

“In futuro ci piacerebbe ospitare sempre meno matrimoni, perché Villa dei Vescovi è innanzitutto un bene culturale aperto al pubblico e per questo ha determinati vincoli da rispettare. Il prezzo è sicuramente maggiore rispetto a quello di altre ville venete, ci sono delle fasce orarie da rispettare e il numero di persone che si possono ospitare è limitato. Preferiamo puntare su eventi aziendali, piccole cene, oppure matrimoni organizzati in via del tutto esclusiva nei giorni di chiusura al pubblico”

Nei prossimi mesi ci aspettano moltissimi eventi. A maggio inaugureremo un nuovo evento chiamato “All’aria aperta”, che prevede un programma fittissimo di passeggiate a piedi nudi nel parco, esperienze con l’apicoltore, lezioni di acquerello nel brolo e laboratori per bambini. Durante l’estate, tutti i sabati sera ospiteremo gli “Aperitivi in Villa”, con aperitivi nel bistrò in terrazza, musica e visite guidate serali. Il “Mercato in Corte” riprenderà invece in settembre, ospitando gli artigiani del territorio che avranno la possibilità di raccontare la propria attività e di dimostrare l’arte del fatto a mano”

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