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L’Università di Padova è  rinomata per le sue capacità di formazione altamente specializzata, soprattutto nel panorama italiano ed europeo. Rientra infatti tra i primi 100 atenei al mondo nella classifica Times Higher Education Impact Ranking del 2021, con il 14esimo posto globale per la qualità della formazione nel perseguire i 17 obiettivi dell’ONU per uno Sviluppo Sostenibile.

Anche numerose università private di prestigio, come quelle statunitensi, rientrano in questa classifica, sebbene non siano comparabili alle università pubbliche italiane in quanto a qualità di formazione. Infatti, anche Bologna e l’Aquila registrano punteggi maggiori rispetto alle università americane, rientrando rispettivamente nel settimo e diciasettesimo posto. A conferma delle classifiche, ogni anno più di 2000 studenti  decidono di intraprendere la vita da fuorisede per poter studiare nell’Ateneo patavino, il 72% delle nuove matricole.

Eppure, alcune attività e  proposte dell’università, come quella raccontata dai ragazzi di Race Up , non sono altrettanto conosciute tra gli studenti. Quali altre attività propone l’Università di Padova? E di cos’altro ancora non abbiamo sentito parlare?

Ci sono moltissime iniziative, finalizzate a rendere il percorso formativo completo, non solo dal un punto di vista dell’apprendimento formativo, ma guardando anche a un bagaglio di competenze e abilità utili nel mondo del lavoro: si tratta di iniziative extracurricolari che coprono diversi ambiti di interesse.

Primo esempio fra tutti è il Centro Universitario Sportivo (CUS), finalizzato a promuovere benessere e pratiche sportive, anche non agonistiche, per gli studenti, i quali possono tesserarsi gratuitamente. Oltre a 14 sport agonistici, corsi per tenersi in forma, attività di educazione alimentare e servizi di benessere aziendale, è possibile richiedere la doppia carriera studente-atleta,  un percorso rivolto alle studentesse e agli studenti che praticano una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni o dal Cip rappresentata alle Olimpiadi o Paraolimpiadi, e che abbiano conseguito risultati di particolare rilievo agonistico.

Per i meno sportivi, poi, esistono progetti studenteschi dove i gruppi selezionati possono lavorare alla progettazione e costruzione di auto stile formula. Una volta realizzate, competono a specifiche gare contro studenti di altre università italiane ed estere. Si tratta del percorso di Formula SAE: allo stesso modo funzionano altri progetti come 1001VELAcup o MotoStudent.

Per gli appassionati di radio è possibile partecipare anche a RadioBue, la webradio universitaria di Padova che racconta il mondo visto e vissuto da studentesse e studenti dell’Ateneo. Inoltre, l’attività radiofonica può essere organizzata in stage e tirocini formativi che garantiscono il riconoscimento di crediti formativi e ospita da anni anche volontari in Servizio Civile Nazionale.

L’Università di Padova, allo stesso modo, agevola le attività di studentesse e studenti e delle loro libere forme associative che concorrono a rendere più proficuo lo studio e a migliorare la qualità della vita universitaria, in particolare favorendo le attività gestite dagli stessi nei settori della cultura e delle arti, dello sport e del tempo libero.

Infatti, nel caso in cui gli studenti e le studentesse volessero proporre ulteriori progetti, c’è la possibilità di partecipare al “Bando per la Proposta di Progetti Innovativi da parte degli Studenti e delle Studentesse“. Inoltre, vengono erogati 200 mila euro per gli studenti, che in questo modo possono partecipare gratuitamente a iniziative culturali come mostre, teatri, concerti, tornei e laboratori artistico-creativi.

Possiamo dire quindi che Unipd non sia sprovvista di attività extracurricolari, allettanti per ogni giovane studente in cerca di stimoli di crescita per il proprio futuro lavorativo.

Sebbene siano presenti, queste attività di fatto hanno un peso minimo nella valutazione finale del percorso di studi in Italia, non paragonabile in ogni caso a quello di meriti per lo studio. Diversamente, in altre parti del mondo, la partecipazione ad attività extrascolastiche sono importanti almeno tanto quanto la valutazione scolastica.

Quanti di voi guardando uno degli High School Musical hanno notato la grande attenzione e importanza data non solo ai meriti scolastici ma anche ad attività che in Italia sarebbero considerate “extra”, come il basket, la musica e la recitazione?

In particolare negli Stati Uniti, le università attribuiscono alle attività extracurricolari un ruolo fondamentale nel riconoscimento del percorso di studi: hanno particolare importanza tutte le esperienze che si maturano al di fuori della classe, come lo sport di cui si è appassionati, uno strumento musicale che si sa suonare bene, o i fine settimana che si spendono a fare volontariato presso la comunità locale.

Secondo le università statunitensi, sono il modo migliore per comunicare che oltre a un buon voto si è ugualmente capaci di  mantenere diversi interessi per il mondo circostante. Oltre a ciò, sono il criterio di ammissione principale per quanto riguarda l’approccio olistico delle università e campus americani, ovvero quel metodo di apprendimento che cerca di coltivare individui anche emotivamente resilienti, socialmente e spiritualmente consapevoli, premiandoli nella loro totalità.

Spesso, anche qui a Padova, tra le borse di studio ci sono quelle per meriti accademici e quelle per meriti sportivi, il cui importo varia anche in base ai risultati raggiunti dallo studente stesso nelle attività extra-scolastiche.

Lo stesso discorso si può applicare allo sport nei campus statunitensi: se lo studente dovesse eccellere in qualche disciplina sportiva, potrà accedere a una delle migliaia di borse di studio assegnate per meriti sportivi. In effetti, le università degli Stati Uniti, si distinguono in tutto il mondo principalmente per questa peculiarità, essendo istituzioni d’insegnamento privato, diversamente da quanto accade in Italia.

I motivi che spingono i campus a seguire questo metodo di premiazione non sono casuali, ma mirano ad alcuni obiettivi formativi fondamentali: oltre a essere un’occasione di crescita per gli studenti, che permette loro di esplorare diverse aree di interesse, sviluppare nuove passioni e competenze, definire obiettivi futuri in vista di una professione, parliamo anche di un metodo che dà loro maggiori possibilità di ammissione ai college e ai posti di lavoro, permettendo di distinguersi e mostrare la propria personalità.

Per di più, la spinta alla coltivazione di numerosi interessi oltre allo studio mira anche ad avere effetti positivi sulla comunità. Questa infatti potrà accogliere cittadini attivi e responsabili, riunendo studenti con interessi e background differenti, potenzialmente disposti a partecipare tanto alle attività extracurricolari e alla comunità universitaria, quanto alla comunità statunitense.

Chiaramente, un metodo come questo negli Stati Uniti funziona anche perché ha trovato un ottimo terreno in cui germogliare, alimentato dalla costante competizione tra le più prestigiose università. Tuttavia, questa maniera di pensare il percorso formativo universitario può rivelarsi utile e di spunto anche per molti giovani studenti a Padova, che cercano di diversificare e arricchire i propri studi. In effetti, è facile convincersi dell’idea che solo le università statunitensi diano tantissime possibilità ai loro studenti e, per quanto sia vero che un ottimo atleta statunitense possa accedere a un’altrettanto ottima università in modo estremamente facile, anche qui non siamo da meno.

Dopotutto, anche Padova ha dei veri e propri campus universitari, come il polo di Agripolis a Legnaro, ma anche il recentissimo Complesso Beato Pellegrino, inaugurato nel 2019. E, passando per via Tommaseo, è impossibile ignorare la velocità con la quale sta prendendo forma la Nuova Scuola di Ingegneria – Hub dell’innovazione.